martedì 10 novembre 2009

Lavoratori Preziosi - La solidarità e l'unione pagano!

La solidarità e l'unione pagano!

A soli 4 giorni dall'incontro tra una rappresentanza dei Lavoratori della Metalli Preziosi e il sindaco ed anche grazie alle email inviate da voi, ci è pervenuta questa lettera nella quale il sindaco chiede ai curatori fallimentari di " adoperarsi per evitare l'interruzione dell'energia elettrica".

Il post completo lo trovate qua: http://lavoratoripreziosi.blogspot.com/2009/11/e-luce-fu.html

Il vostro supporto è essenziale!

Grazie ancora

Diffondete&difendete

lunedì 9 novembre 2009

lavoratori preziosi - la storia di carlo

comparto scuola, ospedali, co.co.co., lsu, operai, ecc siamo oramai palesemente tutti imbarcati sulla stessa nave.

pubblichiamo questo post, giornale di bordo, e linkiamo il blog www.lavoratoripreziosi.blogspot.com con l'invito agli altri blogger a diffondere come sempre l'iniziativa


= CARLO =

Vi vogliamo raccontare la storia di Carlo, la storia di uno dei 5 lavoratori che per 8 giorni ha vissuto sul tetto della fabbrica in segno di protesta.
La situazione di Carlo al momento è davvero difficile. Tra meno di 15 giorni sarà sfrattato da casa perché insolvente. Perdete 5 minuti di tempo per leggere la sua storia, ne vale la pena.

Presto ci organizzeremo per dare un segno concreto di supporto al nostro amico Carlo, state connessi.



Da quanti anni eri in metalli?
20

Di cosa ti occupavi?
Ho cominciato nel reparto sinterizzati, facevamo parti per contatti elettrici, la mia prima mansione è stata l’abburattatura e lucidatura dei contatti da saldare, poi sono passato ai forni di cottura.
Sono rimasto lì un po’, poi però il reparto ha chiuso, andava male e ci sono stati i primi cassaintegrati nella storia dell’azienda. Forse perché ero giovane mi hanno tenuto, mi hanno mandato in laminazione. Nel ‘92 il reparto va male, allora ritorno ai sinterizzati,ma ai forni, responsabile di un gruppo di donne. Sono poi tornato alle presse fino alla “fine”.

Quanti anni ti mancano alla pensione?
13

Come è cominciato tutto?
Quando sono entrato in Metalli, 20 anni fa eravamo in 400, di lavoro ce n’è sempre stato.
Un cambiamento si è iniziato a sentire quando sono andati via gli inglesi, poi si sono avvicendate proprietà italiane.
Gli ultimi 2 anni il lavoro stava calando. Ordini c’erano, li vedevamo, ma mancava la materia prima per produrre. Quando il proprietario ha preso la Lares sono mancati i fondi per comprare l’argento. Ci rendevamo conto che le cose non andavamo bene, ma la mentalità era, finché va…

Che idea ti sei fatto della situazione?
Secondo me non c’e più futuro, è passato troppo tempo.
Si parla solo dei russi. Si dice che vogliano prendere l’azienda in affitto, il curatore però vuole venderla.
Di concreto non si sa niente, solo voci, nulla si muove.
Ora sembra che i russi siano spariti, qualche informazione ce la dà un ex dirigente della Metalli che fa da intermediario tra i russi e l’Italia.
Non si capisce chi c’è sotto. Chi mi dice che in realtà i russi non fanno così solo per abbassare i prezzi? A noi ci prendono in giro.
Per me la Metalli è chiusa per sempre, fino a quando non vedo che riapre.
Anche la storia della Janina Trans, vuoi chiudere il concordato con 8000 euro? Per una pratica di 6 milioni? E il tribunale gli dà 2 mesi di tempo, così noi aspettiamo? Noi così abbiamo ritardato la cassa di due mesi!

Come ti è cambiata la vita?
Tutte le mattine la sveglia suona alle 8.
Mai più pensavo di trovarmi in una cosa del genere, giorno e notte non fanno differenza.
Poi ti passa la voglia di lavorare. Per non “perdere l’abitudine al lavoro” e per ringraziarli del fatto che ci danno da mangiare da un anno, siamo andati in Caritas e abbiamo imbiancato e piastrellato. Non mi sembrava vero, sono soddisfazioni! Alla sera avevo male alle ginocchia. (sorride mentre guarda lontano)
Ci vorrebbe una notizia certa.
E’ finita, uno si mette l’anima in pace e si sbatte per cercare un lavoro.
Che poi sai, trovi un lavoro per 2 mesi a 1000 euro, avrai almeno 100 euro al mese di spese per andare? Ti avanzano 900 euro. Nella situazione attuale 900 euro non mi basterebbero nemmeno. Prendevo circa 1400 euro in metalli, tra metà del mutuo che pago alla ex moglie, l’affitto, il mantenimento di mia figlia, mi rimanevano circa 300 euro.
Non ce la faccio a stare a casa sclero, mi annoio e penso, allora tutti i giorni vengo in fabbrica.
Sto diventando pigro nemmeno la barba mi faccio più, prima me la facevo ogni giorno.
Ieri per passare un po’ il tempo sono andato a cercare i chiodini nel bosco dietro casa.
Tutt’ora ho come l’idea di essere in ferie non mi rendo conto, mi sembra di vivere in un altro mondo.
Non riesco a stare tranquillo, è il nervoso. A pensare che questo (l’ex amministratore delegato) se ne va in giro tranquillo e io sono in questa situazione, non dormo la notte. Mi sveglio alle 4, per i pensieri non riesco a ricoricarmi, anche se non ci pensi è la testa che va lì.

Ti va di raccontarci dello sfratto?
Prima della storia il padrone di casa lo vedevo una volta la mese e gli davo i soldi, poi ho iniziato a fare il bonifico, ci si sentiva una volta al mese.
Per 4 anni tutto bene.
Poi a febbraio dopo 3 mesi di insolvenza mi ha mandato lo sfratto per morosità.
E cosa ti devo dire? La volontà c’è, i soldi mancano.
A luglio mi arrivano 2000 euro di cassa, gli ho saldato i 2330 euro che avevo di scoperto. Lui voleva anche i soldi delle spese legali, ma io, di soldi non ne avevo davvero più.
Poi da quel momento non ho più preso un soldo e non sono più riuscito a dargli niente.

Quindi tu da Dicembre 2008, non hai preso nemmeno un soldo fino a luglio 2009?
Sì l’ultima entrata è stato lo stipendio di Novembre, che abbiamo preso in ritardo a Dicembre.
Quando ho avuto la certezza che mi sarebbero arrivati i soldi della cassa, ho chiamato l’avvocato gli ho proposto di saldare il mio debito con lui poco alla volta. Lui era anche d’accordo.
Ero in arretrato di 6 mesi. Mi sono informato, ma anche se avessi saldato, lo sfratto rimaneva. Solo la padrona di casa poteva chiedere l’annullamento. L’ho chiamata e mi ha detto di no, improvvisamente la casa le serviva. 15 giorni fa la padrona di casa mi ha chiamato per avvisarmi che dovevo lasciare casa. Il giorno dopo è arrivato l’ufficiale giudiziario e mi ha notificato lo sfratto esecutivo.
A casa c’era la mia compagna, anche lei lavorava alla Metalli, ha ritirato lei lo sfratto.
Ci siamo detti, cosa facciamo adesso? Se la cosa va male con la casa finiamo in strada assieme.
Il problema vero adesso è la cauzione.
Poi non voglio trovarmi ancora nei casini, se non ti arriva la cassa, come fai a pagare?

E le istituzioni in tutto questo?
Quando è successo il casino ho chiesto appuntamento al Sindaco. Come ha saputo che era per la casa ha mandato un assistente sociale. Gli ho chiesto un anticipo di 2000 euro. Mi ha risposto che sarebbe stato difficile trovare i soldi ma che si sarebbe informata.
L’appuntamento dopo sai cosa mi ha risposto?
Che ci sono solo 1000 euro per il sostegno sociale ma non mi riescono a dare niente. Però di stare tranquillo, “male che vada ci sono i dormitori e io ti posso dare gli indirizzi”.
Ma ti pare? Io ho ancora una dignità!
Ho fatto richiesta per il sostegno dell’affitto, funziona in base al reddito dell’anno prima, io nel 2008 avevo ricevuto quasi tutte le mensilità, ero in una fascia troppo alta. Stesso discorso per un Bando della regione, ti danno 1500 euro se sei senza lavoro, ma guardando l’anno prima.
Anche la storia della sospensione del mutuo per chi si trova in difficoltà perché non ha più un lavoro. Io ho il mutuo per la casa della ex moglie, ho provato a bloccarlo per difficoltà ma niente, il CUD del 2008 era troppo alto. La possibilità di sospendere il mutuo dovrebbe partire nel 2010, per forza nel 2009 al momento ho preso solo 2000 euro.

E da lì l’idea di salire sulla torre. Cosa si provava a stare sopra?
Eravamo messi maluccio, però c’era lo spirito, c’era la voglia di lottare.
Era penoso. Dormivamo in 5 in mezzo alla polvere, in uno spazio come questa stanza (3mt x 4 circa NDR), in mezzo c’era questo macchinario polveroso.
Siamo stati uniti, ma gli ultimi 2 giorni sono stati difficili, non si vedevano risultati.
Con i ragazzi che c’erano su con me, prima di questa storia, non c’erano grandi rapporti. Anzi con Valerio, ci stavamo sulle balle a vicenda. Non c’era un motivo vero e proprio, sai quelle cose a pelle. Poi ci siamo conosciuti ed è nata una bella amicizia, prima di salire non credevo saremmo andati d’accordo.
Con la corda la mattina ci mandavano su il caffè, il giornale e il latte. Non c'era mai un momento tranquillo, continuavano a passare sotto i colleghi e chiaccheramavo con loro
Poi abbiamo iniziato con i braccialetti (me lo mostra orgoglioso NDR). La giornata passava veloce, avevamo sempre da fare, ogni momento passavano sotto i colleghi e chiacchieravamo.
Quello che contava per noi, era che ci fossero tante persone sotto, ma i carabinieri ci dicevano che c’erano 4 gatti. Era fondamentale per noi che ci fosse tanta gente sotto a dar voce al nostro gesto, a spiegare le nostre ragioni. Eravamo d’accordo che saremmo scesi solo ad un cenno di Valeriano, nessun altro, lui era la nostra guida là sotto.

E la tua famiglia?
La ex mia moglie è comprensiva, ha portato la bambina a vedermi mentre ero sulla torre, mi aveva fatto uno striscione, PAPA’ TI VOGLIO BENE, ma da sopra non si vedeva, lo aveva fatto con i pennarelli! (ride emozionato NDR). Ho potuto leggere il suo messaggio solo quando Valeriano me l’ha mandato su.

Un altro lavoro?
Lavoro in giro non c’è, ho portato a mano circa 70 curriculum, non ti risponde nessuno.
Si vede che c’è crisi.
C’è più gente sui tetti che nelle fabbriche.
Secondo me, non è solo la crisi, c’è qualcuno che lo fa per spostare l’azienda all’estero e risparmiare soldi.
Oltre a quello della Caritas, ho trovato un altro lavoretto al poligono. Andavamo a raccogliere i pallini di piombo con il badile. 4 ore al giorno.
Abbiamo riempito una ventina di barili da 180 litri di pallini da fucile.

E quelli di voi che stanno a casa e non lottano?
Non chiamiamoli più, devono venire un paio di volte alla settimana a capire cosa succede.
Venerdì scorso c’era da firmare un documento sul fallimento. Sono venuti quasi tutti. Hai visto qualcuno di loro venire su in mensa a salutarci?
All’inizio in azienda facevo anche io gli scioperi, manifestazioni e quant’altro. Poi per fare qualche soldo in più ho dovuto rinunciare, facevo 2 sabati al mese per gli straordinari, ma ora bisogna tornare a lottare.
Gli assenteisti, non dobbiamo più chiamarli. Non è per il costo della chiamata, è il principio.
Per il prossimo S41 (modulo per la cassa integrazione NDR) io metterei un annuncio in bacheca, chi passa e lo vede bene gli altri…
E se riprendiamo a lavorare, questi con che faccia si presenteranno in azienda?

C’e qualcuno che vuoi ringraziare in particolar modo?
Ringrazio Marcel Astolfi, dopo 27 anni di lavoro mi ritrovo in queste condizioni.

domenica 8 novembre 2009

Precari, il commissario al lavoro i primi 300 nelle liste "a pettine"

da repubblica.it clicca il titolo per link

ROMA - Parte il commissariamento del ministero dell'Istruzione sulle graduatorie dei precari. "Dal 9 novembre, i primi 300 ricorrenti saranno inseriti 'a pettine' nelle graduatorie di tutte le province italiane - annuncia il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - speriamo che quest'ennesima pronuncia sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della legislazione e della Costituzione". Ma a bloccare il Tar potrebbe pensarci il Parlamento, dove è in discussione una proposta di legge che annulla i provvedimenti della giustizia amministrativa.

Per comprendere la vicenda, occorre fare un passo indietro. Tutto ha inizio lo scorso mese di aprile, quando il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini firma il decreto per l'aggiornamento delle graduatorie dei precari. Ma con una novità: per chi è già in graduatoria, niente passaggio da una provincia all'altra. L'unica possibilità è di essere inseriti, oltre che nella lista della propria provincia, anche in altre tre province italiane. Ma "in coda".

Questa decisione del ministro a gran parte dei supplenti meridionali sembra l'ennesima prova che nessuno li vuole al Nord, dove i posti disponibili sono in abbondanza. E, col patrocinio dell'Anief (Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione) si rivolgono al Tar che dà loro ragione: l'inserimento "in coda" è incostituzionale e si deve provvedere all'inserimento a "pettine". Ma il ministero nicchia e, i primi di ottobre, una nuova sentenza del Tar Lazio intima al ministro Gelmini di applicare la sentenza, condannandolo al pagamento di 5 mila euro. E nomina Luciano Cannerozzi De Grazia, uno dei consiglieri più ascoltati dal ministro Renato Brunetta, commissario ad acta.

Nel frattempo, per evitare l'onta del commissariamento, l'esecutivo corre ai ripari e nel progetto di legge di conversione del decreto salva-precari inserisce un emendamento che ripristina la coda per il biennio 2009/2011, ma aprendo "al pettine" dal biennio successivo. A questo punto cominciano i mal di pancia della Lega, che vorrebbero opporsi al provvedimento. Ma è lo stesso ministro Gelmini che spiega ai colleghi della maggioranza che il provvedimento non può subire variazioni al Senato. Il decreto deve essere trasformato in legge entro il 24 novembre prossimo e non ci sono, infatti, i tempi per una seconda lettura. Questa volta, Bossi&co. Devono fare buon viso e cattivo gioco e approvare un provvedimento "blindato".

Intanto, il Tar Lazio emette altre 13 sentenze fotocopia della prima, per altri 7 mila precari che chiedono di essere inseriti "a pettine", condannando il ministero al pagamento di 65 mila euro. E il commissario ad acta? "Il commissario - spiega Cannerozzi De Grazia - non può tenere in alcun conto i procedimenti in corso". Parole che hanno il sinistro significato di chi si sta mettendo al lavoro. "Penso - continua - che fra qualche giorno, attorno al 12 novembre, avvierò la procedura. Scrivero al ministero chiedendo se hanno ottemperato e controllerò se l'eventuale azione è conforme con la sentenza del Tar". Intanto, spera la maggioranza, il Parlamento dovrebbe varare la legge salva-precari che dovrebbe mettere la parola fine alla questione. Ma di questo Marcello Pacifico non è convinto. "Ci rivolgeremo - dice - alla Corte costituzionale".
(8 novembre 2009)

Crocifisso sì, crocifisso no: è la scuola che è in croce!

Il putiferio mediatico di questi giorni legato alla sentenza della Corte Europea sull’esposizione del crocifisso non ci sorprende. Ci avvilisce.

Il tripudio di dichiarazioni, di articoli di giornale e di commenti televisivi dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, l’inettitudine e l’ipocrisia di buona parte del mondo politico e dell’informazione: ci riferiamo alle dichiarazioni sdegnate dei politici che oggi guaiscono contro l’attacco alla nostra identità cristiana (ma anche a taluni paladini della laicità che non hanno mai proferito parola sui problemi della scuola, e sul fondamentale tema della pluralità religiosa e culturale al suo interno, per i quali questa vicenda rappresenta solo un’occasione per diramare l’ennesimo comunicato stampa…). Ci riferiamo agli organi di informazione che oggi ci ammorbano con pagine, trasmissioni, sondaggi e televoti su crocifisso sì, crocifisso no: apriamo il dibattito!

Si tratta – quasi sempre – degli stessi politici che in croce hanno messo la scuola, privandola di mezzi e risorse finanziarie, tagliando un numero sconsiderato di docenti, intervenendo in tutti i modi per cancellare il ruolo dell’istruzione pubblica.

Si tratta degli stessi mass media che per mesi si sono prestati e hanno stimolato la salottiera discussione sui grembiulini e sul maestro unico, per poi stendere un totale e impenetrabile velo di silenzio sulla situazione disastrosa in cui oggi versa la scuola pubblica.

Oggi la scuola rischia di andare a rotoli e fa acqua da tutte le parti. Tra i punti dolenti che sono oggetto di un pervicace attacco da parte dell’attuale Governo, volutamente ignorati dalla stampa, c’è sicuramente anche la questione della laicità della scuola: parliamo del diritto quotidianamente negato all’ora alternativa, dell’impossibilità di aprire una discussione seria sulla riforma dell’insegnamento della religione cattolica in favore di un più sensato insegnamento di storia e cultura delle religioni, del fatto che siamo l’unico paese in cui i docenti di religione sono pagati dallo Stato ma scelti dalla Curia, del fatto che un Ministro possa tranquillamente ignorare una sentenza di Tribunale che – con buon senso – esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini e dalla possibilità di assegnare crediti formativi, semplicemente per evitare assurde disparità con gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.

Di tutto questo – che costituisce il vero terreno su cui si concretizza il tema della laicità della scuola – non si parla. E’ più comodo aprire e chiudere rapidamente una bella e salottiera discussione sui crocefissi.

Noi genitori e insegnanti, che ai salotti continuiamo a preferire i banchi di scuola, a questo teatrino non ci prestiamo.
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
Sul tema vi segnaliamo questi contributi:

- articolo di Don Enzo Mazzi da “Il Manifesto” del 5 novembre 2009

- articolo da “Il Mattino di Padova” del 5 novembre 2009


6 Novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

IL BLOG DEI ' LAVORATORI PREZIOSI ' DI PADERNO DUGNANO



INVITIAMO A SEGUIRE LEGGERE E DIVULGARE LA NASCITA DEL BLOG DEI LAVORATORI DI PADERNO DUGNANO.


Noi lavoratori della Metalli Preziosi, abbiamo aperto il nostro blog con il quale racconteremo la nostra lotta.

Ringraziamo tutte le persone che ci hanno dimostrato solidarietà inviando la lettera al sindaco, come vi avevamo chiesto nel post
http://lavoratoripreziosi.blogspot.com/2009/11/la-sveglia-al-sindaco.html

Ci sembra doveroso a questo punto iniziare a raccontarvi la nostra storia in maniera più approfondita...

Che l’aria non fosse delle migliori i lavoratori lo avevano capito già a luglio 2008, il lavoro calava, le materie prime immesse nei processi produttivi erano meno e di conseguenza, il fatturato.
I primi segni tangibili ci sono stati a Dicembre 2008 quando lo stipendio di Novembre è stato erogato con una settimana di ritardo e tramite una terza società facente parte dello stesso gruppo.
Poche settimane dopo, i lavoratori sono avvisati che a causa di “sopravvenuti problemi tecnici” il pagamento della tredicesima non sarebbe stato possibile. Nello stesso giorno veniva comunicato alla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) l’apertura di una cassa integrazione ordinaria per 80 lavoratori per 13 settimane, a rotazione e con anticipo da parte dell’azienda.
Il 23 dicembre le RSU e le rispettive organizzazioni sindacali (OOSS) sono convocati in Assolombarda, per la ratifica dell’accordo.
Il 12 Gennaio inizia la CIGO, la tredicesima non è ancora stata erogata, inoltre il 13 i lavoratori vengono informati di un ulteriore slittamento della retribuzione del mese di Dicembre.
Il 16 Gennaio, visto il protrarsi dei mancati pagamenti, le RSU chiedono ulteriori spiegazioni all’azienda ed in risposta gli viene presentata una copia di uno swift bancario che avrebbe dovuto rappresentare l’accredito della cifra necessaria al pagamento degli stipendi. Ad oggi la tredicesima, le mensilità di dicembre 2008 e Gennaio 2009 non sono ancora state erogate.
Il 31 Gennaio è stata chiusa la CIGO per gli 80 lavoratori con l’intento di aprirne immediatamente un’altra, questa volta però per tutto l’organico (120 dipendenti).
Purtroppo questa richiesta non ha potuto aver seguito in quanto l’azienda non aveva i requisiti necessari (ad esempio non erano stati versati i contributi degli ultimi 9 mesi).
Da qui comincia la LOTTA vera e propria.
Il 2 Febbraio comincia il presidio esterno, i lavoratori continuano a timbrare il cartellino, un gesto simbolico portato avanti fino a marzo, mentre le giornate passano tra vita sociale in fabbrica ed una mensa autogestita con pasto alla cifra simbolica di 1 euro.
Il 22 Maggio la Janina Trans. società con capitale sociale di € 8.000 e 1 solo dipendente si offre di comprare la Metalli (costo stiamato dell’operazione € 6.000.000). In realtà dietro questa azienda si scopre esserci la vecchia proprietà che con questa manovra cercava di evitare il fallimento.
A cavallo tra maggio e giugno i lavoratori vengono buttati fuori dalla fabbrica, comincia così un vero e proprio presidio esterno, con tenda gazebo panche e tavoli.
Il 9 luglio, vengono portati in tribunale i libri contabili dell’azienda e viene dichiarato il fallimento.

Questa è una breve crono-storia senz’anima di quanto è successo fino a prima dell’estate.
Continueremo raccontandovi la VERA storia della cassa integrazione. Vi racconteremo come queste persone possano vivere grazie a minimi sussidi economici e solidarietà, della loro OCCUPAZIONE della mensa e della vita di ogni giorno.

State connessi.

giovedì 5 novembre 2009

IL GOVERNO PRIVATIZZA L'ACQUA

Logo petizione on-line




IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA e I BENI COMUNI

Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita


Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

IMPEDIAMOLO !

FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” - IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA!


*****

Mercoledì 18 Novembre (ore 14.00)

Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)

in concomitanza con la discussione del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!

Partecipiamo tutte e tutti al presidio!

Per informazioni...

*****

Protesta contro questa decisione del Governo tramite interlocuzioni con i parlamentari ed invio di e-mail al Ministro dell’Ambiente, ai vari Ministri e parlamentari.

Chiedi al tuo Consiglio Comunale di prendere posizione contro questo decreto che dichiara l’acqua potabile una merce ed avvia una campagna - anche attraverso una raccolta di firme - per impegnare il consiglio comunale ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento che l’acqua è “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali. ---> Scarica la petizione popolare contro l’Artt. 15 e 23 bis e organizza banchetti di raccolta firme

Sostieni le azioni proposte dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua per chiedere al Parlamento ed al Governo il ritiro delle nuove norme.

mercoledì 4 novembre 2009

Superiori. La strada della riforma in discesa

Diversi osservatori, fino a qualche giorno fa, erano scettici sulla possibilità che la Conferenza unificata, già nella prima seduta utile dopo mesi di inattività, potesse licenziare i pareri sugli schemi di regolamento per la riforma delle superiori. Scetticismo motivato da due buone ragioni.

Innanzitutto c’era una ragione tecnica, derivante dal fatto che l’eccessiva quantità di argomenti all’ordine del giorno (ben 62 di cui 9 tutti relativi all’istruzione) avrebbe probabilmente impedito la trattazione degli argomenti previsti, considerate anche le poche ore a disposizione.

C’era un’altra ragione, più politica, che riguardava un possibile atteggiamento ostruzionistico delle regioni, in maggioranza di centro-sinistra, che avrebbero potuto avere buon gioco nel richiedere tempi congrui per l’approfondimento della materia proposta, pretendendo un rinvio per l’esame dei testi degli schemi di regolamento predisposti dall’Amministrazione.

Tutto questo non è avvenuto. Sui tre schemi di regolamento sulle superiori c’è stata discussione e confronto, e le Regioni non hanno fatto alcun ostruzionismo, assumendo con chiarezza posizioni contrarie o favorevoli e deliberando i pareri (non vincolanti) richiesti.

Entro una settimana, anche le commissioni parlamentari dovranno esprimere il proprio parere (i 30 giorni di tempo previsti dalla legge per pronunciarsi scadono tra pochi giorni). A quel punto mancherà soltanto, prima dell’adozione finale dei regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, il parere del Consiglio di Stato. Parere per il quale non dovrebbero esserci problemi.

Ai primi di dicembre le scuole, a poco meno di tre mesi dal termine delle iscrizioni del prossimo 27 febbraio, fissato in settimana dal Miur, potrebbero disporre dei nuovi regolamenti per la riforma da avviare dal 2010. [da Tuttoscuola N. 414, 2 novembre 2009]

Una cosa è certa: sarà una scuola del taglio selvaggio!!! Ecco i dati tratti dalle Relazioni tecniche dei Regolamenti sul riordino degli istituti di scuola secondaria superiore.

SCUOLE/
Annualità

LICEI

ISTITUTI
TECNICI

ISTITUTI PROFESSIONALI

Tagli
dei posti
e delle spese

N°.
POSTI

SPESE

N°. POSTI

SPESE

N°. POSTI

SPESE

Anno f. 2010

24.859.054

46.719.901

28.464.894

Anno f. 2011

78.463.037

142.619.763

71.219.927

Anno f. 2012

92.124.751

122.748.430

28.580.275

Totali

2.568

195.446.842

10.359

312.088.094

4.373

128.265.096

Ai lavoratori della scuola, agli studenti ed ai cittadini che hanno a cuore le sorti della scuola spetta il compito di mobilitarsi urgentemente per bloccare il ciclone che sta per abbattersi sull’istruzione superiore.

lunedì 2 novembre 2009

4 novembre contro le guerre e le spese militari



APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE "SE VUOI LA PACE LOTTA CONTRO LA GUERRA "

Il 4 novembre tutti in piazza per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e il taglio delle spese militari

A te che hai partecipato alle marce per la Pace ,che avevi appeso la bandiera arcobaleno al tuo balcone,

che hai firmato petizioni contro la guerra e per il ritiro delle truppe,

che sei scesa/o in piazza per chiedere la fine della guerra permanente, travestita da missioni di pace,

che hai chiesto di tagliare le spese militari per riconvertirle in spese sociali,

che vorresti chiudere le fabbriche di armi per produrre beni per la vita, e non più strumenti di morte,

che vorresti chiudere le basi militari perché minacciano la vita di altri popoli e la salute del tuo paese,

che hai protestato contro le bombe atomiche ed hai chiesto il disarmo come unica sicurezza,

che hai contestato la retorica patriottica che giustifica la morte e la distruzione,

che vuoi un’Italia di pace, solidale con gli altri popoli e non più complice della guerra globale,

che ripudi la guerra “ come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” ,

che guardi alla Palestina, al Kurdistan, all’Africa, all’Iraq, all’Afghanistan, all’Iran, a tutto il Medio oriente e lotti per una politica di pace, perché l’Italia esca dalle alleanze di guerra

RIVOLGIAMO QUEST’APPELLO PER TORNARE A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE CONTRO LA GUERRA. IL 4 NOVEMBRE GIORNATA DELLE FORZE ARMATE SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO IL MILITARISMO, CONTRO LE MISSIONI DI GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN !!LANCIAMO IN TUTTE LE CITTA’ INIZIATIVE DI PROTESTA, CONTROINFORMAZIONE, PRESIDI, AZIONI DIMOSTRATIVE.

LA GUERRA E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’, E’ ANCHE UN MISFATTO ECONOMICO PERCHE’ STORNA RISORSE DAI BISOGNI SOCIALI AGLI STRUMENTI DI MORTE:

ALCUNI ESEMPI: La Guerra in Afghanistan costa in euro 3 milioni al giorno per mantenere in stato di occupazione militare circa 3000 uomini con gli strumenti di morte e distruzione tecnologicamente avanzati. In moneta afghana ciò che l’Italia ha speso dal 2001 per la guerra avrebbe potuto produrre 600 ospedali e 10.000 scuole - secondo i dati forniti da Gino Strada.

In Italia con 3 milioni di euro al giorno si potevano risolvere in tutte le regioni i problemi dei rischi idrogeologici e del riassetto territoriale. Il piano di acquisto e assemblaggio - a Novara - dei cacciabombardieri atomici F35 prevede la spesa di 13 miliardi di euro a rate fino al 2026 per la coproduzione e l’acquisto di 131 aerei da guerra ribattezzati “dalle ali d’oro”. Un delirio di potenza militare che serve a devastare altri popoli ed a togliere risorse alla cura della vita e della terra nei nostri territori.Lo specchietto qui sotto riportato ci mostra la gigantesca distruzione di risorse operata dalle spese militari (fonte Manlio Dinucci):

---spesa militare mondiale nel 2007 = 1.340 miliardi $ = + 45% rispetto al 1998 = 2.5 milioni di dollari al

minuto. Nel 2009 prevista a 1.500 miliardi di dollari. (SIPRI)

---spesa militare NATO= 3/4 della mondiale = 985 mld di $ (febbraio 2009 - SIPRI)

---spesa militare USA = 666 mld di $ (2008)

---spesa militare ITALIA = 30 mld di $ (2008)

---spesa militare mondiale di 7 giorni = 30 mld $ = soluzione crisi alimentare mondiale per 1 anno (FAO)

NO ALLE SPESE MILITARI

NO ALLE MISSIONI MILITARI – RITIRIAMO LE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN

Manifestazioni si svolgeranno a Vicenza, Novara, Bologna, Genova, Firenze, Pisa, Livorno, Colleferro, Catania, Napoli.

A ALDA MERINI - UN SALUTO

domenica 1 novembre 2009

RIFORMA SUPERIORI - Esiti Conferenza Stato-Regioni 30.10.09

La Conferenza Stato-Regioni esprime parere favorevole sulla riforma degli
istituti tecnici.

Anche quelle di centro sinistra.

Parere negativo su
professionale e licei.

Teniamo presente che se si voleva
realmente bloccare la riforma bisognava rifiutarsi di esprimere il parere.

Dunque l'opposizione del centrosinistra è solo di facciata.

"Solo
chiacchere e didtintivo!"

come diceva Robert De Niro - Al Capone in

"Intouchables"?

giovedì 29 ottobre 2009

STEFANO CUCCHI


STEFANO CUCCHI è MORTO IN CARCERE.

SIAMO SOLIDALI CON LA FAMIGLIA DI STEFANO


IL COORDINAMENTO DECIDE DI PUBBLICARE SOLO QUESTA IMMAGINE PERCHè DATA LA DUREZZA DELLE ALTRE IMMAGINI E CONSIDERANDO CHE POSSANO ESSERE VISIONATE INVOLONTARIAMENTE DA BAMBINI O PERSONE SENSIBILI SCEGLIE DI PERMETTERE A CHI DECIDESSE DI VOLERLE VEDERE DI COLLEGARSI AL SITO CNR MEDIA CLICCANDO SUL TITOLO.

LA VISIONE DI QUESTE IMMAGINI, RESE DISPONIBILI DALLA FAMIGLIA, RENDONO POSSIBILE AD OGNUNO DI FARSI UNA IDEA DEI FATTI COME NEGLI INTENTI DEI FAMILIARI.

SI AVVISA CHE LE IMMAGINI POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITà,

ROMA - 6 novembre 2009. Convegno CESP: la laicità nella scuola pubblica: la croce della religione cattolica



Di seguito ed in allegato il programma del convegno nazionale CESP LA LAICITA' NELLA SCUOLA PUBBLICA:LA CROCE DELLA RELIGIONE CATTOLICA.

Inoltre, in allegato trovate il facsimile della richiesta con cui docenti ed ATA possono chiedere di partecipare in orario di servizio.

Il convegno si terrà venerdì 6 novembre dalle ore 9 alle 18,30 a Roma presso il centro congressi Cavour, via cavour 50 - Roma.

Chi fosse interessato o volesse ulteriori informazioni può chiamare Franco al 328 6536553.

Cortesemente diffondete nelle scuole, su siti e facebook.


CESP – CENTRO STUDI PER LA SCUOLA PUBBLICA - CONVEGNO NAZIONALE
ROMA - venerdì 6 novembre 2009 ore 9.00 -18.30
c/o Centro Congressi Cavour VIA Cavour n 50- Roma

LA LAICITA’ NELLA SCUOLA PUBBLICA:

LA CROCE DELLA RELIGIONE CATTOLICA

Relatori:
Piero Bernocchi, portavoce Confederazione Cobas
Elena Biagini NO VAT/FACCIAMO BRECCIA
Valerio Bruschini, insegnante Gualdo Cattaneo (PG), Cobas
Franco Coppoli, docente di Terni, Cobas
Nicola Giua, maestro, esecutivo nazionale Cobas
Alberto Marani, docente di Cesena, Cobas
Ennio Montesi, Axteismo
Luigi Nicolai, Civiltà Laica

Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche dell’UAAR

Antonia Sani, Comitato Nazionale Scuola e Costituzione
Anna Grazia Stammati, presidente del CESP
Luigi Tosti, magistrato

mattina


ore 9,00 Anna Grazia Stammati, Relazione introduttiva
ore 9,20 Piero Bernocchi, Chiesa: potere e politica
ore 9,40 Alberto Marani, l'ora alternativa all'IRC
ore 10,00 Franco Coppoli, crocefissi e discriminazione nelle aule
ore 10.20 Luigi Tosti,
Laicità dei tribunali e dello stato
ore 10.40 Valerio Bruschini, La messa è finita?
ore 11.00 Luigi Nicolai, Uso dell’immagine religiosa nel cristianesimo
ore 11.20 Nicola Giua, Vertenze per la laicità della scuola pubblica
ore 11.40 Pausa caffé
ore 12.00 Ennio Montesi, Riflessioni sull’ateismo
ore 12.20 Elena Biagini Il pensiero divergente
ore 12.40 Adele Orioli, Uscire dal gregge
ore 13.00 Antonia Sani, Laicità nella scuola pubblica
ore 13.20 Pausa Pranzo

pomeriggio


Ore 15.00 – 17.00 Divisione in gruppi di lavoro

1.L’ora alternativa:libere scelte, programmi, P.O.F. e collegi docenti

2.Simboli, cerimonie e discriminazione nella scuola pubblica
3.I privilegi degli IRC insegnanti di religione cattolica

Ore 17.00 -18.00 Relazioni gruppi di lavoro

Ore 18.00 conclusioni

domenica 25 ottobre 2009

150 MILA IN PIAZZA A ROMA, DUE MILIONI IN SCIOPERO, IL 40% DI ADESIONI NELLA SCUOLA



Grande successo dello sciopero generale indetto da Cobas, Cub e Sdl, e della manifestazione nazionale a Roma
.

Nonostante con il galoppare della crisi sia sempre più difficile per i lavoratori/trici rinunciare ad un giorno di retribuzione, circa due milioni di salariati hanno scioperato in tutta Italia. Le medie più alte nella scuola (circa il 40% secondo i dati affluiti dalle 30 città più grandi) e nei trasporti urbani, ma buona anche la partecipazione in tante fabbriche, nel pubblico impiego, sanità, commercio, trasporto ferroviario, aereo e marittimo, telecomunicazioni e aziende pubbliche.

Massiccia la presenza di precari, in particolare della scuola. Altamente partecipata la manifestazione nazionale di Roma con 150 mila lavoratori/trici di tutte le categorie, con in primo piano il "popolo della scuola" che ha sfilato dietro lo striscione "No alla distruzione della scuola pubblica", accompagnato da un netto "Gelmini vattene".

Sciopero e manifestazione hanno inteso dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti, ai massicci tagli alla scuola pubblica, alla chiusura di tante aziende, all'intera politica economica del governo, a cui non si contrappone alcuna reale opposizione in Parlamento e nel paese da parte di un centrosinistra succube del berlusconismo. Il sindacalismo conflittuale vuole che lo slogan popolarissimo "Noi la crisi non la paghiamo", diventi finalmente realtà: perchè finora la crisi non l'hanno pagata nè banche, nè gruppi finanziari, nè grandi industriali, nè le mafie palesi e occulte che infestano l'Italia, nè quella vasta pletora di "politici-politicanti" che, in modo bipartisan nonostante le baruffe di facciata, occupa gli apparati di potere e economici del paese, strornando ingenti risorse a favore dei soliti noti. L'hanno pagata invece le decine di migliaia di precari espulsi da tutti i settori, scuola in primo luogo, gli operai licenziati in massa, i migranti sempre più oppressi e vilipesi, i salariati e i pensionati con introiti da fame. Dallo sciopero e dal corteo viene una forte richiesta per il blocco dei licenziamenti e degli sfratti, per la cancellazione dei tagli nella scuola, per l'assunzione stabile dei precari, per aumenti di salari e pensioni, per un reddito minimo garantito per chi non lavora, per la cassa integrazione almeno all'80% del salario, l'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto "sicurezza" e il ritiro della "riforma Brunetta": E nel contempo, una forte domanda di democrazia nei luoghi di lavoro, affinchè finisca il monopolio di Cgil-Cisl-Uil - totalmente silenti di fronte ad una crisi che colpisce i deboli e gli indifesi - sui diritti e sulle libertà sindacali, da restituire al più presto ai Cobas, ai sindacati di base e a tutti i lavoratori/trici.

Nel pomeriggio poi si sono svolte due manifestazioni davanti al Ministero dell'Economia, con la richiesta di reddito e lavoro garantito a tutti, e davanti al Ministero dell'Istruzione. Circa un migliaio di docenti ed Ata, precari e "stabili", hanno manifestato davanti al MIUR per richiedere l'annullamento dei tagli e dell'espulsione dei precari dalla scuola, per dire NO alla legge Aprea e ai contratti di disponibilità, per massicci investimenti nella scuola pubblica e l'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e significativi aumenti salariali per docenti ed ATA. Sempre sulle scale del ministero, si è svolto l'Assemblea nazionale dei precari per decidere i prossimi appuntamenti di lotta.

Piero Bernocchi portavoce nazionale dei COBAS

Analisi critica dei contratti di disponibilità.


Decreto Legge n.° 134 del 25 settembre 2009. Sintesi e rilievi critici.

Il Decreto Legge è stato emanato “per consentire una maggiore efficienza in termini di risparmio di tempo e di risorse nel conferimento delle supplenze, al fine di garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l'anno 2009-2010”.
Esso consta di due articoli.

Articolo primo:

· integra la Legge n.° 124 del 3 maggio 1999, con il comma 14 bis, e stabilisce che i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dal personale docente ed educativo della scuola pubblica statale non possano trasformarsi in contratti a tempo indeterminato, né permettere, prima dell’immissione in ruolo, la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi;

· stabilisce che le supplenze temporanee siano assegnate al personale docente inserito nelle graduatorie ad esaurimento e al personale ATA inserito nelle graduatorie permanenti, con precedenza assoluta rispetto al personale non incluso nelle suddette graduatorie e a prescindere dall'inserimento nelle graduatorie di istituto.

Beneficiari:
- coloro i quali abbiano stipulato, nell’a.s. 2008-2009, un contratto a tempo determinato, annuale o fino al termine delle attività didattiche,
- non abbiano potuto stipulare la stessa tipologia di contratto nell'anno scolastico 2009-2010, per mancanza di posti disponibili;

stabilisce che l'amministrazione scolastica possa promuovere, in collaborazione con le Regioni e con le risorse finanziarie messe a disposizione dalle Regioni stesse, progetti di tre mesi, prorogabili a otto, che prevedano attività straordinarie, “anche ai fini dell'adempimento dell'obbligo dell'istruzione”.

Beneficiari:
- hanno priorità i lavoratori precari della scuola che abbiano maturato i predetti requisiti e che percepiscano l'indennità di disoccupazione.
Indennizzo:
- può essere loro corrisposta un'indennità di partecipazione a carico delle regioni.
Punteggio:
- 12 punti di servizio, ai soli fini dell'attribuzione del punteggio nelle graduatorie ad esaurimento e permanenti (ATA).

Articolo secondo:

· stabilisce che il decreto entri in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;

· sancisce che sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Rilievi critici all’articolo primo:

· Articolo I, comma I:
- l’articolo I, comma I, che è stato inserito in seguito all’annuncio di ricorsi al giudice del lavoro per il riconoscimento anche al personale precario degli scatti biennali di anzianità e della stabilizzazione dopo un triennio di contratti a tempo determinato, viola le legislazioni europea ed italiana;
- dal 1988 il riconoscimento degli scatti biennali è garantito ai docenti di religione da una legge dello Stato, ed anche la stabilizzazione del personale della Pubblica Amministrazione è sancita per legge;
- l’art. 3 della Costituzione proclama il principio di uguaglianza, l’art. 97 della Costituzione impone che l’organizzazione dei pubblici uffici assicuri l’imparzialità dell’amministrazione, il Decreto Legislativo n°. 216 del 9 luglio 2003, che attua la direttiva 2000/78/CE, dispone la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni del lavoro;
- la possibilità del riconoscimento degli scatti di anzianità per il personale precario è contemplata dalla sentenza della Corte di Giustizia europea C 307/05 del 13/07/2007 e da tre sentenze dei tribunali del lavoro, rispettivamente di Tivoli, Salerno e Roma.

Articolo I, comma II:
Beneficiari:
- l’accesso ai contratti di disponibilità è riservato solo a una minima parte dei precari rimasti senza lavoro, ovvero a coloro che abbiano lavorato per tutto l’anno appena trascorso, con nomina degli USP;
- non è prevista alcuna forma di tutela dei docenti iscritti nella II e III fascia delle graduatorie di istituto;
- i beneficiari saranno costretti ad accettare le supplenze brevi assegnate dai DS, mentre tutti gli altri docenti avranno scarsissime possibilità di lavorare e non beneficeranno di alcun intervento a sostegno del reddito (ad esclusione della disoccupazione con requisiti ridotti, qualora ricorrano le circostanze previste dalla legge);
- a fronte della concessione del punteggio di servizio per l’intero anno, i precari “storici” sono costretti ad accettare, invece di una nomina annuale, contratti di lavoro brevi e discontinui. Si introduce, quindi, per lavoratori che hanno maturato diversi anni di servizio, una forma di ulteriore precarizzazione, analoga a quella finora tipica dei docenti privi di abilitazione.
Indennizzo:
- non è specificato se il pagamento delle supplenze brevi resti a carico dei singoli istituti, i quali versano già molto spesso in condizioni di grave difficoltà di bilancio;
- qualora le supplenze offerte fossero brevi spezzoni orari, il lavoratore percepirebbe un salario inferiore allo stesso sussidio di disoccupazione; per gli altri docenti, al lavoro precario subentra la disoccupazione, senza forme di sostegno del reddito. È questo il risultato della piena conferma dei tagli agli organici previsti nella legge 133/2008;
- non è prevista alcuna misura strutturale che sostenga i lavoratori precari nei prossimi quattro anni, quando saranno tagliati altri 150mila posti.

· Articolo I, comma III:
Beneficiari:
- solo coloro che abbiano lavorato per tutto l’anno scorso con nomina dell’USP, che siano disoccupati e che percepiscano un’indennità di disoccupazione;
- cioè coloro che abbiano versato almeno 52 contributi settimanali nell’ultimo biennio e che abbiano maturato due anni di contribuzione;
- non è dunque prevista alcuna estensione dell’accesso all’indennità di disoccupazione;
- l’ammontare del sussidio mensile di disoccupazione non è incrementato; né è previsto alcun prolungamento dell’indennità oltre i termini usuali (8 mesi, contro i 10-12 di retribuzione di una supplenza annuale);
- la durata dei progetti in collaborazione con le Regioni è molto breve: tre mesi, prorogabili ad otto;
- le attività straordinarie in collaborazione con le Regioni non sono definite, salvo il riferimento a mansioni finalizzate anche all’adempimento dell’obbligo scolastico;
- i contratti di disponibilità, incentivando l’intervento finanziario delle Regioni, avallano e cominciano ad attuare concretamente il disegno di regionalizzazione dell’istruzione professionale, già intrapreso anche nella regione Lombardia con il patto Gelmini-Formigoni dello scorso marzo;
- essi accelerano l’attuazione del cosiddetto federalismo scolastico, previsto dalla revisione del titolo V della Costituzione, che porterà alla formazione di sistemi scolastici regionali fortemente diseguali per risorse e risultati.

Conclusioni.I contratti di disponibilità si basano sulla piena conferma dei tagli agli organici, previsti dall’art. 64 della legge 133/2008, e dei licenziamenti dei docenti precari, indicati nello Schema di Piano Programmatico del MIUR. Il numero dei licenziamenti è invariato; non si prevede alcun tipo di estensione degli ammortizzatori sociali a chi ne sia attualmente escluso, né il prolungamento della loro durata o l’incremento della loro entità; si accentua invece la precarizzazione del personale docente e si avvia la regionalizzazione del sistema scolastico nazionale. Unica concessione i 12 punti di servizio, che aumenteranno il divario di punteggio esistente tra un ristretto numero di precari e tutti gli altri, dividendo e contrapponendo ulteriormente i lavoratori della scuola.

S.B.

mercoledì 21 ottobre 2009

Il devastante decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n.15 (decreto Brunetta).

Il devastante decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n.15 (decreto Brunetta).

Il decreto legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 9 ottobre e presentato pomposamente in conferenza stampa da Brunetta con la compagnia di Berlusconi è un attacco senza precedenti, ai lavoratori, ai loro salari, ai servizi pubblici. E’ il secondo durissimo colpo, dopo la pessima riforma del modello contrattuale, che ha triennalizzato i contratti di lavoro e ha determinato un nuovo sistema di recupero salariale dell’inflazione peggiore di quello della cosiddetta inflazione programmata, aumentando l’emergenza salariale tra i lavoratori.

L’attacco al lavoro pubblico è uno dei pilastri su cui si sorregge questo governo ed ecco così spiegata la grande veemenza con la quale il Ministro Brunetta in 15 mesi ha concluso l’iter di approvazione di questo decreto legge che tra gli obiettivi si prefigge anche la normalizzazione sindacale nel Pubblico impiego, distruggendo ogni forma di rappresentatività del sindacalismo di base e alternativo.

Questo decreto di fatto sancisce il furto del salario accessorio, l’azzeramento della contrattazione collettiva, la modifica/accorpamento dei comparti pubblici, l’inasprimento delle sanzioni disciplinari.

Le disposizioni del decreto “…assicurano…l’incentivazione della qualità della prestazione lavorativa, la selettività e la concorsualità nelle progressioni di carriera, il riconoscimento di meriti e demeriti, la selettività e la valorizzazione delle capacità e dei risultati…l’incremento dell’efficienza del lavoro pubblico ed il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo…” insomma sono un inno alla meritocrazia, l’atto finale della campagna che da anni viene svolta contro il lavoro pubblico e i “fannulloni”.

V

ediamone gli aspetti salienti:

· Scende trionfalmente in campo la MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE con obiettivi programmati su base triennale, con gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’amministrazione nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale e non. Viene istituita la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Funzione pubblica e con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere alle funzioni di valutazione, alla misurazione della performance, nonché di gestione e valutazione del personale. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance.

· In ogni amministrazione, l’Organismo indipendente, sulla base dei livelli di performance attribuiti ai valutati compila una graduatoria delle valutazioni individuali del personale dirigenziale e di quello non dirigenziale.

Con questa graduatoria:

a) il venticinque per cento del personale è collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al salario accessorio collegato alla performance individuale;

b) il cinquanta per cento è collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;

c) il restante venticinque per cento è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.

d) Sono previste deroghe alla percentuale del venticinque per cento in misura non superiore a cinque punti percentuali in aumento o in diminuzione, con corrispondente variazione compensativa delle percentuali.

In soldoni questa cosiddetta Autorità Indipendente per la Valutazione avrà il compito di distribuire il salario accessorio che non sarà più oggetto di contrattazione, ma sarà disciplinato per legge attraverso un meccanismo per cui solo il 25% dei lavoratori potrà prendere il massimo della produttività (oggi sono il 90%), metà del personale avrà solo il 50%, il 25% nulla.

Di fatto il fantomatico Organismo indipendente di valutazione della performance darà gli indicatori ai Dirigenti per effettuare le singole valutazioni, i quali avranno, quindi, piena autonomia nella gestione delle risorse umane, nel rispetto dei profili professionali e nella distribuzione del salario accessorio conseguente. Niente di oggettivo per la valutazione della produttività, si spenderanno soldi e risorse umane per la valutazione (poco oggettiva) del personale, senza far funzionare e rilanciare i servizi pubblici!

· Vengono istituiti nuovi strumenti per premiare

il merito ?!? e le professionalità ?!?:

a) il bonus annuale delle eccellenze assegnato al personale collocato nella fascia di merito alta per non più del 5%;

b) il premio annuale per l’innovazione pari al bonus annuale di eccellenza per ciascun dipendente premiato;

c) le progressioni economiche attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, in relazione ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione;

d) le progressioni di carriera dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica e, quindi, le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso. Sia per le progressioni economiche che di carriera la collocazione nella fascia di merito alta per tre anni consecutivi, ovvero per cinque annualità anche non consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell’attribuzione delle progressioni.

e) l’attribuzione di incarichi e responsabilità, sempre tenendo conto dei sistemi di valutazione e misurazione;

f) l’accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale, in ambito nazionale e internazionale;

g) premio di efficienza destinato, in misura fino a due terzi, a premiare, secondo criteri generali definiti dalla contrattazione collettiva integrativa, il personale proficuamente coinvolto e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa;

h) Comitato dei garanti che darà il parere su tutti i provvedimenti adottati.

· MOBILITA’. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento o agevolando processi di mobilità, anche volontaria, da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.

· Dalle materie relative alle relazioni sindacali vengono escluse dalla contrattazione collettiva quelle attinenti all’organizzazione degli uffici e del lavoro ovvero viene scippata una parte rilevantissima ed importante di contrattazione delle RSU sul posto di lavoro e delle amministrazioni in generale.

· Gli “incrementi” economici possono essere erogati in via provvisoria, salvo conguaglio all'atto della stipulazione dei contratti nazionali di lavoro. In ogni caso a decorrere dal mese di aprile dell’anno successivo alla scadenza del contratto nazionale di lavoro, qualora lo stesso non sia ancora stato rinnovato, è riconosciuta ai dipendenti, nella misura e con le modalità stabilite dai contratti nazionali, e comunque entro i limiti previsti dalla legge finanziaria, una copertura economica che costituisce un’anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale.

· Nascono 4 nuovi comparti nella Pubblica Amministrazione, facendo un gran calderone tra settori e competenze estremamente diverse, per impedire tra l’altro la presenza e la rappresentanza delle organizzazioni sindacali di base ai tavoli di trattativa nazionale.

· Sono prorogati gli organismi di rappresentanza del personale (RSU) anche se le relative elezioni siano state già indette. Le elezioni relative al rinnovo dei predetti organismi di rappresentanza si svolgeranno, con riferimento ai nuovi comparti di contrattazione, entro il 30 novembre 2010.

· Codice disciplinare più severo. Le norme già inserite negli ultimi contratti nazionali in tema di licenziamento per “giusta causa o per giustificato motivo” sono travalicate dal decreto Brunetta in quanto, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi:

a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza, ovvero giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa;

b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni o mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall’amministrazione;

c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’amministrazione per motivate esigenze di servizio;

d) falsità documentali o dichiarative in occasione dell’instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera;

e) reiterazione nell’ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o ingiuriose o comunque lesive della dignità personale altrui;

f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l’estinzione, del rapporto di lavoro.

Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l’amministrazione formula una valutazione del personale di insufficiente rendimento. Si affaccia il rischio che chi non percepirà la produttività per più anni potrà essere licenziato per “prolungato insufficiente rendimento”.

Siamo di fronte al peggior tsunami legislativo che i lavoratori pubblici abbiano mai sopportato, un progetto di pratica cancellazione della contrattazione sindacale e di sua sostituzione con provvedimenti legislativi, in un quadro in cui le risorse finanziarie da destinare al personale sono schiacciate tra vincoli sempre più asfissianti di bilancio e leggi finanziarie, finalizzate a ridurre drasticamente la spesa pubblica. Ma non solo il salario accessorio esce dalla contrattazione collettiva, anche l’organizzazione del lavoro e degli uffici sarà disciplinata direttamente per legge, quindi fine del potere di contrattazione, e perfino di concertazione.

Il cerchio, insomma, sta per chiudersi, con la conseguenza che a rimetterci saranno i servizi pubblici (privatizzati e con costi sempre in aumento a carico dei cittadini) e saranno i lavoratori, che si vedranno tagliare i loro salari già bassi e saranno istigati a mettersi gli uni contro gli altri per i pochi aumenti previsti a favore di una piccola minoranza del personale. Così i "fannulloni" sono serviti!

Nessun lavoratore della PA potrà evitare i negativi contraccolpi di questa legge fortemente voluta non solo dal Governo e dal suo Ministro Brunetta ma anche da sindacati servili come Cisl, Uil e Ugl, sindacati che in questo ultimo anno e mezzo hanno permesso al Governo di: triennalizzare i contratti (così, perdiamo ancora più salario); umiliarci con 40 euro lordi di aumenti contrattuali mensili; ri-umiliarci con l'indennità di vacanza contrattuale (8 euro al mese) al posto degli arretrati.

Il Governo, con la scusa dell'efficienza e della meritocrazia, effettua a man bassa tagli al salario (non solo riferito alla produttività, ma anche alle progressioni economiche dosate col contagocce) e tagli di personale (tra pensionamenti senza turnover e mancate stabilizzazioni dei precari, sono ormai decine di migliaia i posti di lavoro persi recentemente).

martedì 20 ottobre 2009

23 OTTOBRE - SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

23 OTTOBRE: SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA



Il prossimo 23 ottobre i Cobas Scuola hanno convocato, nel quadro dello sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base, lo sciopero generale della scuola per l'intera giornata. Il popolo della scuola pubblica, insieme agli altri lavoratori/trici, riempirà le strade di Roma con un grande corteo che partirà alle 10 da P.della Repubblica, terminerà con un Sit in – Assemblea davanti al Ministero della Pubblica Istruzione e avrà obiettivi netti e chiari:


· NO ai tagli, alle controriforme Tremonti-Gelmini;

· NO all’espulsione dei precari, ai “contratti di disponibilità” e alla “guerra tra poveri”;

· NO alla legge Aprea, alla gerarchizzazione dei docenti, alla scomparsa del Collegio docenti; al potere assoluto del DS e del Consiglio di indirizzo, con la presenza di rappresentanti della Confindustria;

· NO alla dequalificazione della scuola materna ed elementare;

· NO ai regolamenti per le scuole superiori, che subordinano la scuola pubblica agli interessi imprenditoriali e che prevedono ulteriori tagli per il prossimo anno scolastico, con l’applicazione dei nuovi indirizzi alle classi prime e seconde e con la riduzione a 32 ore anche per 3° e 4°, che restano con i vecchi indirizzi;

· NO alle cattedre oltre le 18 ore;

· NO allo smantellamento della scuola pubblica e al potenziamento della scuola privata;

· SI a massicci investimenti nella scuola pubblica;

· SI all’assunzione dei precari/e su tutti i posti vacanti;

· SI a significativi aumenti salariali per docenti ed Ata;

· SI al rispetto della normativa sulla sicurezza nella scuola, che prevede massimo 25 alunni per classe, limite sistematicamente violato già quest’anno dai criteri di formazione delle classi imposti dalla Gelmini;

· SI alla democrazia sindacale e al diritto di assemblea per tutti;

· SI alla scuola pubblica, democratica e laica prevista dalla Costituzione per ridurre la disuguaglianza sostanziale.


23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA Manifestazione nazionale a Roma

da P.za della Repubblica (h 10) a P.zza S.Giovanni.

Sit in – Assemblea davanti al Miur

lunedì 19 ottobre 2009

DON PAOLO FARINELLA - 4 ottobre 2009


"Il mio nome è Paolo Farinella,
di professione faccio il prete e mi piace farlo: lo farò - spero, penso e prego - fino alla fine della mia vita. Ho 62 anni, vengo dal millennio scorso e oggi mi trovo qui: è la prima volta che partecipo a un’assemblea veramente politica e per me è un onore e un orgoglio, perché ritengo che la politica sia l’arte più nobile che una persona possa esercitare nella propria vita, in quanto.. perché è il servizio che si avvicina più a quello che dovrebbe essere il servizio del prete, ossia un servizio disinteressato per gli altri. Quando un comico invita un prete a prendere la parola sul palco e il prete accetta, significa che i due mestieri si equivalgono. Ma è anche il segno che il Paese è alla frutta, perché i preti dovrebbero fare i preti, i comici i comici, i giornalisti i giornalisti e tutti insieme dovremmo fare la rivoluzione! ... Hasta siempre! Ho messo come titolo al mio intervento: “Sono solo un prete e voglio la rivoluzione”. La mia presenza qui insieme a voi è un brutto segno: il degrado ha toccato un livello tale che bisogna impedire che il vuoto morale e democratico sia riempito dalla feccia immorale che governa il nostro Paese! Il nostro Paese, ossia le italiane e gli italiani che si sono lasciati drogare consegnando l’Italia a una manica di delinquenti corrotti, corruttori, mafiosi e clericali!
Se posso dare una testimonianza diretta di una delle cose che ha detto Grillo e l’altro secondo motivo per cui sono venuto è che, alla fine, lo devo assolvere, se non altro per tutte le parolacce che dice, io ne dico di più. Un esempio vivente sono io, fino a qualche.. io uso il computer dal 1982, quando ancora bisognava impostare la pagina con punto PL e metterci il numero delle righe, con i flop quelli ancora flessibili e prima di quello usavo la macchina da scrivere con le testine che si cambiavano per fare caratteri diversi. Da trenta anni, 27 anni per la precisione, dico queste cose e parlo così perché io sono io e dicevo al mio capo di Genova, all’epoca il cardinale Siri, che io sono Paolo e non posso essere Paolo senza essere prete e non posso essere prete senza essere Paolo, perché sono prete con il cuore laico!
Nessuno più di un cattolico prete credente e praticante può essere e deve essere anticlericale!"."Se un cattolico non è anticlericale non può essere cattolico e ve lo spiego subito: il clericalismo è la volontà di imporre una teocrazia attraverso le leggi umane, cioè siamo al livello dei talebani! Questa è la sharia! Un cattolico credente e praticane è colui che va in mezzo alla gente e, primo, testimonia con la sua vita, con la sua trasparenza, con il suo disinteresse. Quarto, scrive tre lettere di ripudio, di cui una Berlusconi e una a Bertone. E la terza, che fu la prima, nel 2006 un libro di 90 pagine in cui si dichiara obiettore di coscienza di fronte alla reintroduzione della messa preconciliare, quindi obiettore di coscienza di un motu proprio del Papa! Da 30 anni, 27 anni dico queste cose, ho sempre pagato in silenzio e continuerò a pagare in silenzio, perché non presenterò mai il conto a nessuno, non farò pagare a nessuno e soltanto adesso, che la rete mi ha dato un po’ di visibilità, mi dicono che sono coraggioso.
Non sono coraggioso: sono una persona mitissima, dolcissima, tanto che i miei, della mia parrocchia, mi dicono che sono materno e è bello questo, mi dicono; “ Lei è materno”. Dio è padre e madre, è vero questo, Isaia e quindi non sono coraggioso, non c’è nessun atto di coraggio, non sono come i morti dell’Afghanistan! Per i quali soffro, prego, ma non posso accettare che vengano dichiarati eroi! Da questo Stato che è l’Antistato! Avremmo bisogno, nel nostro Paese, di un’opposizione onorevole e grintosa: abbiamo il vuoto spinto e l’abbiamo visto alla Camera, con lo Scudo Fiscale; i mafiosi hanno mandato fiori alle mogli dei deputati o alle deputate e ai mariti delle deputate del PD!
In questo momento in cui noi siamo qui il Parlamento poteva anche essere sciolto, perché sicuramente il governo sarebbe caduto. La Lanzillotta e Giovanna Melandri hanno dichiarato: “ Eravamo in missione: in missione a Madrid per il PD”, cazzo!
Io li pago 15.000 Euro al mese per andare in missione a Madrid per il PD e non stare col culo sul sedile del Parlamento per votare contro una legge immorale?! E la Binetti era a un convegno della Croce Rossa, forse per spiegare quali sono le conseguenze sanitarie e mentali dell’uso del cilicio! Quale è la chiesa che voglio e per la quale vivo e per la quale mi impegno? “Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno dei Cieli. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che adesso piangete, perché riderete, beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame- forse qui c’è una variante: farabutto- a causa del figlio dell’uomo: allo stesso modo, infatti, agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi ricchi, perché avete già ricevuto la vostra ricompensa, guai a voi che ora siete sazi perché avrete fame, guai a voi che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi: allo stesso modo, infatti, agivano i loro padri con i falsi profeti”. Vangelo di Luca, capitolo 6. Dice Matteo: “ Padre Nostro, che sei nei Cieli, dacci oggi il nostro pane quotidiano”, cioè il lavoro, la dignità, la casa, la felicità, il buon nome, il rispetto, un Parlamento etico, un Presidente del Consiglio presentabile! Voglio una Chiesa separata dallo Stato!
Voglio anche una scuola privata, ma che sia finanziata da chi la vuole! Voglio una Chiesa libera da ogni compromesso di corruzione, da ogni compromesso con governanti corrotti e corruttori, come i tribunali hanno già stabilito, che fanno mercato di scambio e di regime di prostituzione - adesso le chiamano escorts! - istituzionalizzata, che inneggiano la famiglia e “si accompagnato con vagonate”, parole dell’Avvocato, “dell’utilizzatore finale”. Chi sostiene questo governo, per concludere? Lo sostiene una larghissima parte del mondo cosiddetto cattolico; lo sostiene Comunione e Liberazione: lo sostiene Comunione e Liberazione, che qui a Milano ha la sua centrale nel Presidente della Regione e fanno affari. Le finanze vaticane sono nelle mani dell’Opus Dei, la Lega Nord va a incontrare Bagnasco per presentare il Vangelo di Gentilini e Calderoli, l’uomo dalle specchiate porcate, è stato insignito del premio internazionale Giovanni Paolo II - notate la motivazione - per avere, nella sua azione politica, tutelato e promosso la Sacralità della Vita in armonia con i principi cristiani e con i valori della dottrina sociale della Chiesa Cattolica ... peccato che non possano inneggiare alla sacralità della vita tutti i morti ammazzati che Calderoli e compagni hanno ucciso nel male in Iran e in Afghanistan, anche con il fuoco amico! Siccome devo chiudere perché il tempo vola, diceva - concludo con una citazione del - il cardinale Mazzarino, che se ne intendeva, alla Corte di Luigi XIV: “Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e superstizioni”. C’è una differenza tra religione e fede: la religione è l’uso prostituito che si fa di Dio, la fede è incontrare, come ha fatto Francesco d’Assisi, la persona di Gesù Cristo, innamorarsene e farne innamorare, la fede è degli innamorati, perché cambiano la loro vita, cambiano il loro stile di vita, cambiano i loro modelli di riferimento: per questo cito l’ultima parola, Don Lorenzo Milani nella lettera a una professoressa a pagina 14, che dice che: "Il problema degli altri è uguale al mio: sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia!".
Io faccio la mia parte, voi fate la vostra, ognuno, come dice Blaise Pascal, non può non fare una scelta, non può non prendere una posizione, perché non possiamo delegare a nessuno il valore e il senso della nostra vita, in quanto siamo incastrati e dobbiamo scegliere, o la vita o la morte. Questa sera forse è già troppo tardi!".

domenica 18 ottobre 2009

MESIANO RAIMONDO - solidarietà del coordinamento

IL COORDINAMENTO SCUOLA MADONITA ESPRIME PIENA SOLIDARIETA' AL GIUDICE RAIMONDO MESIANO CONTRO IL RIPUGNANTE ATTO DI PEDINAMENTO E LE INESATTEZZE RIPORTATE E PROPOSTE.

IL COORDINAMENTO INVITIA TUTTI I BLOGGER AMICI A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE

PALERMO - iniziative di base dei prossimi giorni


- Lunedì 19 ottobre 2009, ore 16:00 siti-in di protesta davanti la sede del Giornale di Sicilia, sito in Via Lincoln. Il giornale che tutto fa tranne che informare.

- Mercoledì 21 ottobre 2009, ore 21 al Laboratorio Zeta sito in Via Boito 7 (vicino stazione Notarbatolo), incontro con lavoratori precari e non della scuola, il comitato di lotta per la casa, i lavoratori della Gesip, dell’Amia, i precari della P.A. ecc. al fine di trovare strategie e obiettivi comuni per contrastare la grave crisi economica e sociale di Palermo (e provincia) e di costituire una rete delle istanze in lotta della città.

- Venerdì 23 ottobre 2009 sciopero generale del sindacalismo di base. Per chi non va a manifestare a Roma: manifestazione regionale a Palermo con concentramento ore 9:30 a Piazza Verdi (vicino Teatro Massimo). Partecipano tutte le categorie dei lavoratori comprese quelle della scuola. Il corteo arriverà fino alla Presidenza della Regione Sicilia (Piazza Indipendenza)

PALERMO - Rete palermitana sul disagio sociale


L'assemblea cittadina sul disagio sociale riunitasi giovedì 15 ottobre 2009
presso l'aula consiliare del municipio di Palermo, all'unanimità ha
deliberato:

- di costituire una rete tra tutte le istanze presenti, - lavoratori
precari e non della scuola, il comitato di lotta per la casa, i lavoratori
della Gesip, dell'Amia, i precari della P.A., al fine di trovare strategie e
obiettivi comuni per contrastare la grave crisi economica e sociale;

- di incontrarsi mercoledì 21 ottobre alle ore 21 presso il Laboratorio
Zeta di via Arrigo Boito, 7 per la costituzione della rete e stabilire le
prime iniziative comuni;

- di aderisce allo sciopero generale del 23 ottobre e partecipare alla
manifestazione, che si terrà a Palermo con concentramento a piazza Massimo
alle ore 9.30 per raggiungere successivamente la presidenza della regione a
piazza Indipendenza.

Tutte le categorie dei lavoratori presenti invitano i cittadini, i precari,
gli studenti, i lavoratori tutti a mobilitarsi e partecipare


Per l'assemblea cittadina
Candida Di Franco