martedì 10 marzo 2009

Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia dai nuovi Licei

riceviamo, per firmare click sul titolo

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Al Ministro dell'Istruzione avv. Mariastella Gelmini
Ai Presidenti delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato
Ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato



Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia dai nuovi Licei.

Lo schema di Regolamento relativo agli ordinamenti di tutti i futuri Licei, compresi quelli che hanno già oggi nel piano di studi questa disciplina, ha evidenziato l'intenzione di eliminare, fra le materie obbligatorie oggetto di studio, il Diritto e l'Economia.

Questa scelta, già ipotizzata durante il Ministero Moratti e confermata dall'attuale Ministro Gelmini, è incomprensibile, contraddittoria e non europea.

E' incomprensibile alla luce delle scelte fatte negli ultimi anni, quando sia le sperimentazioni frutto del lavoro della Commissione Brocca che quelle avviate in numerosi Licei Classici e Scientifici tradizionali avevano portato all'introduzione del Diritto e dell'Economia sulla scorta di analisi e considerazioni che non hanno perso validità e significato ma , semmai, oggi si sono rinvigorite.

E' contraddittoria alla luce della intenzione, preannunciata la scorsa estate dallo stesso Ministro Gelmini, di introdurre, in via sperimentale già da quest'anno scolastico, in tutti gli ordini di scuola e quindi anche nelle scuole superiori, un nuovo insegnamento disciplinare di "Cittadinanza e Costituzione".

Non si può non rimarcare che, se da un lato si individua lo studio di "Cittadinanza e Costituzione" come disciplina autonoma affidata, nelle scuole superiori, a docenti di ben quattro classi di concorso diverse , poi si ipotizza una scelta che appare contraddittoria ai Docenti di Discipline giuridiche ed economiche che sono i soli ad avere una specifica ed adeguata formazione universitaria .

Non si elimina , però, solo il Diritto ma si elimina, nell'era della globalizzazione, lo studio di una disciplina come l'Economia.

E' una scelta non europea se si considera che lo studio di Discipline giuridiche ed economiche è una costante, in varie forme di educazione o di disciplina, nei piani di studio delle scuole superiori degli altri Paesi dell'Unione.

Non si comprendono, perciò, quali possano essere i motivi ispiratori della proposta.

Eliminare queste discipline significa non considerarne l'importanza ai fini della crescita culturale dell'allievo ma, soprattutto, condizionare negativamente o addirittura vanificare il processo di formazione della sua coscienza civica, tanto più necessaria in un momento così delicato della vita del nostro Paese come quello attuale.

Firmiamo questo appello con la consapevolezza che se i cambiamenti nella Scuola Secondaria Superiore sono una necessità, essi non possono essere adottati facendo tabula rasa di ogni ipotesi di cambiamento precedente come le sperimentazioni Brocca, senza ascoltare le voci degli operatori e di chi fruisce del servizio scolastico ed introducendo estese ed improduttive discontinuità.

Continuare su questa strada sarebbe un segnale assai preoccupante per il futuro di tutta la scuola italiana.

10 febbraio 2009

Prof. Franco Labella - Istituto Sup.Statale "P. Villari" - Napoli (promotore dell'appello)

domenica 8 marzo 2009

COMUNICATO ASSEMBLEA DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA

RICEVIAMO DALLA RETE:


Palermo 6 marzo 2009

ASSEMBLEA DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA

Nei locali dell’Istituto Magistrale Statale “Regina Margherita” di Palermo, si è tenuta un’assemblea di docenti di diritto ed economia di Palermo e provincia, alla quale hanno partecipato genitori, alunni e docenti di altre discipline di ruolo e non. L’assemblea ha rappresentato un’occasione di riflessione sui contenuti della riforma Gelmini e sulle stridenti contraddizioni tra i proclami del Governo e la stessa riforma.

Le istituzioni, dal Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Repubblica, non fanno altro che inneggiare alla difesa della Costituzione, alla lotta contro il bullismo che dilaga nelle scuole, all’educazione alla legalità, tutte riflessioni meritevoli di considerazione civile e sociale che stridono violentemente con la riforma del riordino dei licei che prevede la totale scomparsa del diritto dai piani di studio, una sua notevole riduzione nei licei tecnici (dove resta solo nei licei economici), e lascia nel caos gli istituti professionali dove certa è solo una forte riduzione dell’orario settimanale. Il Ministro ha presentato ieri l’altro in conferenza stampa una nuova disciplina che di nuovo ha solo il nome: “Cittadinanza e Costituzione”. Questa sarà insegnata dagli insegnanti di storia all’interno delle loro ore, non avrà voto in pagella e la sperimentazione costerà tantissimo ai contribuenti, visto che saranno stanziati fondi notevoli per la formazione dei docenti di Storia e per le proposte di concreta sperimentazione.

I docenti di diritto ed economia, sono

INDIGNATI

per la mancata considerazione della loro professionalità acquisita dopo anni di lavoro nella scuola. Grazie al valore educativo del Progetto Brocca, che ha previsto l’introduzione in via sperimentale del diritto ed economia nei licei e l’estensione dell’insegnamento delle discipline anche ai bienni dei tecnici e professionali fin dal 1995, i docenti di diritto hanno svolto un lavoro costante ed efficace, sempre attento alle esigenze dei ragazzi, alla loro voglia di conoscere e di capire, un lavoro diretto a valorizzare i contenuti della Costituzione e finalizzato a fornire ai discenti, una conoscenza dei fondamentali princìpi di economia, ritenuta peraltro indispensabile dalla Comunità Europea in un sistema economico ormai globalizzato.

I docenti sono altresì profondamente preoccupati per il loro futuro lavorativo e non intendono assistere inermi alla mutilazione della scuola pubblica in cui hanno speso anni di lavoro, di energie fisiche e d intellettuali.

Infatti, i tagli così pesanti previsti dalla riforma, taglieranno completamente fuori i precari che da anni attendono l’immmissione in ruolo, spegneranno le speranze lavorative di tanti giovani che si sono formati per l’insegnamento delle discipline giuridiche e d economiche, e finiranno per travolgere il personale di ruolo, a causa di esuberi che non potranno essere riassorbiti.

Alla luce di tutto ciò, i docenti di discipline giuridiche ed economiche ( A019) RIVENDICANO la loro dignità professionale e culturale; COSTITUISCONO un coordinamento provinciale destinato a diventare regionale in tempi brevi; si IMPEGNANO a continuare a proclamare l’essenzialità delle discipline giuridiche ed economiche nel percorso formativo dei giovani; NON ACCETTANO di essere considerati “non necessari” come detto nei più recenti interventi del Ministro e CHIEDONO che le loro discipline vengano riconosciute come fondamentali e insegnate in tutte le scuole superiori di qualsiasi indirizzo; SI PROPONGONO di diffondere la protesta attraverso l’invio di cartoline al Ministro, di tenere lezioni in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica, di costituire un blog per raccogliere adesioni ed estendere la protesta a livello nazionale, collegandosi a tutte le altre iniziative già in corso nelle varie regioni italiane; ATTENDONO risposte concrete dal Ministro e non proclami propagandistici privi di contenuti.

sabato 7 marzo 2009

marsala - alt alla privatizzazione dell'acqua


Marsala - Alt alla privatizzazione dell'acqua


di Antonino Contiliano


Signol Sindaco, Signoli Amministratori, E-greggi del Consigliolo Comulale di Marsala, qui uno degli “ong non-estinti poetry, tornando a ricordarvi del progetto “2rocche anfiteatro” (a Capo Boeo), fa appello a Voi e alla Città per un ALT alla privatizzazione dell'acqua. Privatizzare l’acqua non migliora il servizio, impoverisce la gente (pagherà bollette ultrasalate per la triplicazione dei costi) e arricchirà solo il “privato” che priverà i cittadini del loro bene comune. Signori E-greggi, Vi si chiede, con dietro il pensiero (detto e non detto) della stragrande maggioranza dei civici marsa-lesi, di NON PRIVATIZZARE la nostra rete idrica. L’acqua è un bene comune, e la sua gestione e amministrazione deve rimanere pubblica, comunale. Migliorate ulteriormente il servizio: rinnovo delle tubazioni sottoterra (spesso fonte di manutenzione che diventa spreco), filtri a carbonio (vedi il sistema idrico cittadino di Firenze) alla sorgente (miglioramento il gusto dell’oro bianco)… Quando il servizio e la qualità migliorano veramente, mezzo centesimo in più non spaventa nessuno. L’acqua, come la vita, è un bene prezioso e comune! ALT alla privatizzazione dell'acqua! gli effetti sul tessuto sociale e sul territorio saranno solo del “buon vivere”:1) diminuzione della spesa per le famiglie marsalesi (aumentandone il reddito: non pagheranno due volte – fonte pubblica e privata – per dissetarsi e lavarsi) che preferiranno bere la propria acqua e non quella insaccata e invecchiata (et alia di sudiciumi non visti) delle multinazionali;2) molta plastica sparirà dalla circolazione e ne guadagnerà il servizio di Nettezza Urbana in termini di pulizia dei luoghi, riduzione inquinamento, riduzione spesa pulizia. Al tal fine suggeriamo anche l’inizio di una campagna di sensibilizzazione sia per l’uso dell’acqua comunale che per l’uso di contenitori (bottiglie, piatti, bicchieri e altre vettovaglie) BIODEGRADABILI! Esistono e sono in commercio. Avegolare (ridurre tassazioni o balzelli locali) commercianti, fornitori e consumatori che fanno uso di materiale BIODEGRADABILE. Un altro modo di differenziare la raccolta dei rifiuti! In Europa e in Sicilia, Municipi e Comuni lottano perché il BENE COMUNE dell’acqua rimanga pubblico e non si privatizzi Affidare la gestione delle risorse idriche a società private è dannoso anche dal punto di vista del risparmio perché per aumentare i profitti si incentiva l’aumento dei consumi. Dopo lo stop alle privatizzazioni sarà necessario puntare a serie politiche di accessibilità all'acqua e di tutela delle fonti idriche, messe a rischio da continue aggressioni e dai cambiamenti climatici in atto. Cosa fate Voi? Noi siamo disposti a lottare e protestare perché l’acqua bene comune, rimanga tale (a Marsala, come in tutti i Comuni) e di Pubblica Amministrazione (res pubblica). Dal primo gennaio 2009, l’acquedotto parigino torna ad essere un servizio municipale: “ vogliamo offrire un servizio migliore a un prezzo migliore”. C’è un coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua pubblica (con una segreteria operativa) che si è riunita in assemblea il 21 novembre 2008 a Roma (Sala della Pace della Provincia di Roma, via IV Novembre). Il 31 maggio 2007 c’è stato il via libera della Camera alla moratoria sugli affidamenti dei servizi idrici locali futuri e sulle gare in corso dalla data di entrata in vigore del provvedimento. Il 20 febbraio, si è svolta la riunione contemporanea di gran parte dei consigli comunali della provincia di Agrigento, e 27 Comuni dell’agrigentino si sono coalizzati contro la privatizzazione. Il 20 Febbraio 2009 - 2° giornata di sciopero RSU Acque Spa e Acque Servizi srl – il Presidio, sotto la Sede dell’AATO 2 Toscana – Basso Valdarno, lottano contro la privatizzazione. Bivona (AG), a chiare lettere, dice: «L’acqua resti in mano pubblica»; Referendum: 99,43% dei bivonesi dice NO alla privatizzazione. E Voi e Noi? Greggi o E- greggi! Lo Stato, oggi, dai privati viene chiamato a nazionalizzare e a sostenere con denaro “pubblico” gli errori della privatizzazione e liberalizzazione dei mercati e dei servizi; Noi, marsalasi d.o.c., chiediamo ai nostri AMMINISTRATORI, al Municipio marsalese e all’intera collettività di continuare a mantenere PUBBLICO il ‘bene comune’ dell’acqua (http://www.acquabenecomune.org/, e 06 68136225 per informarsi!) Auguriamo, anche, altri interventi e incontri dialogici sparsi per la Città.

giovedì 5 marzo 2009

Chiediamo le dimissioni del Ministro Gelmini



RICEVIAMO QUESTA INIZIATIVA DAL WEB!!

FIRMATE, DIVULGATE, CARICATE SUI VOSTRI BLOG!!

'CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL MINISTRO GELMINI'

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCARE SUL TITOLO O SULLA BARRA LATERALE DEL NOSTRO SITO!!

A: Al presidente del Consiglio dei Ministri "

Dal Corriere della Sera di oggi 1 marzo '09:


"MAESTRO UNICO - Quasi sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico delle 30 ore nell'iscrivere il figlio alla prima elementare. Lo riferisce il ministero dell'Istruzione, analizzando le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40." Dunque, solo il 3 (TRE)% delle famiglie italiane ha scelto le 24 ore, cavallo di battaglia del Ministro Mariastella Gelmini, bocciando, nei fatti, la scuola da lei preconizzata. E se le famiglie italiane "bocciano" la proposta Gelmini, lei per coerenza dovrebbe DIMETTERSI! "

mercoledì 4 marzo 2009

NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO IL 6 MARZO MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE

riceviamo e pubblichiamo

Confederazione Cobas - Cub - SdL intercategoriale


NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO
IL 6 MARZO MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE

a Palermo appuntamento alle 16.30 in via Cavour (Prefettura)

Contro il Governo che vuole abolire il diritto di sciopero, Confederazione Cobas, CUB e SdL Intercategoriale hanno organizzato per venerdì 6 marzo manifestazioni e presidi in molte città italiane.
Il Governo, in accordo con la Confindustria e con l'assenso di Cisl, Uil e Ugl, procede nel disegno di cancellare le libertà e i diritti sindacali costituzionalmente tutelati. Dietro il dichiarato intervento per il solo settore trasporti, già da solo inaccettabile ed assolutamente illegittimo, il Governo vuole predisporre una legislazione autoritaria per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e per poter meglio reprimere le risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Lo scopo del governo è quindi quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero.

A ciò è indispensabile opporsi in modo netto e senza equivoci. Il sindacalismo di base promuove una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo - quando si riuniranno i ministri del Lavoro e
politiche sociali del G14 per far pagare la crisi ai salariati e ai settori popolari - e un grande sciopero generale per il 23 aprile, anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale


CollettivoMalefimmine Domenica 8 marzo presidio P.zza Politeama ore 10.00

8 marzo 2009
Il nostro corpo non è un campo di battaglia!!!

Un’indagine Istat denuncia che il 62% delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, e la percentuale sale al 68,3 nei casi di violenza sessuale, e al 69,7% quando si parla di stupro. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate, il 91,6% I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro e i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente, il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima.
Il governo sta dunque utilizzando la violenza maschile sulle donne con lo scopo puro e semplice di attuare politiche razziste e discriminatorie, per alimentare la paura del “diverso”. Non taglierebbero altrimenti i fondi ai CENTRI ANTIVIOLENZA (primi soldi ad essere stati dirottati verso altri utilizzi in finanziaria!), che aiutano migliaia di donne ogni giorno!
Dai modi in cui i politici e i media affrontano l’argomento, sembra quasi che quel 7% di stupri e violenze subite da donne straniere non debbano essere tenute in conto, non esistessero, come se le uniche donne oltraggiate e offese fossero quelle italiane!
La violenza maschile sulle donne nasce dalla costante identificazione del genere femminile con due particolari ruoli nella società: quello di cura e assistenza dei propri familiari (e non solo) e quello di soggetto deputato a soddisfare le voglie maschili, CONSENZIENTI O MENO: a tal riguardo basta condurre uno studio sull'uso dei nostri corpi nelle pubblicità!
Così le donne svolgono compiti che non hanno scelto di svolgere, assumono ruoli imposti dalla cultura dominante maschile, e diventano oggetti del volere altrui e non dei propri.
In questo passaggio risiede la nascita della violenza maschile sulle donne, qui, quando tutti si sentono in diritto di poter scegliere per noi!
NON ESISTONO PERTANTO STUPRI ETNICI, MA SOLO STUPRI E VIOLENZE DI GENERE!
Le ronde rosa o nere, sono solo gruppi di individui che si uniscono per esercitare ulteriore controllo e violenze sui territori. Nulla hanno a che vedere con le donne, con gli stupri e con i femminicidi! Servono solo a metter in pratica un clima oppressivo/repressivo, in altre parole un sistema fascista, che infatti si dota degli stessi strumenti di cui si è dotato il regime: le SQUADRACCE!
Ricordiamo poi che i militari che vogliono usare per "difenderci" sono parte dello stesso corpo che storicamente si macchia della maggior quantità di stupri e di violenze sulle donne in qualsiasi luogo, missione, guerra, in cui si siano trovati ad operare!
Ora tutto dipende da noi!
NOI DOBBIAMO RIPRENDERE IN MANO LE REDINI DELLE NOSTRE VITE, SVINCOLARCI DALLE IMPOSIZIONI E OPPRESSIONI, COMINCIARE A ESPLICITARE LE NOSTRE VOLONTA', PASSIONI, E DESIDERI.
NON SIAMO UN SOGGETTO DEBOLE E NON ABBIAMO BISOGNO DI ESSERE DIFESE DA NESSUNO!
LOTTIAMO SOLO PER UNA SOCIETA’ DIVERSA FATTA ANCHE A MISURA DEI NOSTRI BISOGNI.
A NOI SPETTA IL RUOLO DI LIBERARCI, DI AUTODETERMINARCI!

Domenica 8 marzo presidio P.zza Politeama ore 10.00

CollettivoMalefimmine
malefimmine@gmail.com - www.malefimmine.noblogs.org - www.myspace,com/malefimmine

click sul titolo per collegamento al sito

lunedì 2 marzo 2009

lettera aperta alunni pendolari Castelbuono - Cefalù


riceviamo questa lettera di disagio da un gruppo di alunni pendolari sulla tratta Castelbuono - Cefalù



Castelbuono, 23 febbraio 2009

Al signor sindaco di Castelbuono

e, per conoscenza, alle testate divulgative

Gentile Signor Sindaco,

siamo i ragazzi pendolari che ogni giorno fruiscono del “servizio” di trasporto gestito dalla S.A.I.S per la corsa Castelbuono-Cefalù e viceversa.

Più di una volta ci siamo rivolti a lei e ai Carabinieri della stazione di Castelbuono per rendervi note le pessime condizioni alle quali siamo costretti ogni mattina per andare a scuola.

Come lei già sa, spesso gli autobus sui quali viaggiamo si guastano e l’azienda non provvede al tempestivo ripristino del servizio, costringendoci a rimanere per strada con il dito all’insù per arrivare a scuola, oppure per ritornare a casa dopo una stancante giornata scolastica.

Purtroppo i nostri problemi sono legati anche alle pessime condizioni igienico-sanitarie dei mezzi.Quando piove l’acqua piovana filtra all’interno dei nostri autobus e ristagna nell’impianto, oltretutto guasto, di refrigerazione: non appena l’autobus si mette in moto, quest’acqua, ormai torbida, cade sui sedili e sulle teste degli sventurati passeggeri.

Solo sull’autobus della corsa per Palermo funziona il sistema di riscaldamento e di refrigerazione, sugli altri mezzi, destinati a noi studenti, questi impianti sono guasti ormai da tempo, e, se nel periodo primaverile-estivo siamo perseguitati dall’afa, dalla puzza e dai germi dovuti alla presenza di cinquanta persone bloccate in un ambiente ristretto, durante tutto il resto del periodo scolastico è difficile sopportare le rigide temperature invernali. Come se ciò non bastasse gli stessi autobus non vengono mai puliti: può capitare a tutti di vomitare, ma se ciò avviene all’interno dell’autobus, sarebbe compito della ditta fare pulire la sporcizia invece di aspettare che questa vada via col tempo a causa di fenomeni “erosivi” naturali.

Disagi notevoli sono inoltre rappresentati dagli scomodi orari di partenza degli autobus, che non rispettano le esigenze di noi studenti. Sarebbe opportuno fare in modo che vengano inserite corse ad orari più vicini a quelli di chiusura e apertura delle scuole, basti pensare che al mattino arriviamo a Cefalù molto tempo prima del suono della campana; inoltre visto il gran numero di studenti, spesso superiore ai settanta, che ogni giorno rischia di non arrivare a casa in orario poiché dovrebbe prendere l’autobus, di soli cinquanta posti, dell’1.30, le chiediamo di far sì che vengano garantite più corse e più mezzi, in relazione al numero di abbonati e di ipotetici passeggeri, perché possiamo avere la certezza del servizio.

Probabilmente a chi fa uso di questi mezzi di trasporto sporadicamente, i nostri problemi e disagi potrebbero sembrare banali, ma ricordiamo che noi pendolari passiamo buona parte della nostra giornata su di essi.

Noi le chiediamo di analizzare la nostra situazione non solo come sindaco, ma anche mettendosi nei panni di un genitore di un ragazzo che per recarsi a scuola è costretto ad utilizzare mezzi insicuri e a viaggiare in condizioni pietose.

Speriamo in un suo impegno attivo nel mandare subito controlli sanitari per rendersi meglio conto della situazione e, qualora non sia possibile affidare l’appalto ad una ditta privata che venga incontro alle nostre esigenze e che rispetti i nostri diritti, nel fare in modo che la S.A.I.S ottemperi a quelli che sono i suoi doveri nei nostri confonti.

Ringraziando anticipatamente, gli alunni pendolari.

domenica 1 marzo 2009

ricorso tar - associazione la scuola della repubblica

evidenziamo nuovamente l'interessante appello del ricorso tar

NUOVO RICORSO AL TAR

L' Associazione La Scuola della Repubblica ha proposto un nuovo ricorso collettivo al Tar del Lazio per impugnare la circolare sulle iscrizioni e per chiedere la sospensiva dei provvedimenti emanati dal Ministro. Il ricorso va presentato entro il 10 marzo ai legali che lo dovranno registrare entro il 15. Possono ricorrere: genitori, insegnanti, studenti maggiorenni. I costi del ricorso saranno coperti dall'Associazione e potremo concorrere con una sottoscrizione a offerta libera .

click sul titolo per collegarsi al sito

venerdì 27 febbraio 2009

dalla Tecnica della Scuola!


dalla rete ci segnalano un interessante articolo!!!

Manca solo la firma del Presidente della Repubblica e la loro pubblicazione, poi finalmente Marystar potrà esultare sull'impresa che si era prefissata, ovvero, scardinare l'istruzione statale nel sistema scolastico italiano....

F.C.

'I Regolamenti sono legge'

di Reginaldo Palermo

Mancano solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma a questo punto è probabile che nelle prossime ore ci sia una accelerazione. I testi definitivi non sono ancora noti. Altra mossa a sorpresa del Ministro dell’Istruzione e dell’intero Governo: come era accaduto a fine agosto quando venne approvato il decreto legge sul “maestro unico”, anche questa volta l’esecutivo ha varato due importanti provvedimenti in modo inatteso o comunque con un buon anticipo rispetto alle attese. Nella mattinata del 27 febbraio, su proposta del Ministro Mariastella Gelmini, l’esecutivo ha approvato in via definitiva i primi due regolamenti attuativi dell’articolo 64 della legge 133. Uno sulla riorganizzazione e la razionalizzazione della rete scolastica e dell’utilizzo delle risorse umane e un secondo sulla revisione degli ordinamenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Entrambi i regolamenti sono stati esaminati dalla Conferenza Stato-Regioni, dal Cnpi e dal Consiglio di Stato, riscuotendo pareri non sempre favorevoli. Il regolamento sul dimensionamento, esempio, ha avuto il parere favore sia della Conferenza sia del Consiglio di Stato che però ha eccepito non poco sulle norme relative alla assegnazione degli organici alle singole scuole: il Governo infatti aveva previsto che questa operazione dovesse rientrare fra i compiti delle direzioni scolastiche regionali, mentre il Consiglio di Stato ha fatto osservare che, secondo quanto stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale del 2004, si tratta di una prerogativa esclusiva delle Regioni . Al contrario le pesanti critiche avanzate da Conferenza e Cnpi sul regolamento per il riordino della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione hanno trovato poco riscontro nell’esame del Consiglio di Stato che ha formulato un parere sostanzialmente favorevole. Nel proprio comunicato il Governo sottolinea che nella scuola primaria, con l’approvazione del Regolamento sul revisione degli ordinamenti, “restano confermati gli attuali modelli per gli anni successivi alle prime classi con la riduzione delle compresenze, garantendo, comunque, l’assistenza alle mense”. Ed è anche confermato il tempo pieno secondo il modello delle 40 ore settimanali con 2 docenti per classe. Per la scuola secondaria di primo grado restano confermate le 30 ore settimanali di cui una dedicata allo studio della Cittadinanza e della Costituzione. Confermato anche il tempo prolungato nella secondaria di primo grado, con 36 ore settimanali elevabili a 40. Per quanto concerne l’altro regolamento “prevale il principio per il quale le scelte sul dimensionamento scolastico saranno oggetto di un confronto condiviso con gli enti locali e le Regioni, per individuare insieme gli eventuali interventi di supporto e di aiuto come l’organizzazione delle mense e il trasporto scolastico, puntando a ridurre al minimo i disagi per le famiglie e per gli studenti”. Prossimo (e ultimo) passaggio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ma a questo punto non ci sarebbe più da stupirsi se nell’arco di pochissimi giorni i Regolamenti fossero inseriti nella raccolta delle leggi dello Stato.

27/02/2009

mercoledì 25 febbraio 2009

gruppi toscana - ricorso tar

..importante proposta dai gruppi toscani, diffondiamo l'iniziativa!

coordinamento madonita




Un saluto a tutti.

A Firenze abbiamo avviato la discussione per un ricorso al TAR del Lazio relativamente alla circolare n. 4 del 15 gennaio scorso che disciplina le iscrizioni alla scuola elementare.
Vogliamo che sia ampio e rivolgiamo un appello a tutti i comitati di Toscana affinché, se condiviso, partecipino. Qui sotto vi attacco il pezzo che ha preparato Corrado Mauceri per il ricorso. Se ci sono comitati interessati è possibile raccogliere le firme con l'ausilio di un avvocato nelle varie realtà. Potete contattarmi o a questo indirizzo o al 333 6743584 oppure 055 2322310.

Sergio Tamborrino.


Per la Scuola della Repubblica

Comitato di Firenze

Nota informativa n.5/09

La contestazione dei provvedimenti della Gelmini

Ulteriori informazioni in merito al ricorso contro la CM n. 4/09 concernente le iscrizioni per l’ a.s. 2009/2010

In merito ad alcune questioni che sono state poste:

1) Ricorso unico a livello nazionale o ricorsi collettivi, ma locali.

Un ricorso unico a livello nazionale diventa molto complicato; difatti dovrebbero pervenire in tempo utile tutti i mandati, dopo tutti nomi dovrebbero essere trascritti nell’unico ricorso; si rischia di fare tardi.

Il criterio più rapido è il seguente:

a) costituire un coordinamento sia nelle realtà locali impegnate a proporre il ricorso, indicando per ciascuna realtà un referente e soprattutto i legali.

b) Le diverse realtà di una stessa regione potrebbero riunirsi insieme ai legali e predisporre tutto il materiale necessario e fare avere a Firenze, in tempo utile, le osservazioni in merito ai motivi di impugnativa già indicati in una nota precedente(tali osservazioni devono pervenire entro il 2 marzo) con l’indicazione del referente e dei legali ( Tutti i possibili recapiti)

c) Sulla base di tali osservazioni si prepara la stesura definitiva del ricorso da fare avere ai referenti ed ai legali entro il 5 marzo.

d) Entro il 10 marzo il ricorso deve essere inviato a Roma presso l’Avv. Buccellato come indicato nel mandato.

2) Il ricorso sarà proposto al TAR del Lazio perchè si impugnano provvedimenti con efficacia su tutto il territorio nazionale.; quindi è competente il TAR del Lazio.

Si potrebbe anche tentare un TAR locale, ma c’è il rischio che l’Amministrazione proponga il regolamento di incompetenza territoriale e che pertanto si debba dopo riassumere il ricorso al TAR del Lazio.

Si potrebbe tentare il TAR locale nell’eventualità che l’amministrazione non proponga la questione di competenza territoriale oppure, procurandosi prima il doppio mandato (uno per il TAR locale e l’altro per il Lazio) essere in grado di provvedere alla riassunzione senza dovere raccogliere nuovamente le firme.

Il vantaggio del ricorso al TAR locale è quello di tentare in più TAR e quindi aprire più fronti!

  1. In Toscana abbiamo costituito un "Tavolo per la difesa della scuola statale"; la prossima riunione è stata fissata per venerdì 27 febbraio dalle ore 16 alle ore 20 presso l’ARCI – P.zza dei Ciompi n. 11. Sabato scorsoè già iniziatala raccoltadelle aesioni al ricorso congrande successo ; nella riunione di venerdì si valuterà la situazione sia peer il contenzioso che per le iscrizioni; ovviamente tutti gli interessati ( anche di altrte realtà locali) possono partecipare

Restiamo a disposizione per ogni altra informazione e cordiali saluti. p.il Comitato Corrado Mauceri

comunicato stampa cobas - Il Vaticano colpisce la laicità della scuola usando PD e sindacati


riceviamo e pubblichiamo:

Il Vaticano colpisce la laicità della scuola usando PD e sindacati


Ingiustizia è fatta, l’integralismo clericale fa un altro minaccioso passo avanti nella scuola, il
Vaticano ne colpisce la laicità usando PD e sindacati: questo dice l’intollerabile “sentenza” del
Consiglio di disciplina del CNPI (Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione), poi messa in opera
dalla Direzione scolastica regionale umbra e dall’Ufficio scolastico provinciali di Terni, che
sospende dal servizio per un mese il professor Franco Coppoli di Terni, esponente dei Cobas
scuola, per aver rimosso il crocifisso in classe all’inizio delle proprie lezioni, riappendendolo
alla fine. Con motivazioni sacrosante Coppoli rivendica il diritto di non fare lezione sotto il
simbolo di una confessione religiosa, invocando la libertà di insegnamento e la laicità della
scuola pubblica. L’ordine di Giuseppe Metastasio, dirigente scolastico dell’ Istituto “Casagrande”
di Terni ove Coppoli insegna, di non rimuovere il crocifisso è un atto discriminatorio ai sensi
del d.lgs.216/2003: costringere un docente ad insegnare sotto un crocifisso impone infatti una
posizione di inferiorità del docente non cristiano o non credente. Non esiste alcun obbligo del
crocifisso in aula, essendo abrogate le norme fasciste, che lo inserivano tra gli arredi nelle scuole
elementari e medie, con la sentenza della Cassazione del 1 marzo 2000. Più o meno nelle stesse
ore, la Cassazione dava ragione a tutti coloro che, nei posti di lavoro e di studio, esigono che si
ponga fine all’imposizione a tutti/e di un simbolo di una religione. I giudici hanno riconosciuto
giusto il comportamento di Luigi Tosti, di L’Aquila, che si era rifiutato di svolgere udienze con
il crocefisso alla parete, valutandone la presenza un atto di “discriminazione religiosa”.
Ma il preside dell’istituto Casagrande, i componenti del Consiglio di disciplina del CNPI, i
dirigenti della DSR umbra e dell’USP ternano sono andati nella direzione opposta, con una
motivazione grottesca: il crocefisso doveva restare nella classe non perchè ci sia alcun obbligo
ma solo perché la maggioranza degli studenti lo voleva. Cosicché, d’ora in poi se la maggioranza
degli studenti lo volesse, gli insegnanti dovrebbero fare lezione alla presenza di statue del
Budda o della Trimurti e magari di foto di Berlusconi o di Gelmini. Peraltro, per settimane
nessuno studente aveva obiettato al comportamento di Coppoli: salvo, all’improvviso,
probabilmente “imbeccati” da integralisti cattolici, scoprire di esserne “turbati”.
Un mese di sospensione era il massimo delle sanzioni possibili; e la sua gravità appare ancor
più clamorosa quando si pensi che, fino a pochi anni fa, alcuni docenti ed Ata, condannati dalla
magistratura ordinaria per violenza sessuale se la sono cavata con sospensioni fino a dieci
giorni; e che per un mese negli ultimi tempi è stata sospesa solo una preside condannata dalla
magistratura per peculato, truffa, abuso d’ufficio e falsità ideologica. Ma altrettanto clamorosa
è l’impronta politica e sindacale dei protagonisti di questo assalto clericale. Giuseppe Metastasio,
il preside che ha avviato il procedimento (e che spudoratamente, in una intervista con tanto di
foto a “La Nazione”, dichiara “quando arriva una punizione come questa anch’io mi sento
sconfitto”) è candidato del PD alle primarie per la carica di sindaco di Terni e magari pensa che
questa pubblicità gli sarà utile per ottenere il sostegno di quell’elettorato “moderato” che il suo
partito insegue inutilmente. Nella stessa area stanno le dirigenze umbre degli uffici scolastici,
mentre i membri del Consiglio di disciplina CNPI coprono l’arco dei sindacati legati al PD.
Insomma, una folgorante dimostrazione dei motivi che hanno portato la cosiddetta “sinistra”
alla subordinazione totale ai valori clerico-reazionari del berlusconismo, alla disgregazione e
all’inutilità sociale che è di fronte agli occhi di tutti. L’attacco a Coppoli si inserisce infatti in
un quadro caratterizzato dalle sistematiche ingerenze della chiesa cattolica nella vita politica
italiana, delle quali abbiamo avuto scandalosi esempi nella tragica vicenda Englaro, di cui sono
complici o succubi sia il governo sia la sedicente opposizione, che rendono l’Italia uno Stato
confessionale e finanche teocratico.
Lor signori però non si illudano: questa battaglia è appena iniziata. Sulla laicità della scuola,
sulla libertà di insegnamento i Cobas non molleranno un centimetro. Useremo tutti gli
strumenti democratici, sindacali, politici e giuridici a nostra disposizione per ricacciare indietro
l’assalto integralista alla scuola pubblica e per annullare questo intollerabile provvedimento.

Comunicato Stampa

Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas della scuola

comunicato stampa - docenti discipline giuridiche


riceviamo e pubblichiamo


Comunicato Stampa

IL GIORNO 6-03-09 ALLE ORE 15.00, nella sala teatro dell’Istituto magistrale Regina Margherita di Palermo, Piazzetta SS. Salvatore,(alle spalle dell’auditorium SS.Salvatore) si terrà una assemblea aperta a tutti i docenti di discipline giuridiche ed economiche, avente come tema “Il diritto e l’economia: quale futuro nella scuola?

Si discuterà della riforma dell’istruzione secondaria superiore e delle conseguenze sul piano didattico ed occupazionale.

Saranno programmate iniziative di protesta e mobilitazione.

martedì 24 febbraio 2009

SEMPLICEMENTE LONGHENA

un saluto solidale ai colleghi e agli amici della longhena e la segnalazione del loro sito. per collegarsi click sul titolo o nell'elenco blog personale

coordinamento madonita






"Gli insegnanti della scuola primaria Longhena ribadiscono che il 10 in “pagella” dato ai bambini nel primo quadrimestre è il frutto di considerazioni pedagogico/didattiche e di coerenza professionale. Non è in alcun modo un “10 politico”. Invitano pertanto chiunque a non fornire altre interpretazioni in merito."

EMERGENZA SCUOLA PALERMO


Il coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo, ha indetto nell'ambito
di una iniziativa nazionale titolata "precari fantasmi", un corteo e a
seguire una assemblea cittadina a Palazzo delle Aquile


EMERGENZA SCUOLA PALERMO

MANIFESTAZIONE DOCENTI PRECARI INVISIBILI
"QUESTI FANTASMI"

25 febbraio 2009

CORTEO
ore 16,00 partenza Piazza Politeama


ASSEMBLEA APERTA ALLA CITTA'
ore 18,00 - Palazzo delle Aquile - Sala Rostagno

PER SENSIBILIZZARE E DISCUTERE :

- SUI tagli e sul piano di ridimensionamento della scuola pubblica previsto dalle leggi gelmini CHE STANNO PROVOCANDO LA DEQUALIFICAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA E L'ESPULSIONE DI MIGLIAIA DI PRECARI.

- SULLE drammatiche condizioni degli edifici scolastici della

- SU una possibile legge siciliana sul diritto allo studio

- PER avviare un dibattito sull’esercizio da parte della regione siciliana delle competenze esclusive in materia d’istruzione

Sono invitati a partecipare, oltre ai cittadini, le rappresentanze sindacali e le associazioni che operano nella città.

sabato 21 febbraio 2009

SCUOLA PRIVATIZZATA? NO GRAZIE! NO AL DDL APREA

da foruminsegnanti.it, leggi, firma e divulga!!
click sul titolo per il sito


Ma che razza di scuola è?

- Una scuola che si "governa" tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA.

- Una scuola che può essere trasformata in fondazione e soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la presenza nel consiglio di amministrazione, come se si trattasse di una SpA.

- Una scuola regionalizzata con il trasferimento a tali enti delle risorse umane (docenti e ATA) e dei beni e delle risorse finanziarie.

- Dove si lavorerà per chiamata diretta come in una ditta privata, senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di istituto.

- In cui i docenti non decidono neanche dell'offerta formativa, perché il piano elaborato dal collegio dovrà subire l'approvazione dell'onnipotente consiglio e dovrà soddisfare la richiesta prevalente delle famiglie.

- Con i docenti inquadrati per gradi come in un corpo militare e promossi al grado superiore, se lo vorrà il dirigente e il ministro delle finanze, che concederà i soldi.

- Con capi sottocapi e caporali.

- Sottoposti a periodica valutazione sull'attività svolta, documentata nel loro portfolio.

- Dove tra due insegnanti, a parità di ore lavorate ed anzianità di servizio, potranno esserci consistenti differenze di retribuzione, sulla base di un presunto merito attribuito da una commissione interna presieduta dal dirigente, con tutti i probabilissimi risvolti clientelari del caso.

- Dove il precariato sarà una condizione lavorativa permanente di tutti.

- Senza rappresentanza sindacale di istituto, le cui mansioni sarebbero svolte da più compiacenti associazioni professionali.

Quest' obbrobrio non è la scuola della Costituzione!

Eppure tutto ciò, per quanto incredibile e orribile, è contenuto in un disegno di legge presentato da Valentina Aprea, attualmente in discussione in Parlamento.

il DDL Aprea è un colpo mortale alla Scuola Pubblica e ai diritti dei lavoratori

- Destruttura il carattere pubblico dell'istruzione statale.

- Elimina la libertà d'insegnamento

- Attacca la Costituzione.

- Infrange l'unicità della funzione docente istituendo gerarchie di ruolo, giuridiche e funzionali.

- Viola le regole generali per il reclutamento dei dipendenti pubblici.

- Svilisce il contratto nazionale.

Bisogna disinnescare subito questo pericolosissimo progetto attraverso una massiccia opera di controinformazione ed una mobilitazione generale e diffusa nelle Scuole e nel Paese

Il Forum Insegnanti
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ISTRUZIONE BENE COMUNE DI TUTTI I CITTADINI
FIRMA E DIFFONDI QUESTO APPELLO

mercoledì 18 febbraio 2009

Palermo - Assemblea docenti classe di concorso A019

A Tutti i docenti di Discipline Giuridiche ed economiche

della Provincia di Palermo

Presso le rispettive sedi di servizio

OGGETTO: Assemblea docenti classe di concorso A019

IL GIORNO 6-03-09 ALLE ORE 15.00, nella sala teatro dell’Istituto magistrale Regina Margherita di Palermo, Piazzetta SS. Salvatore,

si terrà una assemblea di tutti i docenti abilitati nella classe A019, di ruolo e non, relativa alla presa visione delle bozze di riforma della scuola secondaria di secondo grado, per attuare una battaglia finalizzata ad ottenere una maggiore considerazione per le discipline giuridiche ed economiche nelle scuole superiori.

si invitano tutti i docenti della provincia di Palermo, della suddetta classe di concorso a partecipare

per discutere sulle possibili strategie da attuare .

Il comitato organizzatore

lettera inviata in data 18-2, sottoscritta da numerosi docenti della classe di concorso A019.


Al Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini

Ai presidenti delle commissioni Cultura di Camera e Senato

Ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato


Noi insegnanti di discipline giuridiche ed economiche, presa visione dei regolamenti attuativi della l. 133/ 2008 relativi alla riorganizzazione della rete scolastica e delle bozze di decreto sul secondo ciclo di istruzione, constatiamo che, nel futuro sistema dei licei, le discipline “Diritto ed Economia” scompaiono dai piani di studio e restano in forma residuale e visibilmente ridotta negli istituti tecnici.

Ciò appare in netta contraddizione con gli appelli più volte ripetuti dal Capo dello Stato, che ha sempre sottolineato l’importanza dell’educazione alla legalità in una nazione, qual è la nostra, fortemente colpita da contrasti sociali che hanno alimentato fenomeni di illegalità diffusa in violazione dello Stato di diritto.

Inoltre tali orientamenti sono palesemente in contrasto con quanto affermato dal Ministro Gelmini, che ha spesso sottolineato l’importanza dello studio della Costituzione nella scuola e l’educazione dei cittadini al rispetto della legalità per affermare in maniera chiara e marcata il valore della democrazia, obiettivo che si può ottenere principalmente attraverso uno studio di tali discipline.

Siamo stupiti che, dopo aver fissato come priorità dell’azione educativa della scuola la lotta al bullismo, il Ministro proponga un riordino dei piani di studio in cui scompaiono le discipline che, come abbiamo sperimentato nel corso della nostra attività professionale, rappresentano lo strumento fondamentale per la prevenzione ed il contenimento del problema.

Si sottolinea altresì la evidente controtendenza della riforma rispetto alle scelte di molti paesi europei, che stanno estendendo la cultura giuridico/economica a tutti gli indirizzi superiori.

Si evidenzia infine come negli ultimi anni, le tracce ministeriali per la prima prova degli esami di Stato, hanno avuto sempre come oggetto tematiche di carattere giuridico/sociale. E anche la scelta delle materie oggetto d’esame, con docente esterno al Consiglio di Classe, è ricaduta, per quasi tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche.

Non si comprendono perciò quali possano essere i principi ispiratori di tale esclusione, se non quelli dettati da motivi meramente economici, che pur essendo in parte condivisibili, non possono trovare alcuna giustificazione didattica.

Pertanto i docenti sottoscrittori del presente documento chiedono: al Ministro della Pubblica istruzione e ai membri delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato:

Che venga rivista la proposta di riforma;

Che le discipline giuridiche ed economiche siano inserite nei piani di studio di tutte le istituzioni scolastiche di secondo grado;

Che, in subordine, l’insegnamento della disciplina “Cittadinanza e Costituzione” venga affidato ai docenti abilitati nella classe di concorso A019 (Discipline giuridiche ed economiche), vista la specificità, la professionalità e la formazione giuridica degli stessi docenti.

martedì 17 febbraio 2009

Sottoscrivete il NO al ddl APREA!!!!!

vi segnaliamo questo interessante appello NO ddl APREA importante da sottoscrivere e divulgarehttp://www.foruminsegnanti.it/appello2009/

Sottoscrivete il modulo e fate girare la mail

click sul titolo per collegarsi al sito

domenica 15 febbraio 2009

Coordinamento “3 Ottobre” NOI LA CRISI... CE LA BEVIAMO!


Con preghiera di diffusione


NOI LA CRISI... CE LA BEVIAMO!


Giovedì 19 febbraio 2009 presso l’associazione culturale
CHIamaMilano, dalle 20.30 alle 23:30 il Coordinamento
lavoratori della scuola "3 ottobre" è lieto di
invitarVi a un aperitivo/evento di informazione e
intrattenimento sui temi della contro-riforma Glemini/Aprea
a danno della scuola pubblica, contro i tagli e contro il
precariato.

Ospiti StraniAccordi, duo pesudojazz eclettico, e Blue
Fango, cantautore rock sensibile e originale. Sullo sfondo
una mostra fotografica e i video dei momenti più
significativi della protesta milanese.

La serata sarà accompagnata da Dj set e Social Buffet con
sottoscrizione consigliata minima di 3 euro
Punto informativo all’ingresso.
Partecipate numerosi!!!

Info e contatti
Miriam Petruzzelli T. 339 8388333

Coordinamento “3 Ottobre”

sabato 14 febbraio 2009

“Mediterraneo e Identità plurale” di nino contiliano

di Antonino Contiliano

In questa sperimentazione del soggetto collettivo, protagonista e agente organizzatore del fare poesia con più testi interi o frammenti di poeti diversi (una la mano o di più singolarità poetiche), l’indentità plurale o collettiva è la sua immagine “gleichnisworte” (parola che incarna la somiglianza con la cosa, parola figurata). Non è fuori luogo paragonare il farsi della sua identità a un paesaggio. Quasi come una “metafora narrativa” che racconta il configurarsi della nuova identità mentre viene percepita e ‘raccolta’ quale unità-molteplicità alla stregua dell’identità del paesaggio mediterraneo (il paesaggio mediterraneo descritto da F. Braudel).

È come assumere un punto di vista diverso dal tradizionale soggetto individuale, e quale autore di poesia in situazione non familiare, ma sempre dentro un sistema. Il sistema paesaggio e la storia in movimento della sua identità che si modifica col tempo e l’intreccio degli elementi che vi si innestano e biforcano.

L’identità del soggetto collettivo (autore di un testo collettivo di poesia) che si costruisce come quella di un paesaggio è una ‘metafora’ – strumento linguistico conoscitivo –, e una categoria, non estranea all’armamentario del general intellect quale formazione sociale e storica di procedimenti messi in atto in funzione della conoscenza e dell’azione. Il suo impiego è comune sia al campo delle scienze naturali che umane. Dalla giovinezza come primavera (di memoria aristotelica) all’energia negativa (antimateria) come mare di elettroni (Paul Dirac), la storia ha una sua linea di innegabile continuità nell’utilizzo della metafora come immagine e medium conoscitivo.

E se ciò vale sul piano delle scienze naturali, può egualmente funzionare su quello letterario e poetico. Che il mare sia una metafora, di cui Dirac si è servito per indicare l’esistenza dell’oceano degli elettroni negativi o dell’antimateria, non impedisce di utilizzarlo anche come metafora che indichi l’esistenza di passioni turbolente (tempeste marine); le passioni che agitano il cuore o la mente di un poeta o un individuo qualunque. E in questo caso, come indica Paolo Frabbri, possiamo dirla “metafora narrativa” in quanto dialettica o articolazione che intreccia collettivamente le trasformazioni di una cosa con il suo insieme, l’ambiente particolare di cui fa parte o il suo essere situazione configurantesi conflittuale e dinamica molteplice.

Ciò infatti comporta una “uscita da noi stessi”. Assumere il punto di vista di un paesaggio significa infatti accedere a tutte le variabili materiali in situazione di permanenza e conflitto trasformativo e considerare la “molteplicità dei processi che si intrecciano in ogni situazione e che si intrecciano così nella nostra stessa identità. Si tratta di una conoscenza, potremmo dire, che ha luogo attraverso ciò che è comune. […]. Noi conosciamo solo ciò che co-creiamo. Conoscere e agire […] significa farsi carico di ciò che si offre al pensiero dando vita allo stesso tempo al percorso di una agire concreto: integrale espressione dell’epoca e della situazione”.[1]

La metafora narrativa, infatti, come nesso di più determinazioni non interseca le proprietà comuni di due sole parole/sememi diversi (un animale e un eroe; un fiore e una donna) individualisticamente; non è rapporto solo tra due soli nomi. Vale anche come un rapporto tra concetti astratti: identità e paesaggio. È l’universo discorsivo della lexis e del suo contenuto come azione d’insieme che funziona come motore e processo di trasformazione. L’enunciazione “lirica” del poeta vi si inserisce non come espressione della sola soggetività o dei sentimenti dell’individuo in quanto tale, ma quale voce sociale che riceve una autonoma elaborazione d’insieme collettivo e dinamico.

La metafora narrativa, infatti, sedimenta una modellizzazione complessa di totalità collettivo-parziali all’interno di una totalità più complessiva e dinamica come, per esempio, la totalità di una singola sfera all’interno della sfericità più ampia e comprensiva dell0 spazio studiato da Riemann.

Essa infatti prende nel suo insieme la storia dell’evento, compreso il suo autore o gli autori molteplici, circostanze e altro; e non procede ad oggettivazioni come necessità naturalizzate. Così valori, credenze e pratiche, azioni e passioni, intuizione, concetti e logica, polifonia e dialogo, simbolico e blocco delle sensazioni vengono utilizzati dal soggetto con il modello significante di quella storia, concentrata e sovrapposta, ma esportandone l’iconizzazione semantizzante in altro campo.

Dall’Ulisse omerico, alla selva oscura o al pardés/giardino, al Mosè ebraico e alla parabola del buon seminatore del vangelo (Paolo Fabbri, La svolta semiotica), gli esempi non mancano.

Nella sua tra-duzione intersemiotica entra in gioco, infatti, una migrazione nei due sensi e un “approfondimento laterale” che rendono più ricco semanticamente quanto imprevedibile il bacino della significazione del testo stesso, mentre viene messa in discusione l’identità del soggetto monolitico del testo come unità semplice. La ricchezza dell’intreccio e delle intersecazioni investe, infatti, anche l’autore/gli autori del testo e rimanda più al valore d’uso inutilizzabile che all’utile del semplice omogeneo.

Questi, infatti, in quanto tale, è quantificabile e per questo utile anche socialmente nello scambio del mercato disinteressato dell’interesse di classe e della classe dominante. Come astratto, infatti, è posto un universale naturalizzato, ma funzionale ad uno scambio controllato di rapporti umani e culturali mercantilizzati come rapporti tra cose.

Non è un caso se Valéry ricordava che il “semplice è falso, e ciò che non è semplice è inutilizzabile”.

Se, come nel caso che vogliamo utilizzare e proporre, il ricorso è a un paesaggio geografico – come un “personaggio concettuale”, tanto per saggiare il supporto straniato di una intuizione deleuziana........


click sul titolo x l'intero articolo e sito