Visualizzazione post con etichetta notizie riforma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta notizie riforma. Mostra tutti i post

giovedì 18 febbraio 2010

SCUOLA. SLITTA PRESENTAZIONE BILANCI, MIUR REPERIRÀ ALTRI FONDI POSSIBILE RIENTRO DEL TAGLIO SULLE PULIZIE, LA RISPOSTA MARTEDÌ.


SCUOLA. SLITTA PRESENTAZIONE BILANCI, MIUR REPERIRÀ ALTRI FONDI
POSSIBILE RIENTRO DEL TAGLIO SULLE PULIZIE, LA RISPOSTA MARTEDÌ.


(DIRE) Roma, 11 feb. - Slitta al 28 febbraio prossimo la presentazione
dei bilanci annuali per il 2010 delle scuole. Una proroga che si e'
resa necessaria dopo che i presidi e i sindacati hanno duramente
contestato la nota con cui il ministero, lo scorso dicembre, ha
riscritto, a sorpresa, le regole per stilare i programmi annuali di
spesa. Nelle circolare, infatti, era previsto, tra l'altro, un taglio
del 25% sulle spese di pulizia (che ha mandato su tutte le furie le
ditte appaltatrici) e si intimava ai presidi di non chiedere fondi
ulteriori rispetto a quelli assegnati per le supplenze. Su questi due
punti il ministero sara' costretto ad ammorbidirsi.
Oggi c'e' stato un incontro a viale Trastevere con i sindacati
sui bilanci in cui, in primo luogo, e' stato spiegato che le scuole
avranno piu' tempo per stilarli (entro il 28 febbraio, anziche' entro
il 15) proprio perche' il Miur nei prossimi giorni rettifichera' la
circolare inviata a dicembre. Fonti sindacali spiegano che "per quanto
riguarda le supplenze si dovrebbero ammorbidire i toni e potrebbero
essere date garanzie su fondi aggiuntivi per pagarle. Quanto ai tagli
sulle pulizie addirittura potrebbero rientrare o comunque essere
lasciati all'autonomia delle scuole". Per la Cgil "l'unica buona
notizia e' il rinvio della consegna dei bilanci, perche' significa che
avevamo ragione noi, che la circolare del ministero era inapplicabile.
Ora aspettiamo di vedere come sara' modificata. Comunque, intanto, il
Miur ha dato disponibilita' a reperire risorse aggiuntive per il
funzionamento".
Il 16, martedi' prossimo, ci sara' un nuovo incontro sul tema.
Il ministero dovrebbe poi avviare un monitoraggio per capire quali
sono le scuole finanziariamente piu' in difficolta'.

martedì 9 febbraio 2010

Basilicata, la Regione presenterà ricorso contro la Riforma Gelmini

Red - Quella del 4 febbraio è stata una giornata di impugnative e contro-impugnative tra Regione e governo nazionale.

Se per energia atomica e legge elettorale è stata Roma a contestare la scelta della Basilicata, sulla riforma delle scuole superiori, annunciata dal ministro Gelmini, è la Regione ad annunciare un ricorso per «incostituzionalità».

Secondo l’assessore alla cultura, Antonio Autilio (Idv), «siamo di fronte a un atto di forza nei confronti delle Regioni, rifiutando ogni confronto preventivo e annullando competenze e funzioni in materia di diritto allo studio, senza affrontare gli aspetti riferiti alla riforma del Titolo V della Costituzione. Il governo ridimensiona l’offerta formativa e culturale per i nostri ragazzi». Secondo l’assessore lucano «a prevalere è ancora una volta la linea dei tagli della spesa per l’istruzione sostenuta dal ministro Tremonti come se la formazione dei giovani fosse uno spreco, operando attraverso la penalizzazione dei saperi tecnico-scientifici e tagliando le ore di laboratorio negli istituti professionali».

A parere di Autilio la differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio «finirà per favorire la dispersione scolastica che vede da tempo le Regioni in prima linea per contrastare il fenomeno. Studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso». Si temono anche ripercussioni dirette sulla professionalità del personale «che uscirà svilita con tantissimi insegnanti e Ata che saranno presto licenziati scaricando sulle Regioni il peso sociale dei precari». Autilio invita anche a non sottovalutare che «senza le nostre risorse in Basilicata circa 700 tra docenti e personale Ata messo fuori dalle aule e dagli istituti scolastici non avrebbe alcuna possibilità di riprendere la propria attività». La Regione Basilicata, insomma, annuncia dura opposizione da parte del coordinamento degli assessori regionali alla Cultura per rigettare «l’impostazione del Governo».

martedì 22 dicembre 2009

Nuove superiori, per Consiglio Stato servono chiarimenti

Scuola Si complica il cammino di riforma della scuola secondaria superiore che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intende a tutti i costi introdurre già a partire dal prossimo anno scolastico: alle opposizioni di sindacati e associazioni di categoria, al problema dei tempi di attuazione divenuti sempre più stretti (se il giudizio delle commissioni parlamentari non arriva potrebbe non bastare la proroga di un mese per le iscrizioni al primo anno già introdotta dal Miur), ora si aggiungono le forte perplessità espresse dal Consiglio di Stato

Le critiche dei giudici di Palazzo Spada, contenute nel documento n. 7149 del 9 dicembre scorso, reso pubblico nelle ultime ore, riguardano più punti della discussa riforma di licei, tecnici e professionali le cui basi poggiano nell'articolo 64, comma 4, del decreto legge n. 112/08: i punti poco chiari sarebbero così rilevanti da indurre il Consiglio di Stato a sospendere le valutazioni di rito e chiedere "che il Ministero dell'istruzione fornisca i chiarimenti richiesti" poiché "non è chiaro se il testo predisposto si mantenga nei limiti della delega".

Il primo punto ritenuto dubbio dai giudici di secondo grado della giustizia amministrativa è di tipo normativo: la bozza di riforma prevede, infatti, che alcuni punti fondamentali (obiettivi specifici di apprendimento, articolazione delle cattedre e definizione degli indicatori per la valutazione) vengano introdotti attraverso un semplice decreto ministeriale.

Il Consiglio di Stato, invece, ritiene che occorra l'approvazione di una legge. Ma un provvedimento di questo tipo necessiterebbe tempi decisamente lunghi vanificando in partenza l'obiettivo del ministro di creare già da settembre delle prime classi sulla base dei nuovi programmi.

Un altro punto ritenuto "debole" è quello dei tetti a piani di studio che ogni singolo istituto dovrebbe scegliere da sé sulla base di esigenze specifiche territoriali: i cosiddetti "curricolo" imposti dal ministero dell'Istruzione - il 20% al primo biennio, il 30% nel secondo biennio e il 20% nel quinto anno - non sembrano bastare a palazzo Spada. Che facendo riferimento al regolamento sull'autonomia della scuola (il dpr n.275/99) fa intendere la necessità di lasciare più margini alle scuole.

I giudici del Consiglio di Stato hanno poi espresso un certo scetticismo sulle procedure che porteranno ai nuovi piani di studio e ai programmi ministeriali: ritengono che sarebbe il caso "che il Ministero dell'istruzione illustri la graduazione di tale passaggio, anche con riguardo alla tutela dell'affidamento degli studenti che, trovandosi nelle situazioni di transito, subiranno una modificazione dell'iter formativo prescelto". I cambiamento, fanno intendere, andrebbe introdotto per vie decisamente più graduali.

Forti perplessità sono state infine esplicitate dal Consiglio di Stato anche sulla revisione degli organi collegiali, responsabili delle strategie principali di ogni singolo istituto superiore: i nuovi regolamenti ministeriali prevedono l'introduzione di dipartimenti, composti da docenti individuato dal collegio dei docenti,a soprattutto l'attuazione di un comitato scientifico formato da docenti e da esperti esterni.

Anche su questo fronte "sarebbe più coerente con l'obiettivo di realizzare l'autonomia - scrive il Consiglio di Stato -, lasciare alle istituzioni scolastiche la scelta in merito all'opportunità di istituire tali organi".

mercoledì 4 novembre 2009

Superiori. La strada della riforma in discesa

Diversi osservatori, fino a qualche giorno fa, erano scettici sulla possibilità che la Conferenza unificata, già nella prima seduta utile dopo mesi di inattività, potesse licenziare i pareri sugli schemi di regolamento per la riforma delle superiori. Scetticismo motivato da due buone ragioni.

Innanzitutto c’era una ragione tecnica, derivante dal fatto che l’eccessiva quantità di argomenti all’ordine del giorno (ben 62 di cui 9 tutti relativi all’istruzione) avrebbe probabilmente impedito la trattazione degli argomenti previsti, considerate anche le poche ore a disposizione.

C’era un’altra ragione, più politica, che riguardava un possibile atteggiamento ostruzionistico delle regioni, in maggioranza di centro-sinistra, che avrebbero potuto avere buon gioco nel richiedere tempi congrui per l’approfondimento della materia proposta, pretendendo un rinvio per l’esame dei testi degli schemi di regolamento predisposti dall’Amministrazione.

Tutto questo non è avvenuto. Sui tre schemi di regolamento sulle superiori c’è stata discussione e confronto, e le Regioni non hanno fatto alcun ostruzionismo, assumendo con chiarezza posizioni contrarie o favorevoli e deliberando i pareri (non vincolanti) richiesti.

Entro una settimana, anche le commissioni parlamentari dovranno esprimere il proprio parere (i 30 giorni di tempo previsti dalla legge per pronunciarsi scadono tra pochi giorni). A quel punto mancherà soltanto, prima dell’adozione finale dei regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, il parere del Consiglio di Stato. Parere per il quale non dovrebbero esserci problemi.

Ai primi di dicembre le scuole, a poco meno di tre mesi dal termine delle iscrizioni del prossimo 27 febbraio, fissato in settimana dal Miur, potrebbero disporre dei nuovi regolamenti per la riforma da avviare dal 2010. [da Tuttoscuola N. 414, 2 novembre 2009]

Una cosa è certa: sarà una scuola del taglio selvaggio!!! Ecco i dati tratti dalle Relazioni tecniche dei Regolamenti sul riordino degli istituti di scuola secondaria superiore.

SCUOLE/
Annualità

LICEI

ISTITUTI
TECNICI

ISTITUTI PROFESSIONALI

Tagli
dei posti
e delle spese

N°.
POSTI

SPESE

N°. POSTI

SPESE

N°. POSTI

SPESE

Anno f. 2010

24.859.054

46.719.901

28.464.894

Anno f. 2011

78.463.037

142.619.763

71.219.927

Anno f. 2012

92.124.751

122.748.430

28.580.275

Totali

2.568

195.446.842

10.359

312.088.094

4.373

128.265.096

Ai lavoratori della scuola, agli studenti ed ai cittadini che hanno a cuore le sorti della scuola spetta il compito di mobilitarsi urgentemente per bloccare il ciclone che sta per abbattersi sull’istruzione superiore.

mercoledì 13 maggio 2009

SICILIA - PETIZIONE PER LA SCUOLA SICILIANA



PETIZIONE PER LA SCUOLA SICILIANA

Al Presidente della Regione Sicilia

On. Raffaele Lombardo

La situazione della scuola siciliana è contrassegnata da un’annosa insufficienza di personale, di aule e di servizi.

Personale scolastico

Secondo il piano predisposto dall'Ufficio Scolastico Regionale nel prossimo anno scolastico la scuola siciliana perderà oltre 4.500 posti relativi al personale docente della scuola primaria e secondaria, mentre per il personale Ata sembrerebbe ipotizzabile una riduzione di circa 1.600 posti. In totale un taglio di oltre 7.100 posti che pagheranno soprattutto i precari e che avrà gravi conseguenze sull'efficacia e la continuità di tutto il sistema formativo.

Edilizia scolastica

Le scarsissime risorse destinate in questi anni all'edilizia scolastica sono riuscite a garantire solo un parziale adeguamento delle strutture, lasciandoci vivere, insieme agli alunni, in condizioni precarie e insicure. La disattenzione al problema ci fa temere che le amministrazioni non raggiungeranno mai gli obiettivi fissati dalla L. 23/1996, obiettivi che la Regione dovrebbe comunque programmare e garantire (artt. 4, 5, 6, 7 e 11 L. 23/1996):

- soddisfacimento del fabbisogno immediato di aule;

- riqualificazione del patrimonio esistente;

- adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza e igiene;

- adeguamento delle strutture edilizie alle esigenze della scuola;

- equilibrata organizzazione territoriale del sistema scolastico, anche con riferimento agli andamenti demografici;

- disponibilità da parte di ogni scuola di palestre e impianti sportivi di base;

- piena utilizzazione delle strutture scolastiche da parte della collettività.

Per di più, l'inadeguatezza dei locali sta determinando una formazione di classi e sezioni con un numero di alunni incompatibile con la capienza delle aule a disposizione, innalzando così il livello di rischio per gli alunni e il personale scolastico che ne mette a repentaglio la salute e la sicurezza, vanificando nei fatti il ruolo che il DLgs 81/2008 affida alla scuola: essere il luogo privilegiato per promuovere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Servizi scolastici

Nella nostra realtà siciliana riscontriamo gravissime carenze e ritardi anche per quanto riguarda gli altri compiti in materia di istruzione attribuiti agli enti locali dalla normativa nazionale e regionale:

- servizi di trasporto e mensa;

- servizi di supporto e assistenza per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio;

- iniziative relative all’educazione degli adulti;

- interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;

- azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;

- azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola;

- interventi perequativi;

- interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute.

Alla luce di quanto esposto, chiedo:

- che il Governo regionale richieda con forza ai ministeri competenti una significativa revisione delle assegnazioni di organico destinate alla Sicilia, in modo che siano soddisfatte tutte le richieste di tempo pieno e di tempo prolungato espresse dalle famiglie e sia tutelata la funzionalità complessiva della scuola siciliana che altrimenti rischia di essere ulteriormente marcata da una vera e propria discriminazione territoriale in termini di dotazioni e di opportunità offerte alle persone e alle famiglie.

- l'immediato sblocco dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate – FAS, da destinare, insieme con le risorse disponibili per i progetti Pon e Por, al sostegno della scuola siciliana incrementandone il personale e adeguandone le strutture agli standard di sicurezza e salubrità;

- che tutte le attività finanziate con risorse provenienti dalla regione (fondi Fas, Progetto “Conoscenze”, progetti Pon e Por, tutoraggi, alternanza scuola-lavoro, ecc.) vengano attribuite in prima istanza - attraverso procedure trasparenti e rispettose delle graduatorie – al personale docente e Ata precario.

Distinti saluti

(firma e inoltra alla Segreteria particolare del Presidente della Regione maria.bonanno@regione.sicilia.it)

lunedì 11 maggio 2009

per i colleghi dell'ist. arte mazara del vallo - sintesi legge aprea

Proposta di Legge Aprea (Sintesi)

Introduzione

La presente proposta di legge rafforza l’autonomia organizzativa della scuola, attraverso Il
superamento della vecchia concezione del collegio dei docenti, con l’assegnazione
all’autoregolazione interna di tipo professionale delle competenze e dell’articolazione del lavoro,valorizza
e rispetta la libertà di insegnamento, perché libera la scuola e il lavoro dell’insegnante da vincoli esterni
e di tipo burocratico.
Il consiglio di amministrazione, organo di gestione della scuola, è l’unico che necessita di una
regolazione da parte dello Stato, dato che le scuole ne usano le risorse.
Il testo, in particolare, recepisce i princıpi e i criteri della modernizzazione delle pubbliche
amministrazioni: separazione tra organi di indirizzo e organi di gestione;attribuzione ai dirigenti di poteri
di gestione connessi alle responsabilità in ordine ai risultati; partecipazione degli studenti e dei genitori
come efficace strumento di indirizzo e di controllo.
Attraverso la trasformazione in fondazioni si vuole anche favorire una maggiore libertà di educazione
che poggia sulla natura sociale dell’educazione:un’opera da svolgere entro quella società civile e quegli
enti pubblici e privati più vicini ai cittadini.........

clicca sul titolo per l'intero articolo


martedì 5 maggio 2009

TAR LAZIO - bocciato anticipo riforma gelmini



Da ItaliaOggi del 28 aprile 2009




I giudici amministrativi del Lazio hanno bocciato l’anticipo della riforma deciso dalla GelminiLa circolare rende obbligatorio un regolamento non definitivo
L’inglese potenziato nella scuola media non s’ha da fare. Per lo meno non prima che entri in vigore il regolamento che lo prevede. Il monito viene dal Tar del Lazio, che ha sospeso la circolare sulle iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado (4/2009) nella parte che prevede la sostituzione delle 2 ore della seconda lingua comunitaria con ulteriori due ore di inglese (ordinanza 1589, depositata il 7 aprile scorso).Il giudice amministrativo ha motivato il provvedimento spiegando che l’amministrazione non può anticipare con circolari ciò che è scritto nelle bozze di regolamento. Perché la circolare non è una fonte. Anche se si tratta di una prassi largamente utilizzata dall’amministrazione. Che di solito non attende che venga terminato l’iter di approvazione ed entrata in vigore dei regolamenti, per emanare le relative disposizioni agli uffici periferici.È il caso, per esempio, del decreto sugli organici. Che viene trasmesso ogni anno agli uffici scolastici insieme con una circolare che impartisce disposizioni su come distribuire gli alunni nelle classi. E su come fare per dare attuazione ai tagli, che vengono disposti abitualmente dai vari governi per ridurre la spesa pubblica. Ma quest’anno è accaduto anche per le nuove norme sulla condotta, che ancora non hanno terminato il loro iter, ma l’amministrazione centrale ha già dato le prime disposizioni. Insomma, si tratta di una prassi consolidata, che viene utilizzata dall’amministrazione centrale per ridurre i tempi fissati dalla legge per la formazione dei regolamenti. Che prima di dispiegare effetti devono passare al vaglio degli organi di controllo. Anche per ridurre al minimo i rischi che vengano annullati in sede di contenzioso. I controlli più importanti, infatti, riguardano il controllo di legalità che viene effettuato dal Consiglio di stato e di compatibilità economica, che viene vagliata dalla Corte dei conti. A ciò vanno aggiunti gli eventuali pareri obbligatori, come per esempio quello del Consiglio nazionale della pubblica istruzione. Un organo consultivo che fornisce pareri motivati particolarmente autorevoli, perché è composto dai rappresentanti di tutte le componenti che operano o comunque che sono coinvolte a vario titolo nel mondo della scuola. Tanto più che non sono rari i casi in cui gli argomenti contenuti in un parere negativo del Cnpi sia stato utilizzato dalla stesso giudice amministrativo per motivare sentenze di condanna dell’amministrazione.Quanto al caso oggetto del ricorso, esso verte sulla possibilità di evitare, a domanda, di imparare due lingue comunitarie per concentrarsi unicamente sull’inglese. Il tutto fagocitando le due ore della seconda lingua. E destinando, quindi all’inglese 5 ore la settimana. «In sede di iscrizione alla prima classe e con il vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della scuola secondaria di I grado», recita il passo della circolare ritenuto illegittimo, «le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all’insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all’insegnamento della lingua inglese compatibilmente con le disponibilità di organico». La questione, peraltro, è stata ulteriormente chiarita dal ministero che ha spiegato alle scuole che l’inglese potenziato si può introdurre solo se ciò non comporta esuberi tra i professori di francese della stessa scuola o comunque della seconda lingua comunitaria. E questo chiarimento è contenuto nella circolare sugli organici: emanata anch’essa senza attendere l’entrata in vigore il decreto sugli organici. Fatto, questo, che pone a rischio tutte le operazioni che stanno effettuando gli uffici e mettere una seria ipoteca anche sulla mobilità del personale. Perché la procedura adottata dall’amministrazione è identica a quella sanzionata dal Tar del Lazio. Che probabilmente si pronuncerebbe allo stesso modo se la circolare sugli organici venisse fatta oggetto di un eventuale ricorso.




di Carlo Forte

venerdì 21 novembre 2008

Scuola. Un atto importante!!!

Molto in sordina è accaduto un fatto rilevantissimo a sfavore della legge Gelmini. Il consiglio nazionale della pubblica istruzione, il massimo organo collegiale nazionale, ha approvato un documento che di fatto condanna tutti i fondamenti della pseudoriforma.Municipio VerdeScuola. Entità e qualità della manovra finanziaria sulla scuola, democrazia partecipativa, revisione della norma sul maestro unico, sono i punti salienti di una delibera del CNPI.
Importante delibera del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione !
Il CNPI, il massimo organo collegiale nazionale, riunito in seduta plenaria, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, proposto dal consigliere FLC Cgil Mario Battistini, che nei fatti sconfessa tutto l'operato del Governo sulla cosiddetta riforma della scuola.Il giudizio negativo è a 360 gradi, infatti il CNPI esprime dissenso per l'entità e le modalità della manovra finanziaria che riduce quantità e qualità dell'offerta formativa, giudica pregiudiziale a qualunque cambiamento il confronto democratico con la scuola, chiede la revisione della norma sul maestro unico e rivendica il diritto dovere ad un suo coinvolgimento in tutti i processi decisionali.Una delibera con cui il Ministro della pubblica istruzione dovrà confrontarsi, un atto di pesante condanna politica che non può rimanere lettera morta e che conferma in pieno le ragioni della grande mobilitazione sindacale.




Roma, 18 novembre

Ordine del giorno CNPISeduta del 17 novembre 2008
Il CNPI esprime fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate sul sistema di istruzione che, se confermate, comportano per entità e modalità degli interventi finanziari e di natura normativa, una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell’offerta formativa.Il CNPI, richiamando gli orientamenti espressi dallo stesso ministro presidente nella seduta del 9 Luglio scorso, considera necessario per l’interesse per l’interesse generale della scuola che si apra un vero confronto nel paese a partire dal coinvolgimento di quanti, insegnanti, dirigenti e altri operatori della scuola, hanno attraversato stagioni riformatrici diverse garantendo l’unica vera continuità dell’azione formativa, impegno nell’innovazione della didattica e dell’organizzazione scolastica e, nonostante le crescenti difficoltà, una buona qualità complessiva della scuola italiana.In questo quadro il CNPI considera quindi necessaria una profonda revisione dei provvedimenti adottati, a partire da quanto previsto per la scuola primaria con l’introduzione dell’insegnante unico e l’orario di 24 ore settimanali.E’ altresì indispensabile un approfondito confronto sul piano programmatico e sui vari regolamenti relativi ai diversi settori scolastici, con l’obiettivo prioritario di migliorare concretamente la qualità dell’offerta formativa.A questo proposito il CNPI, sulla base delle specifiche competenze istituzionali di organo collegiale nazionale, ribadisce il diritto-dovere di un pieno coinvolgimento nei processi decisionali e, in tal senso, conferma il proprio impegno per un puntuale esame di tutti i provvedimenti in atto.