domenica 20 giugno 2010
Palermo. Iniziative per continuare la lotta dopo il grande successo dello sciopero degli scrutini
STRAORDINARIO SUCCESSO DELLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI, IL GOVERNO RIVEDA LA SUA POLITICA SCOLASTICA
Nonostante gli inutili tentativi del ministro di sminuire la portata dello sciopero, in tutta Italia sono stati bloccati 25.000 scrutini. Da registrare anche il successo delle manifestazioni tenute in concomitanza dello sciopero: i precari ed i COBAS a Bologna, Roma, Napoli hanno calato uno striscione contro i tagli dalla torre degli Asinelli, dal Colosseo e da Palazzo Reale. I precari chiedono che il ministro Gelmini e tutto il governo rivedano la loro attuale politica scolastica, è necessario quindi:
1) Il ritiro di tutti i tagli agli investimenti ed agli organici
2) L'assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti disponibili prima dei tagli
3) Un deciso NO ai disegni di legge Goisis ed Aprea, alla regionalizzazione della scuola ed alla chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici
4) Il mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento
I lavoratori della scuola hanno dimostrato,in occasione di questi due giorni di sciopero, la comune volontà nell'opporsi ai progetti di squalificazione e impoverimento della scuola pubblica, nonché di essere fermamente determinati a difendere il posto di lavoro di 150.000 colleghi.
Ci aspettiamo che il governo tenga in seria considerazione la volontà che i lavoratori della scuola hanno espresso così chiaramente in questi giorni così come ci aspettiamo che tutte le organizzazioni sindacali se ne facciano interpreti e portavoce.
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
PRECARI SCUOLA IN LOTTA
giovedì 17 giugno 2010
VIDEO LEGGE BAVAGLIO DI REPORTER
ALLERTA WEB!!
QUESTO E' IL VIDEO
DELLA GABANELLI DI REPORT
SULLA LEGGE BAVAGLIO!!!
QUESTO VIDEO
STA....MISTERIOSAMENTE...
SCOMPARENDO
DAL WEB,
VISIONALO
E DIFFONDILO
Milano: ALTISSIMA L'ADESIONE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI
Notizie simili si registrano anche nelle altre città della Lombardia con scrutini bloccati a Pavia, Varese, Mantova, Como.
Coord. Lavoratori della scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
http://
coordinamento3ottobre@gmail.
http://docentiprecari.
COMUNICATO DEL COORDINAMENTO SCUOLA MANTOVA SULL'ADESIONE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI NELLA PROVINCIA DI MANTOVA
Il Coordinamento Scuola Mantova comunica il grande risultato della due giorni di sciopero degli scrutini nella provincia di Mantova.
Nel mantovano sono stati bloccati gli scrutini in più della metà degli istituti superiori e alcuni istituti hanno scioperato per entrambi i giorni.
Una grande adesione, anche all'appello in difesa della Scuola pubblica, inviato dal Coordinamento a tutti i lavoratori della Scuola, ai movimenti, ai sindacati e ai partiti.
Alcuni collegi docenti delle scuole medie e primarie, hanno sottoscritto all'unanimità l'appello, depositando le firme in presidenza.
Un ottimo risultato, se si tiene conto, anche, dell'altissima partecipazione al presidio organizzato dal Coordinamento degl insegnanti, ieri in piazza Mantegna.
Erano presenti, dando il loro sostegno ai lavoratori della scuola: Flc Cgil, Sinistra Critica, Pd, Partito della Rifondazione Comunista, Giustizia e Libertà, Insieme per Mantova, Italia dei Valori, Partito Comunista dei Lavoratori
GRANDE SUCCESSO DELLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI IN SICILIA E IN TUTTA ITALIA
Pubblicato il 15 giugno 2010 da cobasscuolapalermo
mano che giungono i dati sugli scrutini che sono saltati in questi giorni si delinea una riuscita dello sciopero indetto dai Cobas superiore alle più ottimistiche previsioni. Siamo a quota 25.000 scrutini bloccati in tutta Italia, di cui 2.200-2.300 nella nostra regione.
Molte le scuole in cui il blocco è stato totale (liceo scientifico Boggio Lera, Itis Marconi, Itis Archimede, Lombardo Radice, Lucia Mangano di Catania, Ipaa Asero di Paternò, Nosengo di Gravina, Istituto istruzione superio di Palagonia, Itis Euclide di Caltagirone, Ics Costa di San Michele di Ganzaria, Las Catalano e Almeyda, ITC Ferrara, Grassi e Pareto, Lc Garibaldi, Lspp Dolci e Finocchiaro Aprile, Itis Volta, Ipssar Piazza, Sms Leonardo da Vinci tutte di Palermo, Itg di Vicari, Iis Savarino di Partinico e tantissime altre). In tante altre scuole il blocco a raggiunto percentuali superiori al 70% (Liceo Linares di Licata, Iis D’Aguirre di Salemi, Ls ferro di Alcamo, Isa Juvara di SanCataldo, Ics Buccola di Mezzojuso, Itcg di Partitico e tantissime altre).
Insomma un vero e proprio segnale di netta opposizionealla controriforma della scuola, ai tagli del personale scolastico, alla manovra finanziaria che toglie ai lavoratori della scuola 3-4.000 euro l’anno.
Buona riuscita hanno avuto anche le numerose manifestazioni di piazza tenutesi ieri a Catania e a Palermo (davanti all’ITC Pareto al mattino e in piazza Politeama al pomeriggio), come pure il sit-in di stamani dei docenti del Lspp Finocchiaro Aprile di cui potete vedere le immagini cliccando qui.
Lo sciopero e le iniziative di piazza hanno dato una grande visibilità allo scontento dei lavoratori della scuola sia a livello locale che nazionale. Continuiamo così, facciamoci sentire.
martedì 15 giugno 2010
PALERMO - 15 giugno 2006. Sit-in dei docenti del Liceo Finocchiaro Aprile
Questa mattina una trentina di docenti del Liceo SocioPsicoPedagogico “Finocchiaro Aprile” di Palermo, hanno attuato un sit-in nei pressi della loro scuola. In questa istituto sia ieri che oggi, tutti gli scrutini sono saltati a causa dello sciopero, indetto dai Cobas Scuola, a cui hanno aderito numerosi lavoratori.
Dopo il sit-in di ieri davanti all’ITC Pareto di Palermo, oggi si è replicato in via Principe di Paternò all’incrocio con via Sciuti e all’incrocio con via Zappalà.
I manifestanti hanno distribuito volantini ai passanti, hanno scandito slogan e issato cartelli, che riflettevano i contenuti dello sciopero e delle iniziative di lotta di questo periodo: opposizione alla controriforma della scuola, rifiuto dei tagli del personale scolastico, opposizione alla manovra finanziaria che toglie ai lavoratori della scuola 3-4.000 euro l’anno.
Ricordiamo che in tutta la Sicilia tra ieri ed oggi sono saltati gli scrutini di 2200-2300 classi.
Sul sito dei Cobas scuola di Palermo (http://cobasscuolapalermo.wordpress.com/archivio-documenti/foto-e-video-sit-in-finocchairo-aprile-15-6-10/) si possono vedere foto e video della manifestazione.
sabato 12 giugno 2010
CAGLIARI - 20 insegnanti si dimettono in blocco da coordinatore
Protesta nella scuola, a Cagliari 20 insegnanti si dimettono in blocco da coordinatore, aggiornati i primi scrutini di ammissione alla maturità.
mercoledì 9 giugno 2010
SCIOPERO DEGLI SCRUTINI del 14e15 GIUGNO - ISTRUZIONI PER L'USO
Istruzioni per l'uso:
Care colleghe e cari colleghi, lo sciopero degli scrutini del 14 e 15 giugno si avvicina.
Ricordiamo brevemente che:
2) basta l'assenza di un solo insegnante del Consiglio di classe per non far svolgere lo scrutinio e farlo rimandare ad altra data. Di conseguenza , come avviene per qualsiasi sciopero, NESSUN INSEGNANTE PUO' SOSTITUIRE UN COLLEGA CHE ADERISCE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI, commetterebbe, facendolo, un atto illegale.
3) Per la regione Lombardia lo sciopero è stato proclamato, nei gg 14 e 15 giugno, dal Cobas Scuole a cui a ruota si sono accodati altri sindacati di base (RdB, USI, UNICOBAS, Orsa, Slai Cobas Sindacato di Classe, CUB-Pubblico Impiego, GildaFlc Cgil di Milano che ha proclamato lo sciopero orario nella Provincia per i docenti della secondaria superiore. in alcune regioni) e l'
4) Se riscontriamo illegalità nelle date di scrutinio, tali che ci impediscano di scioperare, dobbiamo far pervenire al Dirigente Scolastico una diffida da parte del sindacato che indice lo sciopero: gli scrutini, per legge, devono essere fatti solo a partire dal termine delle lezioni di sabato 12 giugno perché gli studenti, fino a quella data, devono avere la possibilità di recuperare.
lunedì 7 giugno 2010
OTTIMO AVVIO DELLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI.
Certo, in generale le percentuali sono modeste (d’altronde lo stesso sciopero Flc-Cgil del marzo scorso non era andato molto al di là del 10% di adesioni), ma questa volta i disagi sono consistenti perché è sufficiente che un docente di un consiglio di classe sia in sciopero per bloccare un intero scrutinio; e quindi bastano poche unità di scioperanti in ogni scuola per creare il caos.
In provincia di Modena, per esempio, sono diverse decine le scuole in cui i consigli di classe dovranno essere riconvocati a partire dal 9 giugno, con inevitabili ripercussioni su tutti gli adempimenti successivi (esposizione dei tabelloni con i risultati e così via).
A Bologna Cobas e Comitato Precari hanno issato uno striscione di 20 metri sulla Torre degli Asinelli: “No ai tagli” era lo slogan, breve ma certamente efficace.
In difficoltà i sindacati confederali (Flc in particolare) che da diverse settimane vanno ripetendo che lo sciopero degli scrutini è del tutto inutile e inefficace: sta di fatto che in Emilia-Romagna si stanno astenendo dal lavoro anche iscritti a Cgil, Cisl e Uil mentre Gilda-Unams ha deciso all’ultimo momento di dare il via libera ai propri iscritti.
Già da questa mattina nei forum dei precari sono iniziate a circolare le prime notizie sulle adesioni che sono ovunque numerose.
Ma, è bene precisarlo, gli scrutini rinviati non sono necessariamente proporzionali alle adesioni allo sciopero; per fare un esempio: un insegnante di educazione fisica in sciopero può provocare il rinvio di 8-10 scrutini, mentre un insegnante di lettere nella secondari di primo grado non va al di là delle 2-3 classi.
In Emilia e in Calabria lo sciopero prosegue nella giornata dell’8 giugno.
In questa settimana la protesta coinvolgerà anche Veneto, Marche, Umbria, Puglia e Sardegna; in tutte le altre regioni se ne parlerà a nei giorni 14 e 15: ma è molto probabile che il successo dell’Emilia possa funzionare da volano.
Grazie ad una manovra finanziaria che penalizza pesantemente i lavoratori della scuola, uno sciopero che pareva limitato al personale precario si sta di fatto trasformando in una protesta che, nei prossimi giorni, potrebbe assumere una dimensione inaspettata.
Con qualche problema per i sindacati confederali che, per molteplici motivi, avevano deciso di stare a guardare senza farsi coinvolgere più di tanto.
giovedì 27 maggio 2010
PISA - VENERDì 28 MAGGIO
LA SQUOLA È FALLITA!!
Opponiamoci con forza alla distruzione
della scuola pubblica!
Venerdi 28 Maggio 2010
ore 17,00 � 20,00
Largo Ciro Menotti - Pisa
Manifestazione in difesa dell'istruzione pubblica
docenti e personale ATA di ruolo, precari della scuola, tutto il personale universitario,
genitori e cittadini sono invitati a partecipare con interventi
Cobas scuola
Rete Precari Scuola Pisa
Comitato genitori insegnanti difesa della scuola pubblica
Scuola primaria, le famiglie fanno i conti con la "riforma" Gelmini
27 (ore settimanali di scuola) moltiplicato per il numero di classi prime e seconde, diviso 22 (cioè le ore settimanali di insegnamento di ogni docente della primaria), più 30 per il numero di classi terze, quarte e quinte diviso 22. Applicando questa formula, il MIUR ha determinato gli organici di diritto della scuola primaria per il prossimo anno scolastico.
Il fattore 27, nell'as 2011/2012 sarà applicato anche alle terze e così via fino alla "entrata a regime" dei nuovi ordinamenti. Il piano triennale di tagli, nella scuola primaria è in realtà un piano quinquennale!
E già sono stati annunciati tagli degli organici di fatto.
Questo approccio ragionieristico produce effetti veramente gravi.
In questo modo rimarranno inevase le scelte espresse dalle famiglie che al momento delle iscrizioni hanno massicciamente optato per modelli orari settimanali a 30 e 40 ore, un po' in tutta Italia.
Inoltre, si fa piazza pulita degli assetti faticosamente messi in piedi quest'anno dalle scuole per mantenere un tempo scuola rispettoso non solo delle scelte delle famiglie, ma anche dei ritmi di apprendimento e della qualità dell'offerta formativa.
Le scuole non ci stanno e le famiglie nemmeno. Infatti, sta rifiorendo una miriade di iniziative, non solo per la scuola primaria, di denuncia, di protesta e di mobilitazione.
Ancora una volta trova conferma il forte legame tra scuola e società che caratterizza questo segmento del sistema dell'istruzione. Forse anche per questo proprio sulla primaria la scure della Gelmini continua a picchiare forte
lunedì 24 maggio 2010
CGIL - rinvio riforma in sicilia
riceviamo da:
CGIL
21-05-2010
Pubblichiamo la mozione approvata all'unanimità, nella tarda serata del 19 maggio, dall'assemblea regionale siciliana, che rinvia l'attuazione dei Regolamenti della scuola secondaria superiore.
Dopo Bolzano anche la regione Sicilia interviene sull'applicazione dei regolamenti.
Le motivazioni colpiscono al cuore la scelta di tagliare pesantemente le risorse per la scuola pubblica, laddove si sostiene che così si pregiudica la stessa possibilità di uscire dalla grave crisi internazionale che ha travolto l'economia mondiale.
Quel disegno del Governo comincia a scricchiolare pesantemente e le scuole stanno realizzando l'insostenibilità di quei tagli e di quegli ordinamenti.
Ribadiamo, quindi, con la determinazione che viene dalla realtà, che si fermi questa macelleria culturale e sociale e si inverta lo scellerato percorso che porta alla distruzione della scuola pubblica del nostro paese.
Roma, 21 maggio 2010
_________________________
XV LEGISLATURA 173a SEDUTA 19 Maggio 2010
Assemblea Regionale Siciliana
Mozione numero 192 «Rinvio di un anno dell'applicazione dei regolamenti di riforma per il riordino del biennio della scuola secondaria di secondo grado»
«L'Assemblea regionale siciliana nell'anno scolastico 2010/2011 è prevista l'attuazione dei regolamenti di riforma per il riordino del biennio della scuola secondaria di secondo grado di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2008, n. 133; al fine di uscire dalla crisi che attraversa il nostro Paese,
alla luce di tale considerazione generale, non può che esprimersi un giudizio negativo sui regolamenti approvati in seconda lettura dal Consiglio dei Ministri in data 4 febbraio 2010;
i predetti regolamenti, non prevedendo l'istituzionalizzazione del biennio unitario, rendono impossibile la reversibilità delle scelte degli studenti, riducono l'offerta formativa, privano gli studenti dell'apporto fondamentale di discipline quali diritto, economia, geografia (di fatto accorpata alla storia); diminuiscono altresì le ore di laboratorio, prevedono tagli solo per la scuola statale, mentre restano confermati i finanziamenti alle scuole private;
tutto ciò produrrà notevoli incertezze, in quanto le scuole saranno costrette ad improvvisare i piani dell'offerta formativa (P.O.F.), nel contempo
tutto ciò produrrà un'ulteriore contrazione degli organici del personale docente ed ATA, che, dopo quella dell'anno scolastico 2009/2010, rischia di compromettere definitivamente la qualità della scuola pubblica in Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E
a rinviare di un anno l'applicazione dei regolamenti suddetti, approvati dal Governo nazionale, peraltro non ancora pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;
ad avviare un confronto con le province, le scuole secondarie superiori e le organizzazioni sindacali, al fine di predisporre un piano di rilancio della scuola pubblica nella Regione, la quale deve necessariamente investire nei saperi, anche al fine di poter contrastare la crisi economica e sociale che sempre più si va manifestando nel territorio siciliano. (192)
giovedì 20 maggio 2010
Riforma scuola superiore, in Sicilia rinviata di un anno?
Notizie Principali Riforma scuola superiore, in Sicilia rinviata di un anno? Durante la seduta del 19 maggio 2010, n. 173, l’assemblea regionale siciliana ha approvato una mozione, la n. 192, con la quale si rinvia di un anno l’applicazione dei regolamenti sulla riforma Gelmini per il riordino del biennio della scuola superiore. All'interno il resoconto porvvisorio. Esposta dall’on. Gucciardi, ma sottoscritta da altri ventisei parlamentari, lamozione avente per oggetto “Rinvio di un anno dell'applicazione dei regolamenti di riforma per il riordino del biennio della scuola secondaria di secondo grado” è stata approvata mercoledì 19 dall’Assemblea siciliana. L’on. Gucciardi ha sottolineato come “l’applicazione dei regolamenti di riforma di cui alla legge n. 113/2008 – ha detto - rischia di mettere in ginocchio il sistema dell’istruzione di II grado della nostra regione. Possiamo attingere alla nostra autonomia che gode di pari opportunità istituzionali”.“L’applicazione unilaterale voluta dal Governo centrale – ha continuato - lederebbe i diritti della nostra regione che è a statuto speciale, ma cosa ancora più grave – ha concluso Gucciardi – la scuola siciliana in questi ultimi cinque anni ha perso circa 11.000 mila posti di lavoro di cui circa 7.000 solo nel 2009. Non si può più continuare con questa emorragia”.Sull'argomento uniti i parlamentari dei diversi schieramenti politici.Se così fosse, e cioè, se l’applicazione slittasse di un anno anche i tagli agli organici previsti dal governo dovrebbero slittare di un anno.Ma se il Ministero dell’Economia dovesse comunque apportare le riduzioni delle risorse finanziarie già previste, chi farebbe fronte al costo degli insegnanti salvati dai tagli? Forse la stessa regione Sicilia? Non sarebbe la prima volta che la regione siciliana viene in aiuto alla scuola della propria regione.Per visionare il resoconto provvisiorio di tutta la seduta del 19 maggio consulta il box "Approfondimenti" di questa pagina.L'argomento relativo al rinvio dell'applicazione della riforma Gelmini e cioè la mozione n. 192 è consultabile da pag. 8 a pag. 16.20/05/2010la tecnica della scuolahttp://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=28805&action=view
martedì 18 maggio 2010
LABORATORIO ZETA - 20 MAGGIO
giovedi 20 maggio - ore 18.00
Via Boito 7
Spinoza e il non contemporaneo
autore del libro Spinoza e il non contemporaneo, Ombre corte, 2009
modera Giovanni Di Benedetto
NOSTALGIA DEL CONTEMPORANEO E TEMPORALITA' DELLA MOLTITUDINE
Qualche mese fà discutevamo con Marcello Faletra, Giorgio Vasta e Matteo di Gesù della "nostalgia del contemporaneo". Ci chiedevamo: Che epoca stiamo vivendo? Quando è iniziata? E quali elementi abbiamo per pensarla?
Ci ponevamo queste domande a partire dalla consapevolezza che i punti fermi del "Novecento" sembrano ormai logori e che la dimensione propria della nostra epoca sia la “crisi”: La crisi domina il nostro tempo. È la crisi ambientale da un lato e la crisi della condizione umana dall’altro, sempre più annichilita dentro il vortice della sussunzione reale del capitale. Ed è anche la crisi della democrazia, soffocata da un potere che estende sempre di più le sue reti gerarchiche e i suoi dispositivi di controllo. Si potrebbe dire, in sostanza, crisi delle grandi narrazioni, crisi di futuro...
Alla fine di quella appassionante e, fortunatamente per noi, non conclusa discussione, uscivamo con la consapevolezza che oggi più che mai occorre guardare al presente senza cadere nel suo vortice. Riuscire a trovare la giusta distanza per mettere bene a fuoco, senza però distaccarsene troppo e perdere il contatto con l'oggi. Proprio perché le categorie della politica sembrano sempre più usurate, bisogna forse guardare altrove, cercare tracce negli ambienti meno usuali, senza paura di perdere i vecchi punti di riferimento...
Per esempio, si può tornare a Spinoza. Solo ripensando il tempo come pluralità delle durate, secondo Vittorio Morfino, può essere possibile l’intervento nella congiuntura. Da qui prende le mosse un pensiero che ribadisce la centralità del legame e della relazione sociale e che attraverso la nozione di moltutudine fonda la gioiosa costituzione collettiva della socialità. Ecco che allora “la temporalità della moltitudine deve essere pensata come il luogo del non contemporaneo, dell’impossibile contemporaneità, proprio perché lo stesso individuo è una moltitudine”.
sabato 15 maggio 2010
PALERMO PRESIDIO presso l'ASSESSORATO alla PUBBLICA ISTRUZIONE
martedì 18 maggio 2010 alle ore 9.00
Fine:
sabato 22 maggio 2010 alle ore 17.00
Luogo:
Assessorato Pubblica Istruzione
Via:
Ausonia 122
Città/Paese:
Palermo, Italy
Il Miur ha annunciato, per l’anno scolastico 2010/2011, un taglio di 25.558 docenti( 8.711 posti nella primaria, 3.661 nelle medie e 13.746 nelle superiori) e 15.000 lavoratori del personale a.t.a., La Sicilia, è insieme alla Campania, la regione più colpita dai tagli, con la perdita di 3.325 posti docente e 2000 di personale a.t.a.. Le politiche del governo in tema di istruzione oltre che determinare il progressivo immiserimento delle famiglie “precarie” e l’impoverimento dell’offerta formativa, aprono una nuova “questione meridionale” che vede il Sud Italia oggetto sia di una furia “vampiresca” che sottrae lavoro e qualità alla scuola, sia di una serie di iniziative “leghiste” in tema di reclutamento che mirano alla regionalizzazione del comparto. Il drastico ridimensionamento del corpo docenti e del personale ATA, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione del tempo scuola, l’accorpamento delle classi di concorso, l’istituzione del maestro unico, il taglio degli insegnanti di sostegno, la riforma della scuola secondaria, rientrano in un progetto di “controriforma” che mira ad estendere anche al sistema scuola una logica competitiva.Contro lo smantellamento della scuola pubblica per :1) L’avvio dei contratti regionali(Accordo Stato-Regione) e lo stanziamento delle risorse necessarie per la copertura dell’annualità 2010/2011(nuovi contratti regionali);2) Un forte intervento “politico” e non “paternalistico” da parte della Regione Sicilia per far fronte ai tagli previsti per l’anno scolastico 2010/2011;3) Un piano organico di edilizia scolastica che affronti l’insostenibile situazione in cui si trovano ad operare quotidianamente migliaia di alunni e lavoratori della scuola;4) Lo sciopero degli scrutini del 14-15 Giugno;
Precari in lotta
lunedì 10 maggio 2010
Io sto con Emergency
Grazie
Cari amici,
vorrei ringraziarvi dello straordinario sostegno che avete dato a Emergency in questa difficile situazione.
Insieme a voi abbiamo vissuto un periodo di grande preoccupazione per i nostri operatori umanitari e per l'ospedale di Lashkar-gah, l’unica struttura nella regione in grado di offrire cure chirurgiche gratuite e di qualità alle tante vittime di guerra.
Come sapete, i nostri tre colleghi italiani sono stati rilasciati con tante scuse. Un rilascio, come hanno detto gli stessi servizi di sicurezza afgani, frutto non di pressioni di sorta ma dovuto a una semplice, banale verità: sono innocenti. L’avevamo detto fin dal primo, durissimo giorno, e voi con noi. Dei sei collaboratori afgani che erano stati prelevati insieme agli italiani, cinque sono stati rilasciati il 28 aprile; sul sesto stanno proseguendo le indagini. I nostri avvocati e il nostro personale a Kabul continuano naturalmente a monitorare la situazione.
Stiamo già lavorando per la riapertura dell’ospedale di Lashkar-gah: continuare ad assicurare assistenza alle vittime di guerra – per il 40 percento bambini – è la nostra priorità, come lo è stata per i quindici anni della nostra storia.
Ancora una volta, grazie di cuore. A presto,
Cecilia Strada
Presidente di Emergency
IL TUO 5 PER MILLE PER GLI OSPEDALI DI EMERGENCY
codice fiscale 971 471 101 55
La7 Movimentozero
sciopero scrutini finali
PER LA REGIONE LOMBARDIA 14 E 15 GIUGNO.
INFORMATI SUL SITO COBAS PER LE DATE DELLA TUA REGIONE.
ADERISCI E FAI ADERIRE
Articolo ANSA http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/02/visualizza_new.html_1788288629.html
http://www.ilmessaggero.it/
In un documento, il Coordinamento denuncia «le drammatiche ripercussioni del più grande licenziamento di massa dell'Italia repubblicana». «Denunciamo altresì - aggiunge - il peggioramento delle condizioni lavorative dei docenti precari e di ruolo, costretti a insegnare in classi sovraffollate e smembrate, nonché il disconoscimento della professionalità docente, con provvedimenti quali l'accorpamento di classi di concorso, i contratti di disponibilità e gli accordi stato-regioni. Denunciamo, infine, la generale riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola, ad esempio con la normativa vessatoria in tema di malattia, la riduzione della contrattazione collettiva e del potere d'acquisto dei salari prevista dalla riforma del modello contrattuale, l'accesso disuguale al salario accessorio e gli inasprimenti disciplinari previsti dalla legge Brunetta».
Il Coordinamento dei precari si dice quindi «più che mai convinto che uno degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei lavoratori della scuola siano le azioni di boicottaggio della burocrazia scolastica, come lo sciopero degli scrutini». Ricorda che questa forma di lotta è vietata dalla legge 146 del 1990, ma sottolinea che c'è un escamotage: «è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi. La soluzione è lo sciopero degli scrutini, cioé uno sciopero tradizionale e assolutamente legale indetto per due giorni, nel rispetto della vigente normativa sindacale, in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini in modo da farne slittare lo svolgimento».
Da parte del Governo va registrato l'impegno del ministero dell'Istruzione a chiedere - come ha riferito nei giorni scorsi la Flc-Cgil al termine di un incontro con i dirigenti di viale Trastevere - l'autorizzazione al Tesoro per l'immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili (11-14 mila posti comuni e 5.000 posti sul sostegno) del personale docente a tempo determinato.
CONTRO OGNI FASCISMO, APPELLO ALLA SOCIETA' CIVILE.
Per aderire: studentimedieuniversitari@
Vergata e Roma Tre – sono state attraversate da episodi di violenza, che
ci lasciano attoniti e preoccupati. Nel primo caso sono avvenuti, in
pieno giorno, durante lo svolgimento di un Senato Accademico, nel
secondo invece, durante la sera, di fronte alla Facoltà di Lettere. In
entrambe i casi, i diretti responsabili di queste aggressioni,
indiscriminate, perpetrate ai danni degli studenti, appartengono
all’organizzazione Blocco Studentesco, la parte giovanile del gruppo
politico di Casa Pound. Per scoprire di cosa si tratta è sufficiente
guardare il sito e i blog: loro stessi, infatti, si definiscono
“fascisti del terzo millennio”.
Non si tratta solo di slogan, ma di un’applicazione diretta e
sistematica di pratiche violente ed antidemocratiche, fatte di insulti,
minacce, aggressioni, ai danni degli studenti universitari e della
scuole superiori, che esprimono delle opinioni differenti, contrarie
alle teorie e ai metodi di ispirazione neofascista. Il Blocco
studentesco, già l’anno passato, nel pieno del movimento dell’Onda, si è
reso responsabile di aggressioni e disordini, colpendo direttamente,
durante la discussione in Senato del d.d.l Gelmini, gli studenti che
manifestavano a Piazza Navona.
E’ probabilmente superfluo richiamare alcuni principi costituzionali, o
la legge Mancino del ’93, che vietano esplicitamente gesti e azioni che
si richiamano all’ideologia nazifascista. Molto più semplicemente,
basterebbe osservare che la proliferazione di questi gruppi, ci segnala
una situazione di vera e propria emergenza democratica.
In questo contesto, è importante assumere una posizione chiara, dire che
coloro che incitano alla discriminazione razziale, coloro che applicano
sistematicamente la violenza nei confronti del diverso, coloro che
traggono ispirazione dal fascismo e dal cameratismo militaresco, non
sono i benvenuti nelle scuole e nell’università. Ed è importante che a
dire questo sia l’intero corpo democratico, in primis del mondo della
formazione, per ribadire che la libertà e la democrazia non sono dati
acquisiti una volta per tutte, ma pratiche da difendere e rinnovare ogni
giorno.
Chiediamo a tutti i componenti del mondo della formazione, docenti in
primo luogo, ricercatori, dottorandi studenti, ma anche a tutte le forze
politiche, di prender parola, di esprimersi a riguardo. Di aprire gli
occhi rispetto alla vera natura di queste organizzazioni che, se da un
lato presentano pubblicamente una nuova facciata di presunta
democraticità, dall’altro perpetuano un’ideologia e delle pratiche
profondamente violente e anti-costituzionali.
Crediamo sia necessario, mai come adesso, ribadire con forza, che i
gruppi che si ispirano nel loro agire politico quotidiano al fascismo,
sono corpi estranei al tessuto vivo di scuola e università e pertanto
non devono trovare cittadinanza e accessibilità in questi luoghi, di cui
la democrazia e l’antifascismo costituiscono la base imprescindibile.
Chiediamo a tutte le forze politiche democratiche di prendere posizione,
in modo chiaro e netto, rispetto alla manifestazione che il Blocco
studentesco intende fare venerdì 7 maggio. E’ importante che tutti, dai
municipi, al comune fino ad arrivare alla regione, dicano – così come ha
già fatto l’Anpi – che questa manifestazione, organizzata da un gruppo
di neofascisti con il beneplacito del P.d.L., deve essere vietata,
assolutamente.
Per quel giorno, dalle università di Roma e da tutte le scuole, abbiamo
deciso di mobilitarci. Crediamo che non si possa rimanere in silenzio,
di fronte ad una situazione di emergenza, meglio di urgenza democratica.
Crediamo che, nonostante le riduzioni semplicistiche operate dai media,
chi conduce una pratica politica aggressiva, razzista, militare, non
possa essere equiparato tout court ad un gruppo di studenti, o sedicenti
tali.
STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI
