martedì 18 agosto 2009

AGRIGENTO- Mercoledì 19 agosto alle 9.30 manifestazione ATA


da reteprecariscuolaag

Mercoledì 19 agosto alle 9.30 manifestazione ATA
davanti la prefettura di Agrigento.

INVITO TUTTI I DOCENTI AD INTERVENIRE NON MANCATE E DIFFONDETE!!!!!!

mercoledì 12 agosto 2009

ALLA MIA NAZIONE- P.P.PASOLINI


Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.


p.p.pasolini

Tar: "Il prof di religione non può partecipare agli scrutini"

da repubblica.it SCUOLA & GIOVANI
La decisione del tribunale: non possono determinare i crediti scolastici
nessuna pratica di culto può avere una posizione dominante

Il Tar: "Il prof di religione non può
partecipare agli scrutini"

Accolti i ricorsi che chiedevano l'annullamento delle ordinanze dell'ex ministro Fioroni
Paola Binetti: "Il credo non è un optional. No, a insegnanti di serie A e serie B"



ROMA - I docenti di religione cattolica non possono partecipare "a pieno titolo" agli scrutini ed il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico: a stabilirlo è il Tar del lazio, che con la sentenza n. 7076 ha accolto i ricorsi presentati, a partire dal 2007, da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l'annullamento delle ordinanze ministeriali firmate dall'ex ministro Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008. Contraria alla sentenza la parlamentare del Pd, Paola Binetti: "Così si creano insegnati di serie A e serie B; la religione non è un optional".

L'inclusione della religione nella rosa delle materie da cui scaturiscono i giudizi degli allievi è ritenuta illegittima. Per i giudici amministrativi "l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica".

Nella sentenza, emessa il 18 luglio e resa nota in questi giorni, i giudici fanno menzione anche del principio della laicità dello stato, enunciato dalla corte costituzionale (sentenza n.203/89), ritenuto garanzia dello stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale: "sul piano giuridico..........clicca sul titolo per l'articolo

SAN SUU KYI LIBERA

martedì 11 agosto 2009

LETTERA ALLA GELMINI Dante e Verga? Non li voglio.

Dante e Verga? Non li voglio.
Mi son de Trieste
Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso della Nona» al posto della Divina Commedia

Signor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione — a ogni livello, dalla scuola elementare all'università — e la cultura del nostro Paese, ai criteri che ispirano la proposta della Lega di rivedere l'art. 12 della Costituzione, ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell'unità del Paese, affiancandogli bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto che già l'unità regionale assomiglia troppo a quella dell'Italia che si vuole disgregare.


Ci sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le loro incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le loro canzonacce, scurrili ma espressione di un’identità ancor più compatta e pura. Penso ad esempio che a Trieste l'Inno di Mameli dovrebbe venir sostituito, anche e soprattutto in occasione di visite ufficiali (ad esempio del presidente del Consiglio o del ministro per la Semplificazione) dall’Inno «No go le ciave del portòn», triestino doc.

Ma bandiere e inni sono soltanto simboli, sia pur importanti, validi solo se esprimo­no un'autentica realtà culturale del Paese. È dunque opportuno che il Ministero da Lei diretto si adoperi per promuovere un'istru­zione e una cultura capaci di creare una ve­ra, compatta, pura, identità locale.

La letteratura dovrebbe ad esempio esse­re insegnata soltanto su base regionale: nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono essere assolutamente sostitui­ti dalla conoscenza approfondita del Moroso de la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune, frazione e rione. Anche la scienza deve esse­re insegnata secondo questo criterio; l'ope­ra di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombar­dia e in Sicilia. Tutt'al più la sua fisica potrebbe costituire materia di studio anche in altre regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei avi. Le ronde, costituite notoriamente da pro­fondi studiosi di storia locale, potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizio­ne dei libri indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una biblioteca sco­lastica di Alessandria o di Caserta.

Per quel che riguarda la Storia dell’Arte, che Michelangelo e Leonardo se lo tengano i maledetti toscani, noi di Trieste cosa c’entriamo con il Giudizio Universale? E per la musica, massimo rispetto per Verdi, Mozart o Wagner, che come gli immigrati vanno bene a casa loro, ma noi ci riconosciamo di più nella Mula de Parenzo, che «ga messo su botega / de tuto la vendeva / fora che bacalà».

Come ho già detto, non solo l’Italia, ma già la regione, la provincia e il comune rappresentano una unità coatta e prevaricatrice, un brutto retaggio dei giacobini e di quei mazziniani, garibaldini e liberali che hanno fatto l'Italia. Bisogna rivalutare il rione, cellula dell'identità. Io, per esempio, sono cresciuto nel rione triestino di Via del Ronco e nel quartiere che lo comprende; perché dovrei leggere Saba, che andava invece sempre in Viale XX Settembre o in Via San Nicolò e oltretutto scriveva in italiano? Neanche Giotti e Marin vanno bene, perché è vero che scrivono in dialetto, ma pretendono di parlare a tutti; cantano l’amore, la fraternità, la luce della sera, l’ombra della morte e non «quel buso in mia contrada»; si rivolgono a tutti — non solo agli italiani, che sarebbe già troppo, ma a tutti. Insomma, so­no rinnegati.

Ma non occorre che indichi a Lei, Signor Ministro, esempi concreti di come meglio distruggere quello che resta dell’unità d’Italia. Finora abbiamo creduto che il senso profondo di quell’unità non fosse in alcuna contraddizione con l'amore altrettanto profondo che ognuno di noi porta alla propria città, al proprio dialetto, parlato ogni giorno ma spontaneamente e senza alcuna posa ideologica che lo falsifica. Proprio chi è profondamente legato alla propria terra natale, alla propria casa, a quel paesaggio in cui da bambino ha scoperto il mondo, si sente profondamente offeso da queste falsificazioni ideologiche che mutilano non solo e non tanto l’Italia, quanto soprattutto i suoi innumerevoli, diversi e incantevoli volti che concorrono a formare la sua realtà. Ci riconoscevamo in quella frase di Dante in cui egli dice che, a furia di bere l'acqua dell’Arno, aveva imparato ad amare fortemente Firenze, aggiungendo però che la nostra patria è il mondo come per i pesci il mare. Sbagliava? Oggi certo sembrano più attuali altri suoi versi: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!».

Con osservanza
Claudio Magris
(Corriere della Sera di venerdì 7 agosto 2009)

sabato 8 agosto 2009

inti illimani a ostiglia domenica 9 agosto ore 22 cortine municipale

non perdetevi qualcosa di cui avremmo veramente bisogno in questo momento di latente democrazia italiana:

inti illimani

a ostiglia domenica 9 agosto ore 22

cortine municipale!!


da: redazione nord proletaria

redazionenord@proletaria.it

venerdì 7 agosto 2009

LETTERA DI DON PAOLO FARINELLA - Berlusconi, CEI «TE ABSOLVIT A PECCATIS TUIS IN NOMINE RU486»

di don Paolo Farinella
(click sul nome per linkare altre lettere di paolo farinella)

Sig. Cardinale,

le scrivo per la seconda volta e per lo stesso motivo, non nella speranza di una sua risposta, perché ho coscienza da me di essere un poverello senza arte né parte all’interno della grande Chiesa cattolica, di cui però mi onoro di essere modesto prete, tenuto agli stessi insegnamenti a cui per altro anche lei dovrebbe sentirsi obbligato, forse più di me. Ho però la consapevolezza, e quasi la prova, che gli insegnamenti non tanto dottrinali, quanto morali, viaggino su binari paralleli: la morale cattolica vale per i poveri, non per il potente in ambasce che la Cei corre a soccorrere anche in presenza di una conclamata recidività e in assenza di un qualche segno di pentimento

Da mesi il mondo cattolico aspetta una sua parola chiara e inequivocabile sul comportamento di Silvio Berlusconi le cui ignobili prodezze di uomo e, soprattutto, di capo di governo, fanno il giro del mondo. L’ultima è del 31 luglio 2009, durante il saluto ai deputati del suo partito prima delle ferie. Berlusconi, che alcuni giorni prima aveva ironizzato sulla “santità” ( “Non sono un santo, ma sono così perché il popolo mi vuole così “), credendo di fare ridere, ha rincarato: “La sapete l’ultima sulla D’Addario? Dice che Berlusconi non è un santo, ma in effetti scopa come un dio “; deputati e senatori, cattolici in prima fila, of course, si spellavano le mani.

La D’Addariom per sua informazione, è la escort (in italiano: prostituta) di lusso barese che ha aiutato Berlusconi ha mantenere l’impegno assunto il 25 ottobre 2003 solennemente all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, davanti alle massime autorità pontificie: “ La maggioranza e il governo si impegneranno sempre in difesa della famiglia. Il matrimonio è una cosa sacra “. Infatti per essere fedele a due matrimoni, sfociati in divorzio, frequenta minorenni e donne a pagamento importate dall’est e dal sud (si chiama tratta di prostituzione), con tanto di magnaccia a suo servizio. Il suo avvocato (ndr: suo onorevole in parlamento ) garantisce che di donne “ne può avere a carrettate”.

Lei, signor Cardinale, è scomparso, liquefacendosi come neve al sole anche fisicamente. Dopo più di un mese di assordante silenzio e di sgomento nel mondo cattolico per il suo tacere, a cui non eravamo affatto abituati, ecco giungere il riferimento implicito del segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, all’interno di una omelia. Ha detto sì, parole forti, ma non dirette: le sue parole, infatti, possono essere applicate a tutti. Qui però lo scandalo non è “di tutti”, ma di uno solo: del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Lui spergiura sui figli in tv; lui usa sedi istituzionali (protette ancora oggi dal segreto di Stato) per sfruttamento della prostituzione; lui frequenta minorenni (testimonianza della moglie, provata documentalmente da la Repubblica); lui suggerisce alla prostituta, con cui ha passato la notte, di masturbarsi da sola, come se fosse geloso di altri uomini ed è sempre lui che esprime il desiderio di una ammucchiata tra donne con lui spettatore.

Sig. Cardinale, se non lo avesse ancora capito, lui è Silvio Berlusconi, non “tutti “. Ha offerto cariche politiche e di governo a donne che si vantano di essere cattoliche; ci è lecito chiedere: in cambio di quali favori? La ministra cattolica alla pari opportunità quali meriti culturali e sociali aveva per assurgere dai calendari dove posa nuda al seggio di ministro? La ministra devota aveva predisposto un decreto contro i clienti delle prostitute, ma ha dovuto subito riporlo in fondo al cassetto, troppo pericoloso per gli amici baresi del presidente del consiglio. Il quale presidente le ha provate tutte per uscire indenne da questo abisso di depravazione con il risultato di aggravare sempre più la sua posizione a livello mondiale.

Poi, all’improvviso, come un dono piovuto dal cielo, venne la Ru486, la quale, prima ancora di cominciare il suo tormentato cammino ha prodotto il grande miracolo: ha fatto riapparire lei come d’incanto, dandole l’occasione di occupare immantinente le prime pagine dei giornali e delle tv. Poi venne la volta del giornale dei vescovi, «Avvenire», che ha cercato di riscuotere la botte piena e la moglie ubriaca, pubblicando lettere indignate di preti e laici, assumendo posizioni, ma sempre in modo “politically correct “, per dire che la gerarchia della Chiesa ha parlato e ha detto tutto quello che c’era da dire. Peccato che nessuno abbia sentito.

Lei in nome della Cei tuona grandine e fulmini ogni qualvolta ritiene minacciati gli interessi della “ Chiesa “ (?)in campo etico (vedi la vergognosa e sporca cagnara sul corpo esamine di Eluana Englaro) o in campo economico (vedi messa a ruolo per insegnanti di religione e finanziamenti alle scuole cattoliche), imponendo anche l’agenda del governo e determinando il voto del parlamento, come se fossimo in un qualsiasi regime talebano di stampo iraniano come dimostra la stoccata finale a quanti nel governo “ potevano “ ma “ non si sono impegnati a fermare la Ru486 “. Nel governo? Quale autorità ha lei sul governo? Senza pensarci due volte invita i medici interessati ad ampliare il loro già amplissimo spazio di obiezione di coscienza, come se i medici fossero dipendenti della Cei. La “discesa della civiltà del nostro Paese “, di cui lei si lamenta, non è forse questa usurpazione del potere legislativo e di governo di una nazione democratica, sovrana e indipendente anche da qualsiasi Chiesa?

Le sue parole però possono avere il significato che purtroppo hanno: essere un salvagente provvidenziale gettato a Berlusconi per farlo uscire dall’abisso della melma in cui ogni giorno che passa sprofonda sempre più. Il 2 agosto, lo stesso giorno della sua intervista all0 Avvenire, i vescovi irlandesi sull’Irish Times di Dublino prendono posizione e criticano i vescovi italiani che “ quando è il caso, fanno interventi spettacolari “, mentre nei confronti di Berlusconi “sembrano riluttanti a commentare” e citando il caso di Eluana Englaro concludono che allora parlare in difesa dei valori cristiani non sembrava difficile, né alla gerarchia, né allo stesso Papa. O no?. Come vede, non sono né solo né esagerato.

Ecco dunque la situazione. Lei ha perso la parola nei confronti del presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, corrotto e corruttore di tribunali e minorenni, difensore strenuo della “sacralità della famiglia “ e al tempo stesso «utilizzatore finale» di prostitute a pagamento, ma l’ha subito riacquistata per condannare la pillola Ru486, che, per altro, in Italia è già parzialmente in uso dal 1999. Lei ha perso la parola per condannare una legge contro i poveri del mondo che grida vendetta al cospetto di Dio, per riprenderla subito in difesa dell’unico povero che sembra interessarla: il povero embrione. La domanda è: Cui prodest?. Viene il sospetto che tutto sia stato orchestrato da mani sapienti per giungere proprio a questo punto. Lo possibile infatti è chiaro, come dimostra la reazione immediata del governo. Berlusconi farà di tutto per recepire gli ordini della Cei e del Vaticano e presenterà ogni limitazione possibile del farmaco su un piatto d’oro come “contributo filiale”, un autentico “ex-voto per grazia ricevuta”, anche a costo di varare un decreto e imporre al parlamento di votarlo senza fiatare il 15 agosto e mezzogiorno.

Il prezzo della contropartita sarà un “requiem aeternam “ definitivo, uno scudo tombale sulla corruzione morale del presidente del consiglio e del suo governo, magari con la benedizione finale e una bella visita in Vaticano, che ha la vocazione innata di togliere le castagne dal fuoco dei governi corrotti: lo fece con i concordati con Hitler e Mussolini, lo fa adesso con il piduista e massacratore di democrazia, Berlusconi Silvio. Ad meliora!. Sig. Cardinale, lei salva Berlusconi sulla scena politica dell’Italia, ma non lo salva dal disgusto della maggioranza degli Italiani, compresi i cattolici, per i quali resta quello che è: l’ideatore, il mandante e l’esecutore della morte della democrazia e dell’etica in Italia. Egli con le sue tv e giornali fa “trend” perché ha avvelenato i pozzi della convivenza, della dignità, del bene comune, della legalità e dello Stato di diritto e della democrazia: ha avvelenato il popolo italiano che in buona parte lo venera come idolo ed esempio da imitare. Tutti se ne accorgono, solo certi vescovi sembrano ciechi e sordi.

Ho l’impressione che da questo momento, Lei e la Cei siate complici silenziosi della sua immoralità e perdete ex sese il diritto di parlare di morale e di valori cattolici, di famiglia cristiana e di matrimonio sacramento. Nel momento in cui coprite le nefandezze di un capo di governo che, secondo la legge (can. 1398), è scomunicato latae sententiae perché complice nel 2005 di aborto di un suo figlio al settimo mese (ammissione pubblica della moglie al Corriere della Sera), voi autorizzate le donne non solo ad abortire, ma ad usare la Ru486 con tranquilla coscienza: se, infatti, assolvete lui, nelle condizioni date, che continua ad autoassolversi perché non ho fatto nulla di disdicevole, voi assolvete tutti. e condannate voi stessi.

Sig. Cardinale, per una volta, una volta sola, cessi di essere diplomatico professionista e torni ad essere il prete don Angelo, cristiano, ascoltando la nostra gente, i loro bisogni, le loro fatiche, i loro dubbi, la loro solitudine. Usi con Berlusconi quella stessa severità che i vescovi sono soliti usare con coloro che comunque continuano a disobbedirvi perché la loro parola, il loro stile di vita, il loro modo di vestire allontanano piuttosto che avvicinare a Dio e alla “loro chiesa “ a volte, ridotta ad una lobby potente in cerca di potenti e di trafficanti e perde figli e figlie , scandalizzati ed esasperati.

Lei e la Cei non potete vendere Dio e Berlusconi non lo può comprare perché Dio ha distolto i suoi occhi: “Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei (…) Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova» (Is 1,15-17). A sua volta il profeta Ezechiele profetizza: «Guai ai pastori che pascolano se stessi … vanno errando le mie pecore su tutti i monti e nessuno se ne cura. Eccomi contro i pastori. Strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto» (Ez 34,2.6.10). Ai profeti dell’AT fa eco Gesù e non vi lascia scampo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente» (Mt 23,2.4) con la conseguenza di una rovina generale. “ Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito» (Lc 11,52).

Sig. Cardinale, lei e i vescovi che lei rappresenta, siete stati chiamati per essere pastori del popolo di Dio, vi siete ridotti ad essere veggenti nel libro di un “ benefattore “ e padrone, corrotto e immorale. Che Dio vi aiuti.

Paolo Farinella, prete

SICILIA - SIT-IN DEI SINDACATI SICILIANI


SIT-IN DEI SINDACATI SICILIANI

Si sono svolti ieri, davanti alle Prefetture siciliane, sit-in indetti da FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS, per protestare contro i pesantissimi tagli inferti agli organici della Scuola Pubblica Statale Italiana di ogni ordine e grado.

Alle manifestazioni ha aderito anche il Coordinamento Nazionale Precari Scuola (che riunisce i Comitati dei Precari di Catania, Roma, Ravenna, Milano, Napoli, Mantova, Palermo, Roma, Bari, Pisa, Livorno, Terni, Liguria e Marche). Ai partecipanti del sit-in di Messina, (al quale hanno collaborato anche Gilda-Unams, Sindacato delle Famiglie degli alunni diversamente abili e Osservatorio sulla scuola) il Prefetto ha dichiarato aver già sollecitato ulteriori elementi informativi al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.

http://retedocentiprecari.blogspot.com/

http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/agosto/

giovedì 30 luglio 2009

lettera dall'Aquila di Laura Tarantino - Università dell'Aquila

riceviamo e divulghiamo la lettera di Laura Tarantino dall'Aquila

Come volete che si stia qui .. ma lo sappiamo solo noi La gente mi chiede come sto.

Come velete che stia? DI MERDA.

Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza la città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perchè la casa la hanno già perduta, o perchè gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno.

Le persone anziane rischiano di non riverderla mai più.
(Tra parentesi: non viene neanche data comunicazione ai proprietari che le case vengono abbattute, ci si aspetta che siano loro ad informarsi. Che so, una cosa tipo: "scusi, che per caso state per abbattermi la casa? ah no? allora che faccio, ripasso tra qualche giorno e magari me lo dite?")

E intanto che facciamo? Chi può lavora, lavora 100 volte più di prima, lavora in condizioni disastrate e disperate. Anche perchè tutti gli spazi agibili in città sono stati occupati dalla Protezione Civile, obbligando altri operatori cruciali per la ripresa della città, come l'Università ad esempio, ad andare altrove. Una Protezione Civile che, con le parole del rettore Di Orio «ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante», parole su cui non posso essere più d'accordo (
http://www.corriereuniv.it/2009/06/laquila-il-rettore-chiede-spazie-attacca-bertolaso-pigliatutto/ , o anche http://www.campus.rieti.it/jw/news/attualita/644-laquila-di-orio-attacco-frontale-a-bertolaso-linquietante-occupazione-di-spazir.html

Non tutti però riescono a lavorare, neanche in condizioni disastrate.

E' il caso dei dipendenti della Transcom, 360 persone poste in mobilità. La direzione generale spiega di non essere più in grado di pagare gli stipendi perché non più competitiva anche a causa del terremoto del 6 aprile, che ha reso inagibile la sua sede.
E' il caso dei idipendenti della Technolabs - uno dei più importanti Centri di Ricerca e Sviluppo del centro-sud Italia a capitale esclusivamente italiano - 100 (su 160) dei quali hanno solo la prospettiva di 13 settimane di cassa integrazione a partire dall'inizio di agosto. A fronte di questa drammatica situazione, qual'è la risposta del governo per rilanciare l'economia?

Ad esempio quella di richiedere ai residenti del 49 comuni del "cratere", a partire da gennaio 2010, la restituzione dell'IRPEF non versata a seguito del terremoto, da effettuarsi al 100% in 24 rate.

Per darvi un parametro di confronto, nei paesi colpiti dal terremoto del'Umbria, l'Irpef non venne versata per 24 mesi, e viene resituita ADESSO, dopo dieci anni e più, al 40% e in 120 rate (situazione analoga si verificò per gli alluvionati in Piemonte).
Cosa passa invece dai mezzi di comunicazione "istituzionali"? Passa la voce di un Presidente del Consiglio che grida al miracolo per la costruzione di alloggi per circa 13.000 persone, quando allo stato attuale solo il 54% delle abitazioni fuori del centro storico è agibile. Se la stessa percentuale fosse valida anche per il centro storico i conti sono presto fatti: circa 35.000 sfollati (tralasciamo poi l'incresciosa situazione del centro storico di cui posso dare testimonianza diretta: del nostro futuro a tutt'oggi non sappiamo nulla, nulla di nulla al di là di poche parole del premier: «nel centro storico il tempo sarà contato non in mesi ma in anni»).

E basta. Questo è il suo miracolo,. E ad agosto il premier vuole prendere casa all'Aquila per seguire i lavori di queste casette perché, parole sue, «l'occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce..» (padrone? Padrone? siamo noi i padroni della nostra città, caro premier).


Racconto queste cose, fuori dal "cratere" e la gente sembra non credermi.

Abbiamo tutti la sensazione di essere stati abbandonati.
Ma anche qui, tranne in rare eccezioni, le informazioni sulla situazione dei terremotati continuano ad essere condivise solo dai terremotati stessi.

E così continuiamo a parlarci addosso.E il resto d'Italia continua a non sapere niente.


E voi, che pensate di fare? Continuare a guardarci come poveri animali allo zoo, che forse stanno anche diventando un po' noiosi a fare e dire sempre le stesse cose da tre mesi?

Bè, temo proprio che la noia continuerà per qualche anno ...

Laura Tarantino
Università dell'Aquila

lunedì 27 luglio 2009

SICILIA-Tagliati 4 mila posti. E altri 1.500 prof tornano "precari"

Il solo dato relativo al taglio degli organici (5.512 cattedre in meno) può non essere sufficiente a comprendere la situazione, perché nel frattempo sono andati in pensione circa 4 mila addetti ai lavori che hanno lasciato liberi altrettanti posti. Ma la mannaia del governo è stata implacabile. Per alunni, genitori e precari i numeri più interessanti sono quelli sul taglio alle supplenze e sugli esuberi: 1.357 supplenze in meno nella scuola media e 781 al superiore. Cui vanno sommati 229 supplenze tagliate alla primaria e 1.714 Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) in meno: in totale, 4.081 supplenze e stipendi cui dovranno rinunciare i siciliani. Un taglio di queste proporzioni, per la prima volta, colpisce duramente anche il personale di ruolo. Da settembre, 1.449 insegnanti siciliani saranno in soprannumero: pur essendo di ruolo ritorneranno a fare i precari, tappando i buchi un tempo appannaggio dei precari. Il segmento più colpito, per l'introduzione del maestro unico di riferimento, è la scuola primaria (l'ex elementare). Ben 549 maestri di ruolo dovranno trovare una sistemazione. E 523 prof della scuola media, per effetto della riduzione delle ore di insegnamento, nelle prossime settimane saranno convocati dai dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati) per sapere quale lavoro svolgeranno nel 2009/2010. Destino che toccherà a 377 prof della scuola superiore in sovrannumero. Problemi anche per i portatori di handicap: i posti di docenti saranno 695 in meno rispetto al 2008.......

cliccare il titolo per l'intero articolo (la repubblica.it)

giovedì 23 luglio 2009

aldo bianzino

.....per l'amico aldo bianzino, a denuncia del silenzio politico, sociale, morale e della mancata indignazione di gran parte del popolo italiano!

''Prima di tutto vennero a prendere

gli zingari e fui contento perché

rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e

stetti zitto perché mi stavano

antipatici.

Poi vennero a prendere i comunisti

ed io non dissi niente perché non

ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me

e non c’era rimasto nessuno a

protestare.''

mercoledì 22 luglio 2009

LA REPUBBLICA - Via 17mila precari, 8mila prof in più la stangata Tremonti-Gelmini

Oltre 8 mila soprannumerari, si chiamano in questo modo i docenti di ruolo che restano senza cattedra, e quasi 17 mila supplenze in meno. Ecco il bilancio definitivo degli interventi della Gelmini sul personale della scuola italiana. I calcoli li ha fatti la Flc Cgil dopo che la complessa macchina ministeriale ha completato le più importanti operazioni riguardanti i docenti: pensionamenti e trasferimenti.

L'ultimo verdetto arriva all'indomani dei trasferimenti della scuola secondaria di primo grado: quasi 2.500 docenti in esubero e oltre 10 mila supplenze in meno. E le immissioni in ruolo richieste al collega dell'Economia, ormai diverse settimane fa, dal ministro dell'Istruzione? E che fine hanno fatto i “contratti di disponibilità”, a favore di altrettanti precari, che nel corso del 2010 avrebbero dovuto salvare dalla bancarotta migliaia di famiglie? Su tutti e due i fronti nessuna notizia e i tempi stringono.

Il bilancio fatto dalla Cgil, almeno per quello che riguarda i docenti, può considerarsi definitivo. Sugli Ata la mazzata da 15 mila posti (in meno) farà saltare nel 2009/2010 altrettanti supplenti. Ma niente sovrannumeri, almeno. Il tutto, assume proporzioni preoccupanti al Sud: dove verranno cancellate da 7 a 10 mila supplenze, l'equivalente di quattro/sei stabilimenti Fiat di Termini Imerese.......(cliccare sul titolo)

domenica 19 luglio 2009

Bocciati, meno anche alle medie smentite le indicazioni del ministero

Le statistiche sui risultati degli esami parlano di un calo dei respinti
E' la seconda volta che i dati correggono le dichiarazioni della Gelmini

da repubblica.it - scuola&giovani

Scuola del rigore? Forse, ma i dati definitivi sembrano smentire la Gelmini, almeno in parte. Quest'anno, i bocciati nelle classi intermedie (dalla prima alla quarta) della scuola superiore, seppur di poco, sono diminuiti. Stesso discorso per i ragazzini che non ce l'hanno fatta a superare agli esami di terza media: anch'essi in calo, nel 2009. Eppure, dopo avere raccolto i primissimi dati provenienti dalle scuole, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, aveva annunciato con un certo trionfalismo il contrario. "La scuola buonista del '68 è stata archiviata", commentava il ministro dopo i primi "exit poll". Peccato che i dati inizino a delineare un quadro diverso: agli esami di terza media i professori sono stati più clementi di una anno fa o, in alternativa, i ragazzi più bravi.

E anche sul 5 in condotta, soluzione italiana al problema del bullismo, va fatta una precisazione: non è vero che 10 mila ragazzi sono stato bocciati per il 5 in condotta. E' vero, semmai, che 10 mila studenti di scuola media e superiore sono stati bocciati "anche" con 5 in condotta. Perché quanti effettivamente siano stati quest'anno i bocciati per il solo comportamento non lo sa nessuno: il gestore del sistema informativo può infatti solo raccogliere i dati relativi ai bocciati "con votazione nel comportamento inferiore a 6 decimi".............(clicca il titolo per l'articolo)

giovedì 16 luglio 2009

ROMA - ASSEMBLEA ANTIFASCISTA 18 LUGLIO


VI SEGNALIAMO QUESTA INTERESSANTE MANIFESTAZIONE

GITA A LI CASTELLI

manifestazione organizzata dall'Assemblea Antifascista dei
Castelli Romani prevista per

Sabato 18 Luglio alle ore 17,00

con ritrovo a P.zza De Gasperi ( slargo del cavallino ) Grottaferrata.

Vogliamo infatti anche noi protestare contro la presenza sul territorio
di un gruppo pseudo-politico che ispira le proprie pratiche a principi
di violenza, prevaricazione, intolleranza e xenofobia camuffandole
con iniziative di valenza sociale.

Ti aspettiamo.

Vinto il ricorso al Tar dei Cobas sull'inserimento a pettine

Una buona notizia fresca: proprio ieri l'avvocato ha comunicato che anche il ricorso promosso dai Cobas al Tar per l'inserimento dei precari a pettine e non in coda nelle tre province è stato vinto.

venerdì 10 luglio 2009

14 LUGLIO - GIORNATA DI SILENZIO PER LA LIBERTà D'INFORMAZIONE ON LINE


IL COORDINAMENTO SCUOLA MADONITA
ADERISCE A


Giornata di silenzio per la libertà d'informazione on line
Sciopero dei blog contro Alfano per la libertà della rete


Il 14 luglio si terrà lo sciopero dei blog italiani contro il ddl Alfano: per esprimere dissenso i blog aderenti non verranno aggiornati e pubblicheranno un banner che ricorderà i motivi della protesta.

Per maggiori informazioni: http://dirittoallarete.ning.com/

giovedì 9 luglio 2009

Federico Aldrovandi



.....un pensiero per federico!

lunedì 6 luglio 2009

DOCENTI PRECARI - RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AVVERSO L'INSERIMENTO A PETTINE

RINGRAZIAMO IL COBAS PALERMO PER LE PUNTUALI SEGNALAZIONI, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

Docenti precari. Ricorso al presidente della repubblica per inserimento a pettine

''I docenti precari che non sono riusciti a fare il ricorso al TAR del Lazio (che già comincia a dare ragione a coloro che hanno fatto il ricorso) contro l’inserimento in coda nelle graduatorie ad esaurimento, possono partecipare all’analogo ricorso al presidente della repubblica che i Cobas stanno organizzando.

Gli interessati possono rivolgersi alle sedi Cobas Scuola (clicca qui per vedere elenco) entro il 24 luglio.

A Palermo è possibile fare il ricorso nella sede Cobas di piazza Unità d’Italia 11 nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle 17 alle 19,30.

Il ricorso ha un costo di 20 € euro per gli iscritti ai Cobas e di 40 € per gli altri.''

CLICCARE IL TITOLO PER IL LINK

venerdì 3 luglio 2009

PALERMO - disponibilità per le utilizzazioni e le assegnazioni della scuola secondaria superiore

PALERMO - DISPONIBILITà PER LE UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI 09-10

è fruibile il prospetto delle
disponibilità delle cattedre nella scuola secondaria di II grado per Palermo
e provincia dopo i trasferimenti utile ai fini delle utilizzazioni e delle
assegnazioni. Il documento comunque è da considerarsi parziale perché le
scuole hanno tempo fino al 10 luglio per comunicare le cattedre disponibili.



CLICCARE IL TITOLO PER COLLEGARSI AL SITO