giovedì 19 marzo 2009

come torna l'onda alla fine del riflusso - dati flc cgil adesione sciopero

riportiamo alcuni dati della flc cgil

Nella scuola, riferisce ancora la Flc, l’adesione è stata mediamente del 45 per cento, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70 per cento.
"Molte scuole – dice ancora Pantaleo – sono rimaste chiuse anche per la massiccia adesione del personale Ata, fascia di lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati. Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa, chiedono al governo di fermarsi e di essere ascoltati”.

ALCUNI DATI SULLE ADESIONI.
A Torino 40 per cento, a Novara 72 per cento - in Emilia il personale Ata aderisce per il 50 per cento, a Forlì-Cesena per l’80 per cento - a Pescara, punte del 60/70 per cento - a Brescia il 72 per cento, a Cremona il 66 per cento - in Toscana ha scioperato in media il 35 per cento, alta la partecipazione del personale Ata (Grosseto 89 per cento) - chiuso l’Istituto musicale Pergolesi di Ancona e l’accademia delle belle arti di Urbino – chiusa la facoltà di scienze della formazione di Bologna, 41 per cento all’università di Genova e 60 per cento all’università di Firenze, all’università Statale e al Politecnico di Torino oltre il 50 per cento.

sciopero scuola - notizie manifestazioni - Scontri a Barcellona su riforma atenei

DAL PIEMONTE ALLA SICILIA, 100 PIAZZE PER DIRE 'NO'

Al corteo di Milano hanno partecipato anche gli operai dell'azienda metalmeccanica Innse di via Rubattino, che da mesi lottano contro la chiusura dello stabilimento; A Genova sono scesi in piazza lavoratori di tutti i comparti, dagli edili, agli insegnanti, ai pensionati; in 10 mila hanno sfilato a Firenze (tra gli slogan anche una citazione dalla Divina Commedia "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza") in 20 mila a Torino (5 mila per la questura), in 2 mila a Cagliari; decine di lavoratori hanno partecipato a Bari a un presidio in piazza del Ferrarese.

Scontri a Barcellona su riforma atenei!!

BARCELLONA - La decisione del rettore dell'Università di Barcellona di far sgomberare dalla polizia la sede del rettorato occupata da novembre dagli studenti anti-riforma ha innescato oggi una battaglia campale che ha paralizzato per ore il centro della città e si è conclusa con sei arresti e vari feriti tra poliziotti e studenti.

mercoledì 18 marzo 2009

toscana - manifestazione 21 marzo 09


Pisa non paga la crisi!

21 marzo manifestazione per la presenza di Tremonti

Mentre la crisi economica si fa sentire pesantemente sul nostro territorio, a partire dalla Saint Gobain, dalla Piaggio e dal relativo indotto, e mentre misuriamo giorno dopo giorno i danni dei tagli alla scuola, all’università e al welfare locale, Pisa e Pontedera diventano il palcoscenico per una sfilata dell’élite politico-industriale del paese. La stessa élite che la crisi l’ha provocata e che ora intende scaricarne il peso sulla base della società, anche in modo autoritario. L’occasione della sfilata è «Manifutura», il Festival sull’impresa, la ricerca e l’innovazione promosso dal centro studi «Nuova economia, nuova società» fondato da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco, che si chiuderà la mattina del 21 marzo, alla Leopolda di Pisa, alla presenza del ministro Giulio Tremonti.

Noi, studenti, precari, lavoratori, insegnanti, genitori, migranti che la crisi la paghiamo ogni giorno, e sempre più la pagheremo, con la perdita di qualità del nostro studio e della nostra ricerca, col mancato rinnovo dei contratti di lavoro, con la cassa integrazione e coi licenziamenti, con la diminuzione dei servizi, con la perdita generalizzata del potere d’acquisto, intendiamo far sentire forte la nostra voce di dissenso alla conclusione di «Manifutura» e in particolare al ministro Tremonti, più di altri simbolo della crisi e della fallimentare gestione che ne fa il governo della destra, a colpi di tagli alla spesa pubblica, attacchi ai diritti dei lavoratori, regalie alle imprese e alle banche, operazioni spot come la social card.

Noi movimenti contro la crisi siamo radicalmente alternativi alla filosofia della destra che vuole «socializzare le perdite e privatizzare i profitti», mercificando e svendendo beni comuni come la conoscenza, l’ambiente, le risorse naturali. Per noi, dalla crisi si esce solo con un nuovo welfare universale, con un forte aumento dei salari, con il superamento della precarietà del lavoro e con una ripresa degli investimenti in conoscenza, nel quadro di un modello di società centrato sui diritti, sulla cooperazione, sulla riappropriazione del processo produttivo e dei consumi, sui servizi alle persone.

In un momento storico molto delicato in cui, invece di ascoltare il disagio e il dissenso, si attacca il diritto di sciopero, si limitano gli spazi di manifestazione, si monta l’allarme sicurezza contro i concittadini migranti, si indica nella triade «Dio, patria, famiglia» la risposta alla mancanza di futuro, la nostra risposta è una sola: chiamare tutta la cittadinanza a manifestare democraticamente contro la crisi e contro la sua gestione autoritaria, dando vita la mattina di sabato 21 marzo a un corteo vasto e plurale che attraversi Pisa, da Piazza Sant’Antonio a Piazza Guerrazzi, dove porteremo tutti al ministro Tremonti la nostra diversa idea di società e di democrazia.

Pisa, 18 marzo 2009



Università 2.0, Sinistra per…, Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa, Spazio Antagonista Newroz, Partito della Rifondazione Comunista Pisa, Confederazione dei Cobas Pisa, Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica

sciopero scuola, scontri a La Sapienza




"Le forze dell'ordine hanno impedito agli studenti universitari di raggiungere il presidio organizzato dalla Flc-Cgil a piazza Santi Apostoli questa mattina, caricando i manifestanti che ora sono chiusi all'interno dell'edificio senza possibilità di uscire", si legge in una nota di Rete degli studenti medi che definisce "inaccattabile la violenza delle forze dell'ordine".




a Pelermo, diverse centinaia di persone si sono radunate al teatro Politeama in centro città, dove il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei giovani al Sud.




Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza.

martedì 17 marzo 2009

sciopero 18 marzo 2009



USCIRE DALLA CRISI INVESTENDO
SULLA CONOSCENZA
NO
ALLA
DESTRUTTURAZIONE
DEL CONTRATTO
NAZIONALE
NO
ALL’ACCORDO
SEPARATO SUL
MODELLO
CONTRATTUALE
PER
• Organici docenti e ata stabili e funzionali al tempo scuola e all’offerta
formativa
• Per un piano triennale di assunzioni si tutti i posti liberi
• Il ripristino dei finanziamenti alle scuole
• Per difendere il contratto nazionale e i diritti dei lavoratori
• Per proteggere la liberta’ di insegnamento dalle incursioni dei governi di
turno
INSIEME POSSIAMO MODIFICARE QUESTE GRAVI DECISIONI
CHE RIDUCONO I TUOI DIRITTI. NON FAR MANCARE LA TUA VOCE
FEDERAZIONE LAVORATORI DELLA CONOSCENZA CGIL
Mercoledi 18 marzo 2009
Per docenti, educatori, dirigenti scolastici, Personale ATA
Sciopero generale
per l’intera giornata
I DIRITTI DEI
LAVORATORI
DELLA SCUOLA
NON SI
TOCCANO
NO
AI TAGLI DEL
GOVERNO SUGLI
ORGANICI DOCENTI
E ATA
NO
ALLA LIMITAZIONE
DELLA LIBERTA’ DI
INSEGNAMENTO

lunedì 16 marzo 2009

animali da adottare

riceviamo queste due segnalazioni dalla rete

Nerina è una cagna di taglia media,di una dolcezza infinita,ha passato tutta la sua vita tra la strada e il rifugio, aspettando che qualcuno la notasse e la portasse con sè. Non chiede nulla,soltanto una casa ed il calore umano di qualcuno che la ami, basta guardarla negli occhi per capire quanto amore ha da offrire.Ha circa 4 anni ed è adottabile a Palermo e in tutta la Sicilia.tel.3476613790 Tania


Buongiorno a tutti,inoltro l'invito ad adottare questa bella canuzza (foto in allegato), attualmente senza famiglia nè casa, con la speranza di riuscire ad esserle d'aiuto.Già che si parla di cani da adottare, colgo l'occasione per comunicarVi di aver trovato una bellissima pointerina abbandonata nella zona tra Capaci e Torretta, affettuosissima e molto intelligente. La foto ancora non c'è, ma appena la farò Ve ne invierò copia. Per favore, chi può faccia la propria parte, anche solo favorendone la divulgazione.
Grazie,
Marco
marcopomara@hotmail.com

venerdì 13 marzo 2009

ricorso borsellino: cga ammette ricorso della lista



Annullata per “disintegrità del contraddittorio” la sentenza del TAR Sicilia che dichiarava inammissibile il ricorso borsellino. possibili nuove elezioni regionali. testo integrale della sentenza.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, ha pronunziato la seguente
D E C I S I O N E

sul ricorso in appello n. 1265/2008, proposto dai signori
RITA BORSELLINO, MASSIMO FUNDARO’, TEODORO LAMONICA, ANTONIO GIUSEPPE PARRINELLO, GIOVANNI GIUCA, CALOGERO MICCICHE’, GIUSEPPE ORTISI, FABRIZIO FERRANDELLI e GIUSEPPE FURNARI, nella loro qualità di elettori e candidati all’elezione diretta del Presidente della Regione e dell’Assemblea Regionale Siciliana, svoltasi in data 13 e 14 aprile 2008, rappresentati e difesi dall’avv. Luca Di Raimondo ed elettivamente domiciliati in Palermo, via Sammartino n. 27, presso lo studio dell’avv. Annalisa Pagliaro;
c o n t r o
il MINISTERO DELL’INTERNO, l’UFFICIO CENTRALE REGIONALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI PALERMO, la PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA e gli UFFICI CENTRALI CIRCOSCRIZIONALI DI TRAPANI, CATANIA, CALTANISSETTA, ENNA, AGRIGENTO, PALERMO, MESSINA, RAGUSA e SIRACUSA, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via Alcide De Gasperi n. 81, sono per legge domiciliati;
e nei confronti di
lista “IL POPOLO DELLE LIBERTA’”, in persona dei presentatori, non costituita in giudizio;
lista “LOMBARDO PRESIDENTE SICILIA FORTE E LIBERA” in persona del presentatore, non costituita in giudizio;
ARICO’ ALESSANDRO, BUZZANCA GIUSEPPE, CAPUTO SALVATORE, CURRENTI CARMELO, FALCONE MARCO, FORMICA SANTI, GENTILE LUIGI, INCARDONA CARMELO, MARROCCO LIVIO, POGLIESE SALVATORE DOMENICO, SCILLA ANTONINO e VINCIULLO VINCENZO, rappresentati e difesi dagli avv.ti Baldassare Lauria, Giuseppe Fragapani e Alessandro Finazzo ed elettivamente domiciliati in Palermo, via Noto n. 12, presso lo studio dell’ultimo;
SCOMA FRANCESCO, CAMPAGNA ALBERTO e CASCIO FRANCESCO, rappresentati e difesi dall’avv. Gaetano Armao ed elettivamente domiciliati in Palermo, via Noto n. 12, presso lo studio dello stesso;
LACCOTO GIUSEPPE, VITRANO GASPARE, FARAONE DAVIDE, GUCCIARDI BALDASSARRE, TERMINE SALVATORE, MARZIANO BRUNO, DIGIACOMO GIUSEPPE, ODDO CAMILLO, DI GUARDO ANTONINO, FERRARA MASSIMO, DI BENEDETTO GIACOMO, PICCIOLO GIUSEPPE, RAIA CONCETTA, PANARELLO FILIPPO, BONOMO MARIO, LUPO GIUSEPPE, DONEGANI MICHELE, CRACOLICI ANTONINO e SPEZIALE CALOGERO, rappresentati e difesi dagli avv.ti Giovanni Pitruzzella, Natale Bonfiglio, Stefano Polizzotto e Daniela Ferrara ed elettivamente domiciliati in Palermo, via N. Morello n. 40, presso lo studio del primo;
MARINELLO VINCENZO e LEONTINI INNOCENZO, rappresentati e difesi dagli avv.ti Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto ed elettivamente domiciliati in Palermo, via N. Morello n. 40, presso lo studio del primo;
FEDERICO GIUSEPPE, CARONIA MARIA ANNA, D’AGOSTINO NICOLA, FORZESE MARCO LUCIO, DE LUCA CATENO ROBERTO, RUGGIRELLO PAOLO, MINARDO RICCARDO, ROMANO FORTUNATO, ARENA GIUSEPPE GILIBERTO, RAFFAELE LOMBARDO e LEANZA NICOLA, rappresentati e difesi dagli avv.ti Antonio Vitale e Alfio D’Urso ed elettivamente domiciliati in Palermo, via Giacomo Serpotta n. 66, presso lo studio dell’avv. Rosaria Zammataro;
CRISTAUDO GIOVANNI rappresentato e difeso dall’avv. Agatino Cariola ed elettivamente domiciliato in Palermo, via Trentacoste n. 89, presso lo studio Allotta;
D’ANTONI ORAZIO, rappresentato e difeso dall’avv. Alfio D’Urso ed elettivamente domiciliato in Palermo, via Giacomo Serpotta n. 66, presso lo studio dell’avv. Rosaria Zammataro;
LIMOLI GIUSEPPE rappresentato e difeso dall’avv. Antonino Lattuca ed elettivamente domiciliato in Palermo, via Tasso n. 4, presso lo studio dell’avv. Giuseppe Sireci;
MANCUSO FABIO MARIA rappresentato e difeso dall’avv. Agatino Cariola ed elettivamente domiciliato in Palermo, via Trentacoste n. 89, presso lo studio Allotta;
DI GIOVANNI BALDASSARE rappresentato e difeso dagli avv.ti Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto ed elettivamente domiciliato in Palermo, via N. Morello n. 40, presso lo studio del primo;
LOMBARDO RAFFAELE nella qualità di Presidente della Regione Sicilia, non costituito in giudizio;
RINALDI FRANCESCO, FIORENZA CATALDO, MARINESE IGNAZIO, DI MAURO GIOVANNI ROBERTO, ADAMO GIULIA, AMMATUNA ROBERTO, ANTINORO ANTONIO, APPRENDI GIUSEPPE, ARDIZZONE GIOVANNI, BARBAGALLO GIOVANNI, BENINATI ANTONINO ANGELO, BOSCO ANTONINO, BUFARDECI GIAMBATTISTA, CASCIO SALVATORE, CIMINO MICHELE, COLIANNI PAOLO, CORDARO SALVATORE, CORONA ROBERTO, D’ASERO ANTONIO, DE BENEDICTIS ROBERTO, DINA ANTONINO, FAGONE FAUSTO MARIA, FINOCCHIARO ANNA MARIA PAOLA, GALVAGNO MICHELE, GENNUSO GIUSEPPE, GIANNI GIUSEPPE (detto PIPPO), GRECO GIOVANNI, LEANZA EDOARDO, LENTINI SALVATORE, LO GIUDICE GIUSEPPE, LOMBARDO ANGELO SALVATORE, RAIMONDO LUIGI BRUNO MARIA, MATTARELLA BERNARDO, MINEO FRANCESCO, MUSOTTO FRANCESCO, NICOTRA RAFFAELE GIUSEPPE, PANEPINTO GIOVANNI, RAGUSA ORAZIO, SAVONA RICCARDO, SCAMMACCA DELLA BRUCA GUGLIELMO e TORREGROSSA RAIMONDO GIUSEPPE, non costituiti in giudizio;
per l’annullamento
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - sede di Palermo (sez. I) - n. 1275/08, del 17 ottobre 2008.
Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti come sopra specificate;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore alla pubblica udienza del 28 gennaio 2009 il consigliere Raffaele Maria De Lipsis, e uditi altresì l’avv. L. Di Raimondo, l’avv. dello Stato Di Maggio, l’avv. L. Di Salvo, su delega degli avv.ti B. Lauria, G. Armao e G. Pitruzzella e l’avv. A. D’Urso;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue
F A T T O
1) Con ricorso proposto innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Palermo, i ricorrenti nella loro qualità di elettori e candidati all’elezione diretta del Presidente della Regione e dell’Assem-blea Regionale Siciliana, svoltasi in data 13 e 14 aprile 2008, impugnavano i seguenti atti:
a) il verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale Regionale in data 23 aprile 2008- 6 maggio 2008, con cui si è proceduto, tra l’altro, alla proclamazione degli eletti;
b) i verbali delle operazioni dei seguenti Uffici centrali circoscrizionali: Palermo, Messina, Trapani (in particolare), Enna, Catania, Caltanisetta, Agrigento, Ragusa e Siracusa;
c) il provvedimento di ammissione delle liste “Popolo delle Libertà” e “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”, alle elezioni del Presidente della Regione e dell’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 13 ed il 14 aprile 2008.
Deducevano i ricorrenti: violazione di legge (art. 14 bis della l. r. 29/1951 in relazione agli artt. 48 e 97 della Cost.) ed eccesso di potere, assumendosi l’illegittima ammissione delle liste di candidati presentate nella provincia di Trapani denominate “Popolo delle Libertà” e “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”, a causa della sostituzione di due candidati successivamente alla sottoscrizione delle liste (primo motivo del ricorso) e della sproporzione delle candidature in violazione del citato art. 14, che prevede che “… la lista provinciale non può includere un numero di candidati dello stesso sesso superiore a due terzi del numero di candidati da eleggere nel Collegio …” (secondo motivo).
1.1) Si costituivano in giudizio l'Avvocatura Distrettuale della Stato per il Ministero dell'Interno e l’Ufficio elettorale centrale presso la Corte d'Appello di Palermo nonchè i controinteressati Francesco Scoma, Alberto Campagna, Francesco Cascio, Giuseppe Laccoto, Gaspare Vitrano, Davide Faraone, Baldassare Gucciardi, Francesco Rinaldi, Salvatore Termine, Bruno Marziano, Giuseppe Digiacomo, Cataldo Fiorenza, Camillo Oddo, Antonino Di Guardo, Massimo Ferrara, Giacomo Di Benedetto, Giuseppe Picciolo, Concetta Raia, Filippo Panarello, Mario Bonomo, Giuseppe Lupo, Michele Donegani, Antonino Cracolici, Calogero Speziale, Paolo Ruggirello, Giuseppe Federico, Maria Anna Caronia, Nicola D'Agostino, Marco Lucio Forzese, Cateno Roberto De Luca, Riccardo Minardo, Romano Fortunato, Giuseppe Giliberto Arena, Raffaele Lombardo, Nicola Leanza, Vincenzo Marinello, Innocenzo Leontini, Alessandro Aricò, Giuseppe Buzzanca, Salvatore Caputo, Carmelo Currenti, Marco Falcone, Santi Formica, Luigi Gentile, Carmelo Incardona, Livio Marrocco, Salvatore Domenico Pogliese, Antonino Scilla, Vincenzo Vinciullo, Giovanni Cristaudo, Ignazio Marinese e Giovanni Roberto Di Mauro, che eccepivano l’inammissibilità e/o l’irricevibilità del ricorso sotto molteplici profili (in particolare difetto d'interesse per omessa dimostrazione della qualità di candidati dei ricorrenti; omessa tempestiva impugnazione dei provvedimenti di ammissione delle liste; difetto di notifica nei confronti dell’Assemblea Regionale Siciliana; genericità ed indeterminatezza del petitum; difetto di legittimazione passiva dell’Amministrazione statale).
2) L’adito TAR, con sentenza n. 1275/08 del 17 ottobre 2008, dichiarava inammissibile il ricorso per “disintegrità del contraddittorio”.
In sostanza, secondo i primi giudici, non essendo stato notificato il gravame né all’Assemblea Regionale Siciliana né al Presidente della Regione Siciliana - organi cui si riferiscono i risultati elettorali, dei quali viene chiesto l’annullamento - ma soltanto alla Regione Siciliana presso la sede della Giunta di governo in Palermo, si sarebbe verificato il difetto di un presupposto processuale, comportante la inammissibilità del ricorso.
Inoltre, il TAR affermava che comunque il ricorso medesimo avrebbe dovuto essere notificato all’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 1 del d. lgs. 2 marzo 1948, n. 142 e non già presso la sede dell’Ente Regione.
3) Impugnano la citata decisione i sigg.ri Rita Borsellino, Massimo Fundarò, Teodoro Lamonica, Antonio Giuseppe Parrinello, Giovanni Giuca, Calogero Miccichè, Giuseppe Ortisi, Fabrizio Ferrandelli e Giuseppe Furnari, deducendo i seguenti motivi di gravame:
a) “Erroneità della sentenza appellata. Errore di fatto. Violazione delle disposizioni in materia di notifica dei ricorsi elettorali”.
Erroneamente i primi giudici hanno ritenuto che il ricorso non fosse stato notificato al Presidente della Regione Siciliana; in realtà, esso risulta notificato all’On. Raffaele Lombardo, nella sua qualità, sia presso la residenza che presso la sede della carica in Palazzo dei Normanni. Pertanto, il giudizio si sarebbe regolarmente instaurato.
Inoltre, essendosi l’on. Lombardo costituito in giudizio nella sua qualità di Presidente della Regione, l’eventuale irregolarità sarebbe stata sanata ai sensi dell’art. 156, comma 3, c.p.c..
Infine, si sostiene che il ricorso sarebbe stato regolarmente notificato all’organo cui si riferiscono i risultati elettorali contestati, cioè la Regione Siciliana presso la sede, in corretta applicazione dell’art. 1, comma 3, del d. lgs. 2 marzo 1948, n. 142.
b) “Violazione dell’art. 14 bis della l. r. 29/1951 e s. m.. Violazione dell’art. 48 e 97 della Cost.. Violazione di legge. Eccesso di potere per illogicità manifesta, disparità di trattamento e vizi del procedimento. Sviamento di potere”.
I verbali dell’Ufficio centrale regionale e dell’Ufficio centrale circoscrizionale di Trapani sarebbero illegittimi, in quanto si sarebbero verificati tardivi ed illegittimi cambiamenti nei nominativi dei candidati dopo la sottoscrizione della lista da parte degli elettori. In tal modo, con l’esistenza di liste diverse rispetto a quelle sottoscritte, sarebbe stata, in sostanza, vulnerata la “consapevolezza piena ed effettiva dei sottoscrittori circa i nominativi dei candidati”.
c) “Violazione dell’art. 14 bis della l. r. 29/1951 e s. m.. Violazione dell’art. 48, 3, 81 e 97 della Cost.. Violazione di legge. Eccesso di potere per illogicità manifesta, disparità di trattamento e vizi del procedimento. Sviamento di potere”.
Sotto altro profilo, si denuncia l’illegittimità dell’ammissione della lista del PDL nella provincia di Trapani, in quanto presentata con un solo candidato donna su cinque presenti, situazione verificatasi a seguito dello spostamento della candidata Vincenza Bono Parrino dalla lista del PDL a quella “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”.
d) “Intervenuta decadenza dei resistenti e dei controinteressati dal diritto di effettuare controdeduzioni”.
Si eccepisce che le Amministrazioni resistenti e buona parte dei controinteressati si sarebbero costituiti ed avrebbero presentato deduzioni oltre il termine perentorio di 15 giorni dal ricevimento della notifica del ricorso, cosi violando il severo regime di decadenze previsto in materia elettorale.
3.1) Inoltre, gli appellanti insistono sulla tempestività del ricorso introduttivo e del successivo deposito dell’atto notificato, contestati da alcuni controinteressati nonché sulla corretta notifica del ricorso presso la sede della Regione, atteso che l’Avvocatura dello Stato si era costituita nell’interesse del Ministero dell’Interno, dando luogo, cosi ad un litisconsorzio passivo, in presenza del quale la Regione - previa valutazione di un (potenziale) conflitto d’interessi - avrebbe dovuto valutare se avvalersi o meno dell’Avvocatura.
Infine, gli odierni ricorrenti richiamano, ulteriormente illustrandoli, i motivi di merito articolati nel ricorso introduttivo del giudizio.
4) Si sono costituiti con separati atti l’on. Raffaele Lombardo, l’on. Francesco Cascio, l’on. Francesco Scoma, l’on. Alberto Campagna, l’on. Fabio Maria Mancuso, l’on. Giuseppe Limoli, l’on. Giovanni Cristaudo, l’on. Federico Giuseppe, l’on. Nicola D’Agostino, l’on. Nicola Leanza, l’on. Romano Fortunato, l’on. Marco Lucio Forzese, l’on. Paolo Ruggirello, l’on. Maria Anna Caronia, l’on. Roberto De Luca, l’on. Orazio D’Antoni, che concludono per l’inammissibilità del ricorso in appello o per la sua infondatezza.
Presentano una memoria collettiva di costituzione gli on.li: Alessandro Arico’, Giuseppe Buzzanca, Salvatore Caputo, Carmelo Correnti, Marco Falcone, Santi Formica, Luigi Gentile, Carmelo Incardona, Livio Marrocco, Salvatore Domenico Pugliese, Antonino Scilla, Vincenzo Vinciullo, che insistono per la conferma della gravata sentenza.
Si costituiscono, altresì, in proprio e nella qualità di deputati dell’Assemblea Regionale, i sig.ri Innocenti Leontini, Vincenzo Marinello, Baldassare Di Giovanni, Giuseppe Laccato, Gaspare Vitrano, Davide Faraone, Baldassarre Gucciardi, Salvatore Termine, Bruno Marziano, Giuseppe Digiacomo, Camillo Oddo, Antonino Di Guardo, Massimo Ferrara, Giacomo Di Benedetto, Giuseppe Picciolo, Concetta Raia, Filippo Panarello, Mario Bonomo, Giuseppe Lupo, Michele Donegani, Antonino Cracolici, Calogero Speziale, che concludono per la conferma della gravata sentenza.
D I R I T T O
1) Come diffusamente evidenziato in narrativa, il contenzioso all’esa-me del Collegio concerne la legittimità del procedimento di ammissione di due liste, “Popolo delle Libertà” e “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”, presentate nella Provincia di Trapani, in occasione delle elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana e per il Presidente della Regione, tenutesi in data 13 e 14 aprile 2008.
L’adito TAR - ritenendo pregiudiziale ed assorbente la dedotta inammissibilità del gravame, all’uopo recependo apposita eccezione articolata da numerosi controinteressati - ha dichiarato il ricorso “inammissibile per disintegrità del contraddittorio”, non essendo stato il medesimo notificato agli organi della Regione, cioè l’Assemblea Regionale ed il Presidente della Regione, né presso la loro sede né presso l’Avvocatura dello Stato (alla quale - secondo i primi giudici - il gravame avrebbe dovuto essere comunque notificato, ai sensi dell’art. 1, del d. lgs. 2 marzo 1948, n. 142, che estende le attribuzioni dell’Avvocatura dello Stato nei riguardi della Regione Siciliana).
Contestano tale assunto gli odierni appellanti, sostenendo, al contrario, la correttezza della notifica all’Ente Regione, vero organo cui si riferiscono i risultati elettorali contestati, avvenuta presso la sua sede, in corretta applicazione dell’art. 1, comma 3, del d. lgs. 2 marzo 1948, n. 142, che esclude l’automatica estensione delle funzioni dell’Avvocatura dello Stato all’Amministrazione regionale siciliana nei giudizi in cui è parte anche una Amministrazione dello Stato (eccettuato il caso qui non rilevante di litisconsorzio attivo). I medesimi aggiungono che, comunque, nella fattispecie, si sarebbe verificata la sanatoria dell’eventuale irregolarità, ai sensi dell’art. 156, comma 3, c.p.c., essendosi l’on. Lombardo costituito in giudizio nella sua qualità di Presidente della Regione.
2) Tale tesi merita condivisione limitatamente alla prima parte della sua prospettazione.
Giova, in via preliminare, ricostruire correttamente il chiaro contesto fattuale della vicenda che ne occupa, nonchè l’esatta interpretazione del quadro giuridico di riferimento.
Nel caso di specie, gli originari ricorrenti, odierni appellanti, hanno chiesto l’annullamento della proclamazione degli eletti all’As-semblea regionale per vizi propri degli atti preparatori, che avrebbero invalidato, in via derivata, il procedimento elettorale di cui trattasi (asserita illegittima ammissione delle liste denominate “Il popolo delle libertà” e “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”). Ha affermato lo stesso TAR, che parti necessarie del presente contenzioso, oltre ai controinteressati eletti ed alla Regione, che si “appropria” del risultato elettorale e nella cui sfera si riverberano gli effetti dell’annullamento o della conferma della proclamazione degli eletti, erano anche gli Uffici elettorali e in particolare l’Ufficio elettorale centrale (costituitosi con il patrocinio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato).
Logico corollario di quanto rappresentato era la compresenza della Regione e di organi statali tra i destinatari della notifica del ricorso de quo e, quindi, il consolidamento di una posizione di litisconsorzio passivo tra più soggetti, tutti astrattamente difendibili dalla Avvocatura dello Stato. Il concreto patrocinio della Regione, poi, si sarebbe realizzato soltanto all’esito di una valutazione di convenienza di tale Ente e sul presupposto della insussistenza di alcun conflitto d’interessi con lo Stato (come stabilito dall’ultimo comma dell’art. 1 del richiamato d. lgs. n. 142/1948).
2.1) Tale ricostruzione dell’odierna situazione fattuale, oggetto del contenzioso in esame, consente, innanzi tutto, di escludere la pedissequa applicazione al caso di specie del precedente giurisprudenziale richiamato dal TAR e dagli appellati (C.G.A. 4 luglio 1997, n. 304).
Invero, nel citato caso, la notifica del ricorso era stata effettuata soltanto agli organi regionali e non anche agli Uffici elettorali, con la conseguenza che non si era creato alcun litisconsorzio passivo e, pertanto, la notifica medesima - in corretta applicazione del comma 1° del citato art. 1 del d. lgs. n. 142/1948, che ha esteso le funzioni della Avvocatura dello Stato all’Amministrazione regionale siciliana - non poteva che essere fatta presso gli uffici dell’Avvocatura dello Stato, domiciliataria ex lege, a pena di inammissibilità del gravame.
Nel caso di specie, invece, come dianzi evidenziato, proprio la descritta esistenza di un litisconsorzio passivo escludeva l’automatica estensione all’Ente Regione delle attività dell’Avvocatura (tra cui l’espletamento della funzione di domiciliazione e l’esercizio del patrocinio).
2.2) Rafforza tale conclusione la lettura complessiva della norma di riferimento, il menzionato art. 1 del d. lgs. n. 142/1948, che testualmente recita:
”Le funzioni dell’Avvocatura dello Stato nei riguardi delle Amministrazioni statali sono estese all’Amministrazione regionale siciliana ….
Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano nei giudizi in cui sono parti l’Amministrazione dello Stato e l’Amministrazione regionale, eccettuato il caso del litisconsorzio attivo.
Nel caso di litisconsorzio passivo, qualora non vi sia conflitto di interessi tra lo Stato e la Regione, questa può avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato”.
E’ evidente, quindi, che nella fattispecie in esame, che si configura sostanzialmente come litisconsorzio passivo, essendo Stato e Regione parti nel medesimo giudizio, l’Amministrazione regionale aveva la facoltà e non l’obbligo di avvalersi dell’Avvocatura.
2.3) Da un concorrente angolo prospettico, devesi osservare che - contrariamente a quanto sembrano sostenere alcune parti resistenti - la determinazione in ordine all’opportunità di avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura (e la sottostante preventiva valutazione circa l’even-tuale conflitto d’interessi) non può essere rimesso al giudizio della parte che deve effettuare la notifica del ricorso, ma - come previsto dalla richiamata normativa - è affidato esclusivamente alla Regione. Da ciò deriva che l’eventuale esito negativo di tale valutazione operato dall’Amministrazione regionale comporterebbe l’errata notifica effettuata presso gli uffici dell’Avvocatura invece che presso l’Ente medesimo.
Pertanto, sotto l’esaminato profilo, gli originari ricorrenti hanno correttamente notificato il ricorso introduttivo del giudizio presso la sede dell’Ente Regione, parte pubblica avente veste di “autorità emanante”, in base al menzionato criterio di imputabilità sostanziale ed in quanto organo cui si riferiscono i contestati risultati elettorali.
3) In parte qua l’appello va quindi accolto, con la conseguente riforma della sentenza appellata.
4) Riservata ogni ulteriore statuizione (anche in ordine ad alcune eccezioni di inammissibilità dell’appello, attinenti nella sostanza alla asserita irritualità del ricorso in primo grado ed implicanti se mai la reiezione dell’odierna impugnativa, con diversa motivazione), il Collegio ritiene che, ai fini del decidere, occorre integrare la documentazione agli atti, acquisendo in copia autentica:
a) verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale Regionale in data 23 aprile 2008 - 6 maggio 2008, con cui si è proceduto, tra l’altro, alla proclamazione degli eletti (impugnato in primo grado);
b) verbale delle operazioni dei seguenti Uffici centrali circoscrizionali: Palermo, Messina, Enna, Catania, Caltanisetta, Agrigento, Ragusa e Siracusa (impugnati in primo grado);
c) provvedimento di ammissione delle liste “Popolo delle Libertà” e “Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera”, alle elezioni del Presidente della Regione e dell’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 13 ed il 14 aprile 2008 (impugnato in primo grado).
I su indicati documenti dovranno essere depositati, a cura della Amministrazione regionale siciliana (Segreteria generale della Assemblea regionale e Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali) nella Segreteria della Sezione entro il termine in dispositivo fissato.
Restano salve, ai fini del richiesto adempimento, le eventuali iniziative delle parti e in particolare degli appellanti.
Nel frattempo,va sospesa ogni ulteriore determinazione in rito, nel merito e sulle spese.
P. Q. M:
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, impregiudicata ogni altra questione nel rito e nel merito, parzialmente pronunciando, cosi decide;
a)accoglie l’appello nei limiti di cui in motivazione;
b)ordina agli uffici della Amministrazione regionale siciliana indicati in motivazione di depositare nella Segreteria della Sezione i documenti sopra specificati entro il termine di 20 (venti) giorni dalla comunicazione in forma amministrativa della presente decisione o dalla sua notificazione a cura degli odierni ricorrenti:
c)fissa, per l’ulteriore trattazione dell’appello, l’udienza pubblica del 13 maggio 2009.
Spese al definitivo.
Ordina che la su estesa decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, nella camera di consiglio del 28 gennaio 2009, con l’intervento dei signori: Pier Giorgio Trovato, Presidente, Raffaele Maria De Lipsis, estensore, Chiarenza Millemaggi, Antonino Corsaro, Pietro Ciani, Componenti.
F.to: Pier Giorgio Trovato, Presidente
F.to: Raffaele Maria De Lipsis, Estensore
F.to: Loredana Lopez, Segretario

Depositata in segreteria
il 10 marzo 2009

mercoledì 11 marzo 2009

rete precari agrigento

riceviamo questo comunicato dalla rete precari agrigento


______RETE PRECARI SCUOLA AGRIGENTO_______

LA RETE NAZIONALE DEI PRECARI DELLA SCUOLA PROMUOVE UNA SETTIMANA DI SIT-IN DAVANTI AGLI USP CONTRO I TAGLI DELLA LEGGE 133 E CONTRO IL DDL APREA I TAGLI PREVISTI DALLA MANOVRA FINANZIARIA CON LA LEGGE 133/08

Riducono indiscriminatamente il personale docente e ATA . Penalizzano la qualita' dell'offerta formativa . Aumentano le spese a carico delle famiglie * Non garantiscono il rispetto delle norme sulla sicurezza IL DDL APREA .Prevede la trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni * Sostituisce il Consiglio d'Istituto con un consiglio di amministrazione * Modifica lo stato giuridico dei docenti istituendo albi regionali * Modifica il sistema di reclutamento affidandola direttamente alle singole istituzioni scolastiche * Sopprime la rappresentanza sindacale per i docenti I PRECARI DELLA SCUOLA CHIEDONO * Che gli USP pubblichino le proiezioni dei tagli previsti dalla LEGGE 133 sulle diverse scuole, sulle varie categorie di lavoratori, sulle differenti classi di concorso e renda noti quanti precari non lavoreranno piu' nei prossimi anni! * Che gli USP prendano atto pubblicamente della grave situazione in cui gia' oggi si trovano le scuole italiane: migliaia di lavoratori precari, aule sovraffollate, diffuse violazioni del diritto allo studio degli alunni disabili, inagibilita' di numerose strutture scolastiche * Il ritiro della legge 133 e del ddl Aprea * L'assunzione dei precari della scuola su tutti i posti vacanti e disponibili

I SIT-IN SI TERRANNO DAVANTI AGLI USP DELLE SEGUENTI CITTA'
MILANO NAPOLI 4 Marzo ore 15,30 12 marzo ore 12.30-16.00
PALERMO RAVENNA 4 Marzo ore 15,00 10 marzo ore 11.00-17.00
ROMA PESARO 9 Marzo ore 15,00 26 marzo ore 15.00
CATANIA BARI 10 marzo ore 15,00 12 marzo ore
AGRIGENTO 12 marzo ore 15.00
TERNI 16 marzo ore 15.00
LIVORNO 17 marzo ore 15.30

RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA http://docentiprecari.forumattivo.com/

RETE PRECARI SCUOLA AGRIGENTO

reteprecariscuolaag@libero.it – comitato sostegno@libero.it

martedì 10 marzo 2009

Togliere e Tagliare? Perchè? Noi non ci stiamo! E chiediamo risPOST@.provileiaspiegarmi La prego, provi Lei a spiegarmi …

divulghiamo, chiedendovi di fare altrettanto, questa singolare e significativa proposta dal comitato scuola pubblica , click sul titolo per andare al blog

Togliere e Tagliare? Perchè? Noi non ci stiamo! E chiediamo risPOST@.provileiaspiegarmi

La prego, provi Lei a spiegarmi …

Scriviamo al Ministero dell’Istruzione, al Dirigente Scolastico Regionale, all’Assessore all’Istruzione della nostra regione …

Facciamo sentire la nostra voce e la nostra indignazione contro i tagli alla Scuola Primaria !!!

Come fare:

1) Dal tuo programma di posta elettronica crea un nuovo messaggio e nei destinatari riporta il seguente elenco di indirizzi di posta elettronica (in rosso)
(A- selezionali tutti insieme con il mouse, B- usa il tasto destro del mouse per copiarli, C- posizionati nel campo ‘destinatari’ del messaggio che hai creato e, D -sempre con il tasto destro, incolla!).

gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, direzione-veneto@istruzione.it, segreteria.pizza@istruzione.it, ass.formazione@regione.veneto.it, cimettolafirma@gmail.com

NEWS: attenzione, questo elenco di indirizzi va bene per il Veneto, se sei di un’altra regione devi selezionarli nell’elenco riportato sotto alle lettere-tipo. Segnalateci eventuali indirizzi non funzionanti o chiusi per … troppe richieste dI risPOST@ (Si tratta di e-mail pubbliche e istituzionali e dovrebbero sempre essere funzionanti!)

NEWS 2: a grande richiesta anche per chi non è genitore o insegnante c’è la possibilità di scrivere al Ministro dell’Istruzione. Aggiunta la lettera-tipo per il “cittadino-contribuente” !!

2) Seleziona una delle due “lettera-tipo” sotto riportata (genitore o insegnante), copiala e incollala nel contenuto della tua mail (tasto destro!).
Completala dove richiesto (…) e personalizzala, ricordati di mettere la firma.

3) Inserisci l’oggetto (subject) del messaggio
(a tuo piacimento e in sintonia con il contenuto della lettera, es. “La scuola è primaria”, “Provi lei a spiegarmi”, “A casa mia non si taglia sul futuro dei figli” ecc.) e … INVIA!

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La copia del messaggio inviata all’indirizzo del Comitato genitori e insegnanti sarà pubblicata nel blog http://provileiaspiegarmi.blogspot.com. Il Comitato provvederà ad inoltrare tutte le lettere pervenute a parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e mezzi di comunicazione.
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PSSS PSSS PASSA PAROLA e … buona lettera!

A) LETTERA GENITORE

seleziona da qui ————->>

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ministro Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A - 00153 ROMA
Direttore Generale: Dott. MARIO GIACOMO DUTTO

Al Direttore Generale
USR - Ufficio Scolastico Regionale (MIUR)

All’Assessore Regionale alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione

P.C. al Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica
”Provi lei a spiegarmi”

Sono un genitore di una/un bambina/o che frequenta la ….. classe della scuola primaria …… di …… in provincia di ….

Sono molto preoccupata/o per ciò che sta colpendo la scuola!

Mentre il dibattito pubblico sui temi della scuola sembra concentrarsi su questioni banali e secondarie, ben altri sono i cambiamenti che stanno passando, senza alcun confronto né con noi genitori, né con le altre componenti della scuola.

Già da tempo ho capito che la “riforma” in realtà, non si preoccupa di METTERE (grembiulini, disciplina o quant’altro) ma semmai di TOGLIERE: i provvedimenti intrapresi in questi mesi tolgono tempo-scuola, insegnanti, laboratori, opportunità, scuole. Su molti punti mi sento preso/a in giro, quale cittadino/a da provvedimenti che, senza esplicite e valide giustificazioni pedagogiche o didattiche, hanno come solo obiettivo il risparmio delle finanze.

Per quanto si voglia ancora sostenere il contrario, è sempre più evidente che c’è un disegno di impoverimento sia quantitativo sia qualitativo della scuola pubblica del nostro paese, peraltro confermato dagli stessi Dirigenti Scolastici e dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico, che ho avuto modo di sentire in recenti interventi pubblici.

Sento un dovere rimanere in prima linea nel difendere la scuola primaria che conosco e che funziona, al passo con i tempi, capace di far crescere mia/o figlia/o. La scuola dove tempo pieno e tempo lungo non sono solo una risposta alle esigenze di tante famiglie, ma sono anche la scuola dei tempi distesi, del rispetto dei tempi di apprendimento di tutte le bambine e di tutti i bambini; dove il rapporto con “più insegnanti”, e non il “maestro” unico”, non è certo un problema ma una ricchezza, garanzia di una didattica competente e di una pluralità di relazioni e di crescita sociale dei nostri figli; dove le compresenze danno la possibilità alle scuole di adattare l’organizzazione agli specifici bisogni del territorio e favorire il successo scolastico di tutti gli alunni.

Per questo continuo a non capire il nesso “più tagli uguale maggiore qualità”.
La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!
Quali saranno i costi sociali e culturali di questi provvedimenti nel futuro?

Come genitore mi indigno, perché, a casa mia, risparmiamo prima sulle cose superflue, poi sulle cose necessarie … e mai sul futuro dei nostri figli.

Sono quindi sicuro che anche Lei vorrà battersi per la difesa della scuola pubblica, oppure provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro dei nostri figli.

Rimango in attesa di una risposta
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B) LETTERA INSEGNANTE

seleziona da qui ————->>

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ministro Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A - 00153 ROMA
Direttore Generale: Dott. MARIO GIACOMO DUTTO

Al Direttore Generale
USR - Ufficio Scolastico Regionale (MIUR)

All’Assessore Regionale alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione

P.C. al Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica
”Provi lei a spiegarmi”

Sono una/un insegnante di scuola primaria di ……., in provincia di …., insegno da …… anni, nella mia scuola il modello orario è (a tempo pieno, di 30 ore, 35 ore….), l’area prioritaria del mio insegnamento è l’area ……..

In tutti questi anni di servizio mi sono auto-aggiornata, ho letto, ho frequentato corsi di formazione, mi sono appassionata a queste discipline che ora sento di padroneggiare e di riuscire ad insegnare con professionalità didattica e metodologica.

Perché tutta questa mia ricchezza dal prossimo anno scolastico non verrà più salvaguardata? Perché, nel giro di pochi mesi, dovrò diventare un’insegnante che da solo, o supportato con forme residuali, si farà carico dell’insegnamento di 12 discipline (tante, le conti, sono quelle indicate negli ultimi riferimenti programmatici) che richiedono, visti anche gli attuali riferimenti curricolari, professionalità e competenze differenziate?
Perché dovrei rinunciare alla condivisione con altri colleghi e alla collegialità, alla co-responsabilità formativa, didattica e valutativa degli apprendimenti degli alunni?

È veramente difficile pensare che un unico insegnante, solo, possa farsi carico della gestione di sempre più alunni in classe, con esigenze differenziate e diverse modalità di apprendimento.
In quale modo potrò dedicare del tempo prezioso ai miei alunni con bisogni di apprendimento e relazionali specifici ed individuali? Come potrò ancora personalizzare l’intervento didattico e la proposta formativa in base alle singole necessità? Come riuscirò a salvaguardare il successo formativo di ogni alunno valorizzando i talenti, le specificità, i meriti?

Mi creda, non trovo alcun fondamento formativo, pedagogico o didattico a giustificazione di questo disegno riformatore. Le tesi fino ad ora portate a sostegno sono deboli, nessun noto pedagogista le avalla, colpiscono invece un modello di scuola che ben risponde alle prove internazionali (IEA PIRLS 2006 e TIMMS2007) e alla soddisfazione delle famiglie.
Professionalmente mi sento di non poter rimanere zitta e piegarmi a una serie di cambiamenti che finora nessuno è riuscito a motivarmi come didatticamente ed educativamente coerenti, né dalla parte dell’insegnamento e dell’apprendimento.

La prego, provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro e per una scuola di qualità e non uno svuotamento culturale e pedagogico finalizzato unicamente ad un miope risparmio.

Rimango in attesa di una risposta
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C) LETTERA CITTADINO

seleziona da qui ————->>

Sono un cittadino di …. in provincia di ……., preoccupato per il futuro della scuola pubblica del nostro paese!

Sono molto allarmato/a per ciò che sta colpendo la scuola!
Mentre il dibattito pubblico sui temi della scuola sembra concentrarsi su questioni banali e secondarie, ben altri sono i cambiamenti che stanno passando senza alcun confronto né con i cittadini, né con i genitori e gli insegnanti che vivono nella scuola.
Già da tempo ho capito che la “riforma” in realtà, non si preoccupa di METTERE (grembiulini, disciplina o quant’altro) ma semmai di TOGLIERE: i provvedimenti intrapresi in questi mesi tolgono tempo-scuola, insegnanti, laboratori, opportunità, scuole. Su molti punti mi sento preso/a in giro, quale cittadino/a da provvedimenti che, senza esplicite e valide giustificazioni pedagogiche o didattiche, hanno come solo obiettivo il risparmio delle finanze.
Per quanto si voglia ancora sostenere il contrario, è sempre più evidente che c’è un disegno di impoverimento sia quantitativo sia qualitativo della scuola pubblica del nostro paese, peraltro confermato dagli stessi Dirigenti Scolastici e dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico del Veneto.
Sento un dovere rimanere in prima linea nel difendere una scuola al passo con i tempi, capace di far crescere le nuove generazioni e di prepararle al mondo terribilmente complicato che si troveranno davanti. La scuola dove tempo pieno e tempo lungo non sono solo una risposta alle esigenze di tante famiglie, ma sono anche la scuola dei tempi distesi, del rispetto dei tempi di apprendimento di tutte le bambine e di tutti i bambini; dove il rapporto con “più insegnanti”, e non il “maestro” unico”, non è certo un problema ma una ricchezza, garanzia di una didattica competente e di una pluralità di relazioni e di crescita sociale dei nostri figli; dove le compresenze danno la possibilità alle scuole di adattare l’organizzazione agli specifici bisogni del territorio e favorire il successo scolastico di tutti gli alunni.
Per questo continuo a non capire il nesso “più tagli uguale maggiore qualità”.
La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!
Quali saranno i costi sociali e culturali di questi provvedimenti nel futuro?
Come cittadina/o (e contribuente) mi indigno, perchè credo che la scuola primaria sia il primo mattone del futuro del paese. Se vogliamo un futuro migliore per tutti dobbiamo investire sulla scuola, come molti altri paesi stanno facendo, e non indebolirla.
Sono quindi sicuro che anche Lei vorrà battersi per la difesa della scuola pubblica, oppure provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro del nostro paese
Rimango in attesa di una risposta
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INDIRIZZI E-MAIL PER REGIONE

Seleziona e copia con il tasto destro l’elenco dei destinatari della TUA regione.
(Per eventuali modifiche degli indirizzi, aggiunte, ecc., potete scriverci a comitato.nogelmini@gmail.com)

Abruzzo
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-abruzzo@istruzione.it, giovanni.chiodi@regione.abruzzo.it, paolo.gatti@regione.abruzzo.it

Basilicata
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-basilicata@istruzione.it, presgiun@regione.basilicata.it, ass_formazione.lavoro@regione.basilicata.it

Calabria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-calabria@istruzione.it, g.tedesco@regcal.it, d.cersosimo@regcal.it

Campania
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-campania@istruzione.it, segr.presidenza@regione.campania.it, ass.gabriele@regione.campania.it

Emilia-Romagna
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-emiliaromagna@istruzione.it, segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it, lavoroform@regione.emilia-romagna.it

Friuli Venezia-Giulia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-friuliveneziagiulia@istruzione.it, presidente@regione.fvg.it, ass.istruzione@regione.fvg.it

Lazio
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-lazio@istruzione.it, presidente@regione.lazio.it, scosta@regione.lazio.it

Liguria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-liguria@istruzione.it, presidente.giunta@regione.liguria.it, vicepresidenza@regione.liguria.it

Lombardia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-lombardia@istruzione.it, maria_pia_colombo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it

Marche
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-marche@istruzione.it, segreteria.presidenza@regione.marche.it, stefania.benatti@regione.marche.it

Molise
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-molise@istruzione.it, segreteriaparticolare@regione.molise.it, assessoratoarco@regione.molise.it

Piemonte
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-piemonte@istruzione.it, presidente@regione.piemonte.it, assessore.formazioneistruzione@regione.piemonte.it

Puglia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-puglia@istruzione.it, presidente@regione.puglia.it, assessore.istruzione@regione.puglia.it

Sardegna
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-sardegna@istruzione.it, presidente@regione.sardegna.it, pi.assessore@regione.sardegna.it

Sicilia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, governosicilia@virgilio.it, assessorebca@regione.sicilia.it

Toscana
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-toscana@istruzione.it, claudiomartini@regione.toscana.it, gianfranco.simoncini@regione.toscana.it

Trentino Alto Adige
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, marco.depoali@consiglio.regione.taa.it

Umbria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-umbria@istruzione.it, prgiunta@regione.umbria.it, formazione@regione.umbria.it

Valle D’Aosta
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, s-ispettivo@regione.vda.it, la.vierin@regione.vda.it, presidenza@regione.vda.it, ass-istruzione@regione.vda.it

Ci vediamo e … BUONA LETTERA!!!

Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia dai nuovi Licei

riceviamo, per firmare click sul titolo

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Al Ministro dell'Istruzione avv. Mariastella Gelmini
Ai Presidenti delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato
Ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato



Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia dai nuovi Licei.

Lo schema di Regolamento relativo agli ordinamenti di tutti i futuri Licei, compresi quelli che hanno già oggi nel piano di studi questa disciplina, ha evidenziato l'intenzione di eliminare, fra le materie obbligatorie oggetto di studio, il Diritto e l'Economia.

Questa scelta, già ipotizzata durante il Ministero Moratti e confermata dall'attuale Ministro Gelmini, è incomprensibile, contraddittoria e non europea.

E' incomprensibile alla luce delle scelte fatte negli ultimi anni, quando sia le sperimentazioni frutto del lavoro della Commissione Brocca che quelle avviate in numerosi Licei Classici e Scientifici tradizionali avevano portato all'introduzione del Diritto e dell'Economia sulla scorta di analisi e considerazioni che non hanno perso validità e significato ma , semmai, oggi si sono rinvigorite.

E' contraddittoria alla luce della intenzione, preannunciata la scorsa estate dallo stesso Ministro Gelmini, di introdurre, in via sperimentale già da quest'anno scolastico, in tutti gli ordini di scuola e quindi anche nelle scuole superiori, un nuovo insegnamento disciplinare di "Cittadinanza e Costituzione".

Non si può non rimarcare che, se da un lato si individua lo studio di "Cittadinanza e Costituzione" come disciplina autonoma affidata, nelle scuole superiori, a docenti di ben quattro classi di concorso diverse , poi si ipotizza una scelta che appare contraddittoria ai Docenti di Discipline giuridiche ed economiche che sono i soli ad avere una specifica ed adeguata formazione universitaria .

Non si elimina , però, solo il Diritto ma si elimina, nell'era della globalizzazione, lo studio di una disciplina come l'Economia.

E' una scelta non europea se si considera che lo studio di Discipline giuridiche ed economiche è una costante, in varie forme di educazione o di disciplina, nei piani di studio delle scuole superiori degli altri Paesi dell'Unione.

Non si comprendono, perciò, quali possano essere i motivi ispiratori della proposta.

Eliminare queste discipline significa non considerarne l'importanza ai fini della crescita culturale dell'allievo ma, soprattutto, condizionare negativamente o addirittura vanificare il processo di formazione della sua coscienza civica, tanto più necessaria in un momento così delicato della vita del nostro Paese come quello attuale.

Firmiamo questo appello con la consapevolezza che se i cambiamenti nella Scuola Secondaria Superiore sono una necessità, essi non possono essere adottati facendo tabula rasa di ogni ipotesi di cambiamento precedente come le sperimentazioni Brocca, senza ascoltare le voci degli operatori e di chi fruisce del servizio scolastico ed introducendo estese ed improduttive discontinuità.

Continuare su questa strada sarebbe un segnale assai preoccupante per il futuro di tutta la scuola italiana.

10 febbraio 2009

Prof. Franco Labella - Istituto Sup.Statale "P. Villari" - Napoli (promotore dell'appello)

domenica 8 marzo 2009

COMUNICATO ASSEMBLEA DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA

RICEVIAMO DALLA RETE:


Palermo 6 marzo 2009

ASSEMBLEA DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA

Nei locali dell’Istituto Magistrale Statale “Regina Margherita” di Palermo, si è tenuta un’assemblea di docenti di diritto ed economia di Palermo e provincia, alla quale hanno partecipato genitori, alunni e docenti di altre discipline di ruolo e non. L’assemblea ha rappresentato un’occasione di riflessione sui contenuti della riforma Gelmini e sulle stridenti contraddizioni tra i proclami del Governo e la stessa riforma.

Le istituzioni, dal Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Repubblica, non fanno altro che inneggiare alla difesa della Costituzione, alla lotta contro il bullismo che dilaga nelle scuole, all’educazione alla legalità, tutte riflessioni meritevoli di considerazione civile e sociale che stridono violentemente con la riforma del riordino dei licei che prevede la totale scomparsa del diritto dai piani di studio, una sua notevole riduzione nei licei tecnici (dove resta solo nei licei economici), e lascia nel caos gli istituti professionali dove certa è solo una forte riduzione dell’orario settimanale. Il Ministro ha presentato ieri l’altro in conferenza stampa una nuova disciplina che di nuovo ha solo il nome: “Cittadinanza e Costituzione”. Questa sarà insegnata dagli insegnanti di storia all’interno delle loro ore, non avrà voto in pagella e la sperimentazione costerà tantissimo ai contribuenti, visto che saranno stanziati fondi notevoli per la formazione dei docenti di Storia e per le proposte di concreta sperimentazione.

I docenti di diritto ed economia, sono

INDIGNATI

per la mancata considerazione della loro professionalità acquisita dopo anni di lavoro nella scuola. Grazie al valore educativo del Progetto Brocca, che ha previsto l’introduzione in via sperimentale del diritto ed economia nei licei e l’estensione dell’insegnamento delle discipline anche ai bienni dei tecnici e professionali fin dal 1995, i docenti di diritto hanno svolto un lavoro costante ed efficace, sempre attento alle esigenze dei ragazzi, alla loro voglia di conoscere e di capire, un lavoro diretto a valorizzare i contenuti della Costituzione e finalizzato a fornire ai discenti, una conoscenza dei fondamentali princìpi di economia, ritenuta peraltro indispensabile dalla Comunità Europea in un sistema economico ormai globalizzato.

I docenti sono altresì profondamente preoccupati per il loro futuro lavorativo e non intendono assistere inermi alla mutilazione della scuola pubblica in cui hanno speso anni di lavoro, di energie fisiche e d intellettuali.

Infatti, i tagli così pesanti previsti dalla riforma, taglieranno completamente fuori i precari che da anni attendono l’immmissione in ruolo, spegneranno le speranze lavorative di tanti giovani che si sono formati per l’insegnamento delle discipline giuridiche e d economiche, e finiranno per travolgere il personale di ruolo, a causa di esuberi che non potranno essere riassorbiti.

Alla luce di tutto ciò, i docenti di discipline giuridiche ed economiche ( A019) RIVENDICANO la loro dignità professionale e culturale; COSTITUISCONO un coordinamento provinciale destinato a diventare regionale in tempi brevi; si IMPEGNANO a continuare a proclamare l’essenzialità delle discipline giuridiche ed economiche nel percorso formativo dei giovani; NON ACCETTANO di essere considerati “non necessari” come detto nei più recenti interventi del Ministro e CHIEDONO che le loro discipline vengano riconosciute come fondamentali e insegnate in tutte le scuole superiori di qualsiasi indirizzo; SI PROPONGONO di diffondere la protesta attraverso l’invio di cartoline al Ministro, di tenere lezioni in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica, di costituire un blog per raccogliere adesioni ed estendere la protesta a livello nazionale, collegandosi a tutte le altre iniziative già in corso nelle varie regioni italiane; ATTENDONO risposte concrete dal Ministro e non proclami propagandistici privi di contenuti.

sabato 7 marzo 2009

marsala - alt alla privatizzazione dell'acqua


Marsala - Alt alla privatizzazione dell'acqua


di Antonino Contiliano


Signol Sindaco, Signoli Amministratori, E-greggi del Consigliolo Comulale di Marsala, qui uno degli “ong non-estinti poetry, tornando a ricordarvi del progetto “2rocche anfiteatro” (a Capo Boeo), fa appello a Voi e alla Città per un ALT alla privatizzazione dell'acqua. Privatizzare l’acqua non migliora il servizio, impoverisce la gente (pagherà bollette ultrasalate per la triplicazione dei costi) e arricchirà solo il “privato” che priverà i cittadini del loro bene comune. Signori E-greggi, Vi si chiede, con dietro il pensiero (detto e non detto) della stragrande maggioranza dei civici marsa-lesi, di NON PRIVATIZZARE la nostra rete idrica. L’acqua è un bene comune, e la sua gestione e amministrazione deve rimanere pubblica, comunale. Migliorate ulteriormente il servizio: rinnovo delle tubazioni sottoterra (spesso fonte di manutenzione che diventa spreco), filtri a carbonio (vedi il sistema idrico cittadino di Firenze) alla sorgente (miglioramento il gusto dell’oro bianco)… Quando il servizio e la qualità migliorano veramente, mezzo centesimo in più non spaventa nessuno. L’acqua, come la vita, è un bene prezioso e comune! ALT alla privatizzazione dell'acqua! gli effetti sul tessuto sociale e sul territorio saranno solo del “buon vivere”:1) diminuzione della spesa per le famiglie marsalesi (aumentandone il reddito: non pagheranno due volte – fonte pubblica e privata – per dissetarsi e lavarsi) che preferiranno bere la propria acqua e non quella insaccata e invecchiata (et alia di sudiciumi non visti) delle multinazionali;2) molta plastica sparirà dalla circolazione e ne guadagnerà il servizio di Nettezza Urbana in termini di pulizia dei luoghi, riduzione inquinamento, riduzione spesa pulizia. Al tal fine suggeriamo anche l’inizio di una campagna di sensibilizzazione sia per l’uso dell’acqua comunale che per l’uso di contenitori (bottiglie, piatti, bicchieri e altre vettovaglie) BIODEGRADABILI! Esistono e sono in commercio. Avegolare (ridurre tassazioni o balzelli locali) commercianti, fornitori e consumatori che fanno uso di materiale BIODEGRADABILE. Un altro modo di differenziare la raccolta dei rifiuti! In Europa e in Sicilia, Municipi e Comuni lottano perché il BENE COMUNE dell’acqua rimanga pubblico e non si privatizzi Affidare la gestione delle risorse idriche a società private è dannoso anche dal punto di vista del risparmio perché per aumentare i profitti si incentiva l’aumento dei consumi. Dopo lo stop alle privatizzazioni sarà necessario puntare a serie politiche di accessibilità all'acqua e di tutela delle fonti idriche, messe a rischio da continue aggressioni e dai cambiamenti climatici in atto. Cosa fate Voi? Noi siamo disposti a lottare e protestare perché l’acqua bene comune, rimanga tale (a Marsala, come in tutti i Comuni) e di Pubblica Amministrazione (res pubblica). Dal primo gennaio 2009, l’acquedotto parigino torna ad essere un servizio municipale: “ vogliamo offrire un servizio migliore a un prezzo migliore”. C’è un coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua pubblica (con una segreteria operativa) che si è riunita in assemblea il 21 novembre 2008 a Roma (Sala della Pace della Provincia di Roma, via IV Novembre). Il 31 maggio 2007 c’è stato il via libera della Camera alla moratoria sugli affidamenti dei servizi idrici locali futuri e sulle gare in corso dalla data di entrata in vigore del provvedimento. Il 20 febbraio, si è svolta la riunione contemporanea di gran parte dei consigli comunali della provincia di Agrigento, e 27 Comuni dell’agrigentino si sono coalizzati contro la privatizzazione. Il 20 Febbraio 2009 - 2° giornata di sciopero RSU Acque Spa e Acque Servizi srl – il Presidio, sotto la Sede dell’AATO 2 Toscana – Basso Valdarno, lottano contro la privatizzazione. Bivona (AG), a chiare lettere, dice: «L’acqua resti in mano pubblica»; Referendum: 99,43% dei bivonesi dice NO alla privatizzazione. E Voi e Noi? Greggi o E- greggi! Lo Stato, oggi, dai privati viene chiamato a nazionalizzare e a sostenere con denaro “pubblico” gli errori della privatizzazione e liberalizzazione dei mercati e dei servizi; Noi, marsalasi d.o.c., chiediamo ai nostri AMMINISTRATORI, al Municipio marsalese e all’intera collettività di continuare a mantenere PUBBLICO il ‘bene comune’ dell’acqua (http://www.acquabenecomune.org/, e 06 68136225 per informarsi!) Auguriamo, anche, altri interventi e incontri dialogici sparsi per la Città.

giovedì 5 marzo 2009

Chiediamo le dimissioni del Ministro Gelmini



RICEVIAMO QUESTA INIZIATIVA DAL WEB!!

FIRMATE, DIVULGATE, CARICATE SUI VOSTRI BLOG!!

'CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL MINISTRO GELMINI'

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCARE SUL TITOLO O SULLA BARRA LATERALE DEL NOSTRO SITO!!

A: Al presidente del Consiglio dei Ministri "

Dal Corriere della Sera di oggi 1 marzo '09:


"MAESTRO UNICO - Quasi sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico delle 30 ore nell'iscrivere il figlio alla prima elementare. Lo riferisce il ministero dell'Istruzione, analizzando le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40." Dunque, solo il 3 (TRE)% delle famiglie italiane ha scelto le 24 ore, cavallo di battaglia del Ministro Mariastella Gelmini, bocciando, nei fatti, la scuola da lei preconizzata. E se le famiglie italiane "bocciano" la proposta Gelmini, lei per coerenza dovrebbe DIMETTERSI! "

mercoledì 4 marzo 2009

NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO IL 6 MARZO MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE

riceviamo e pubblichiamo

Confederazione Cobas - Cub - SdL intercategoriale


NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO
IL 6 MARZO MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE

a Palermo appuntamento alle 16.30 in via Cavour (Prefettura)

Contro il Governo che vuole abolire il diritto di sciopero, Confederazione Cobas, CUB e SdL Intercategoriale hanno organizzato per venerdì 6 marzo manifestazioni e presidi in molte città italiane.
Il Governo, in accordo con la Confindustria e con l'assenso di Cisl, Uil e Ugl, procede nel disegno di cancellare le libertà e i diritti sindacali costituzionalmente tutelati. Dietro il dichiarato intervento per il solo settore trasporti, già da solo inaccettabile ed assolutamente illegittimo, il Governo vuole predisporre una legislazione autoritaria per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e per poter meglio reprimere le risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Lo scopo del governo è quindi quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero.

A ciò è indispensabile opporsi in modo netto e senza equivoci. Il sindacalismo di base promuove una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo - quando si riuniranno i ministri del Lavoro e
politiche sociali del G14 per far pagare la crisi ai salariati e ai settori popolari - e un grande sciopero generale per il 23 aprile, anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale


CollettivoMalefimmine Domenica 8 marzo presidio P.zza Politeama ore 10.00

8 marzo 2009
Il nostro corpo non è un campo di battaglia!!!

Un’indagine Istat denuncia che il 62% delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, e la percentuale sale al 68,3 nei casi di violenza sessuale, e al 69,7% quando si parla di stupro. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate, il 91,6% I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro e i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente, il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima.
Il governo sta dunque utilizzando la violenza maschile sulle donne con lo scopo puro e semplice di attuare politiche razziste e discriminatorie, per alimentare la paura del “diverso”. Non taglierebbero altrimenti i fondi ai CENTRI ANTIVIOLENZA (primi soldi ad essere stati dirottati verso altri utilizzi in finanziaria!), che aiutano migliaia di donne ogni giorno!
Dai modi in cui i politici e i media affrontano l’argomento, sembra quasi che quel 7% di stupri e violenze subite da donne straniere non debbano essere tenute in conto, non esistessero, come se le uniche donne oltraggiate e offese fossero quelle italiane!
La violenza maschile sulle donne nasce dalla costante identificazione del genere femminile con due particolari ruoli nella società: quello di cura e assistenza dei propri familiari (e non solo) e quello di soggetto deputato a soddisfare le voglie maschili, CONSENZIENTI O MENO: a tal riguardo basta condurre uno studio sull'uso dei nostri corpi nelle pubblicità!
Così le donne svolgono compiti che non hanno scelto di svolgere, assumono ruoli imposti dalla cultura dominante maschile, e diventano oggetti del volere altrui e non dei propri.
In questo passaggio risiede la nascita della violenza maschile sulle donne, qui, quando tutti si sentono in diritto di poter scegliere per noi!
NON ESISTONO PERTANTO STUPRI ETNICI, MA SOLO STUPRI E VIOLENZE DI GENERE!
Le ronde rosa o nere, sono solo gruppi di individui che si uniscono per esercitare ulteriore controllo e violenze sui territori. Nulla hanno a che vedere con le donne, con gli stupri e con i femminicidi! Servono solo a metter in pratica un clima oppressivo/repressivo, in altre parole un sistema fascista, che infatti si dota degli stessi strumenti di cui si è dotato il regime: le SQUADRACCE!
Ricordiamo poi che i militari che vogliono usare per "difenderci" sono parte dello stesso corpo che storicamente si macchia della maggior quantità di stupri e di violenze sulle donne in qualsiasi luogo, missione, guerra, in cui si siano trovati ad operare!
Ora tutto dipende da noi!
NOI DOBBIAMO RIPRENDERE IN MANO LE REDINI DELLE NOSTRE VITE, SVINCOLARCI DALLE IMPOSIZIONI E OPPRESSIONI, COMINCIARE A ESPLICITARE LE NOSTRE VOLONTA', PASSIONI, E DESIDERI.
NON SIAMO UN SOGGETTO DEBOLE E NON ABBIAMO BISOGNO DI ESSERE DIFESE DA NESSUNO!
LOTTIAMO SOLO PER UNA SOCIETA’ DIVERSA FATTA ANCHE A MISURA DEI NOSTRI BISOGNI.
A NOI SPETTA IL RUOLO DI LIBERARCI, DI AUTODETERMINARCI!

Domenica 8 marzo presidio P.zza Politeama ore 10.00

CollettivoMalefimmine
malefimmine@gmail.com - www.malefimmine.noblogs.org - www.myspace,com/malefimmine

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lunedì 2 marzo 2009

lettera aperta alunni pendolari Castelbuono - Cefalù


riceviamo questa lettera di disagio da un gruppo di alunni pendolari sulla tratta Castelbuono - Cefalù



Castelbuono, 23 febbraio 2009

Al signor sindaco di Castelbuono

e, per conoscenza, alle testate divulgative

Gentile Signor Sindaco,

siamo i ragazzi pendolari che ogni giorno fruiscono del “servizio” di trasporto gestito dalla S.A.I.S per la corsa Castelbuono-Cefalù e viceversa.

Più di una volta ci siamo rivolti a lei e ai Carabinieri della stazione di Castelbuono per rendervi note le pessime condizioni alle quali siamo costretti ogni mattina per andare a scuola.

Come lei già sa, spesso gli autobus sui quali viaggiamo si guastano e l’azienda non provvede al tempestivo ripristino del servizio, costringendoci a rimanere per strada con il dito all’insù per arrivare a scuola, oppure per ritornare a casa dopo una stancante giornata scolastica.

Purtroppo i nostri problemi sono legati anche alle pessime condizioni igienico-sanitarie dei mezzi.Quando piove l’acqua piovana filtra all’interno dei nostri autobus e ristagna nell’impianto, oltretutto guasto, di refrigerazione: non appena l’autobus si mette in moto, quest’acqua, ormai torbida, cade sui sedili e sulle teste degli sventurati passeggeri.

Solo sull’autobus della corsa per Palermo funziona il sistema di riscaldamento e di refrigerazione, sugli altri mezzi, destinati a noi studenti, questi impianti sono guasti ormai da tempo, e, se nel periodo primaverile-estivo siamo perseguitati dall’afa, dalla puzza e dai germi dovuti alla presenza di cinquanta persone bloccate in un ambiente ristretto, durante tutto il resto del periodo scolastico è difficile sopportare le rigide temperature invernali. Come se ciò non bastasse gli stessi autobus non vengono mai puliti: può capitare a tutti di vomitare, ma se ciò avviene all’interno dell’autobus, sarebbe compito della ditta fare pulire la sporcizia invece di aspettare che questa vada via col tempo a causa di fenomeni “erosivi” naturali.

Disagi notevoli sono inoltre rappresentati dagli scomodi orari di partenza degli autobus, che non rispettano le esigenze di noi studenti. Sarebbe opportuno fare in modo che vengano inserite corse ad orari più vicini a quelli di chiusura e apertura delle scuole, basti pensare che al mattino arriviamo a Cefalù molto tempo prima del suono della campana; inoltre visto il gran numero di studenti, spesso superiore ai settanta, che ogni giorno rischia di non arrivare a casa in orario poiché dovrebbe prendere l’autobus, di soli cinquanta posti, dell’1.30, le chiediamo di far sì che vengano garantite più corse e più mezzi, in relazione al numero di abbonati e di ipotetici passeggeri, perché possiamo avere la certezza del servizio.

Probabilmente a chi fa uso di questi mezzi di trasporto sporadicamente, i nostri problemi e disagi potrebbero sembrare banali, ma ricordiamo che noi pendolari passiamo buona parte della nostra giornata su di essi.

Noi le chiediamo di analizzare la nostra situazione non solo come sindaco, ma anche mettendosi nei panni di un genitore di un ragazzo che per recarsi a scuola è costretto ad utilizzare mezzi insicuri e a viaggiare in condizioni pietose.

Speriamo in un suo impegno attivo nel mandare subito controlli sanitari per rendersi meglio conto della situazione e, qualora non sia possibile affidare l’appalto ad una ditta privata che venga incontro alle nostre esigenze e che rispetti i nostri diritti, nel fare in modo che la S.A.I.S ottemperi a quelli che sono i suoi doveri nei nostri confonti.

Ringraziando anticipatamente, gli alunni pendolari.

domenica 1 marzo 2009

ricorso tar - associazione la scuola della repubblica

evidenziamo nuovamente l'interessante appello del ricorso tar

NUOVO RICORSO AL TAR

L' Associazione La Scuola della Repubblica ha proposto un nuovo ricorso collettivo al Tar del Lazio per impugnare la circolare sulle iscrizioni e per chiedere la sospensiva dei provvedimenti emanati dal Ministro. Il ricorso va presentato entro il 10 marzo ai legali che lo dovranno registrare entro il 15. Possono ricorrere: genitori, insegnanti, studenti maggiorenni. I costi del ricorso saranno coperti dall'Associazione e potremo concorrere con una sottoscrizione a offerta libera .

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